Elon Musk: L’uomo più figo del mondo


Più o meno liberamente tradotto dal favoloso post di Tim Urban su Wait But Why.


Sì, ho chiesto la loro autorizzazione. Sì, hanno risposto. Sì, hanno detto sì. Tiè!



Disclaimer dal blog: Wait But Why posta regolarmente. Inviamo i nostri post regolarmente via email a oltre 170,000 persone — inserisci qui la tua email e ti inseriremo nella lista (mandiamo solo poche email al mese). Puoi seguire anche Wait But Why su Facebook e Twitter.

Domanda legittima: perché tradurre (e quindi abbassare la qualità di) un post già esistente?

Risposta: l’idea non è tradurre solo un post, ma l’intera serie dedicata al signor Musk. E la ragione è semplice: si parla di cose così importanti e in maniera così discorsiva che non sapere l’inglese non può essere una scusa per non essere aggiornati. Quindi mi andava di essere certo che qualche migliaio di persone in più potesse accedere a questi contenuti. Perdonate in anticipo la non-perfezione, ma francamente chissenefrega. :) Suggerimenti su come migliorare la traduzione sono altamente graditi. Vamos!

Nota: onestamente, questo post è interessante ma quello che viene dopo è pazzesco. Sono tutti molto lunghi, ma la lettura di questo primo pezzo introduttivo rende la comprensione del secondo (presto tradotto su questi schermi) molto più semplice. Fidatevi. :)


1. La Telefonata


(PS. non ho ancora capito se sono autorizzato anche a modificare le immagini e integrare le traduzioni. Per adesso ci accontentiamo della didascalia, stay tuned.)

-Pronto?


- Salve Tim, grazie per aver trovato il tempo per rispondere. Lavoro con Elon Musk. Elon apprezza Wait But Why, e si chiedeva se lei fosse interessato a scrivere qualcosa su quello che sta succedendo in alcuni dei settori in cui è coinvolto.
- Sono certa che lei sia molto impegnato, ma qualora avesse alcun interesse nel fare qualcosa di simile, ad Elon farebbe piacere organizzare una telefonata per parlarne.
- Ma capisco perfettamente se lei- — UN ATTIMO

- Mi perdoni, mi era caduto il telefono. Sì, credo che potremmo riuscirci. Hm, mi faccia dare un’occhiata alla mia agenda oh ok sono libero per una chiamata tra mezzanotte e la mezzanotte successiva in qualsiasi giorno nel futuro fin quando vivrò. - Ottimo! Sono sicura che riusciremo a organizzare qualcosa.


Elon Musk, per chi non lo conoscesse, è l’uomo più figo del mondo.

Userò questo post per esplorare come abbia fatto a diventare un miliardario “fatto da sè” e l’ispirazione vivente per il Tony Stark di Iron Man, ma per il momento lasciamoci spiegare il tutto brevemente da Richard Branson: (1)

Qualsiasi cosa gli scettici abbiano considerato impossibile, Elon è andato là fuori e l’ha resa reale. Ricordate gli anni 90, quando chiamavamo perfetti sconosciuti e gli consegnavamo i dati della nostra carta di credito? Elon ha sognato una cosina chiamata PayPal.
Le sue Tesla Motors e SolarCity stanno rendendo possibile un future pulito e fondato sulle energie rinnovabili… la sua SpaceX [sta] riaprendo lo spazio alle esplorazioni… è paradossale che Elon stia lavorando a come migliorare il nostro pianeta e allo stesso tempo stia costruendo astronavi per aiutarci a lasciarlo.

Quindi no, non era una telefonata che stessi aspettando.

Pochi giorni dopo, mi sono ritrovato in pigiama, camminando freneticamente nel mio appartamento, al telefono con Elon Musk. Abbiamo parlato di Tesla, SpaceX, di industria automobilistica, aerospaziale e solare, e per ciascuno di questi argomenti mi ha raccontato cosa secondo lui confonde la gente. Ha suggerito che se questi fossero argomenti di cui mi sarebbe interessato scrivere, avrei potuto fare un salto in California e sedermi con lui per una per una più lunga chiacchierata di persona.

- SI SI POTREBBE FARE

Per me, questo progetto è stata una delle decisioni più facili della storia.

Non solo perché Elon Musk è Elon Musk, ma perché questi sono due argomenti separati che da tempo risiedevano nella mia pila di “Argomenti per Post Futuri”, letteralmente:

– “auto elettriche vs. ibride vs a gas, che succede con Tesla, energia sostenibile”

– “spacex, musk, marte?? Come imparare a costruire razzi??”

Ho sempre voluto scrivere di questi argomenti, per lo stesso motivo per cui ho scritto di Intelligenza Artificiale — sapevo che sarebbe stato enormemente importante nel futuro ma anche che non ne sapevo abbastanza. E Musk sta guidando una rivoluzione in ciascuno di questi mondi.

Un po’ come se aveste in mente di scrivere qualcosa sul processo di lanciare fulmini e saette e un giorno dal nulla Zeus vi chiamasse e chiedesse se voleste fargli domande su un sacco di roba.

Affare fatto. Il piano prevedeva una gita in California, un’occhiata agli stabilimenti di Tesla e SpaceX, qualche incontro con qualche ingegnere in ciascuna azienda, e una lunga chiacchierata con Musk. Eccitante.

Il primo punto all’ordine del giorno è stato farsi prendere da un attacco di panico. Non potevo sedermi con queste persone — questi migliori-ingegneri-del-mondo e scienziati missilistici — senza sapere quasi niente di niente. Mi aspettava un po’ di studio matto e disperatissimo.

Il problema con Elon Fottutissimo Mask, però, è che si ritrova coinvolto in tutti i seguenti settori:

  • Automotive
  • Aerospazio
  • Energia Solare
  • Accumulo di Energia
  • Satellitare
  • Trasporto Terrestre ad Alta Velocità
  • E, uhm, Espansione Multi-Planetaria.

Zeus sarebbe stato meno stressante.

Ho così speso le due settimane precedenti alla mia visita in West Coast leggendo leggendo e leggendo, e mi è parso presto chiaro che sarebbe stata necessaria una serie di post. C’è tanta roba di cui parlare.


Ci immergeremo nelle aziende di Musk e nelle industrie che le circondano nei prossimi post, ma oggi cominciamo cercando di capire chi è questo tipo e perché si tratti di roba grossa.


2. The Making of Elon Musk

Nota: Una grandiosa biografia di Mask è uscita il 19 Maggio, ad opera di Ashlee Vance. Sono riuscito ad averne una copia in anteprima, ed è stata una fonte chiave per mettere insieme questi post. Qui mi limiterò a una breve panoramica della sua vita — se volete la storia completa, regalatevi la biografia.


Musk nasce in Sudafrica nel 1971. L’infanzia non è un periodo fantastico — ha una vita familiare abbastanza tosta e non riesce mai ad integrarsi troppo bene a scuola. Ma come si legge spesso nelle biografie di gente straordinaria, è un avido self-learner sin da subito. Suo fratello Kimbal racconta che Elon leggeva spesso dieci ore al giorno — molta fantascienza e più in là anche molta saggistica. In quarta elementare è costantemente seppellito tra le pagine dell’Encyclopedia Britannica.


Una cosa che imparerete su Musk leggendo questi post è che considera gli umani come dei computer, cosa che, nel senso più letterale — calcolatori — essi sono. L’hardware di un umano non è altro che il suo corpo e il suo cervello. Il software è il modo in cui impara a pensare, il suo sistema di valori, le sue abitudini, la sua personalità. E imparare, per Musk, è semplicemente il processo di “scaricare dati e algoritmi nel tuo cervello.” (2) Tra le sue tante frustrazioni con l’apprendimento tradizionale in aula vi è la “velocità di download ridicolamente bassa” quando si è seduti in classe mentre un insegnante spiega qualcosa, e ad oggi afferma di aver imparato gran parte di quello che sa leggendo per conto proprio.

All’età di nove anni si lascia quindi consumare da una seconda fissazione, quando mette le mani sul suo primo computer, il Commodore VIC-20. È servito con cinque kilobyte di memoria e una guida su “come programmare” che dovrebbe tenere l’utente occupato per circa sei mesi. Il piccolo Elon la finisce in tre giorni. A dodici anni, usa le sue competenze per creare un videogioco chiamato Blastar, che mi ha definito come “un gioco triviale… ma meglio di Flappy Bird.” Ma nel 1983, è buono abbastanza per essere venduto a una rivista di computer per $500 ($1,200 di oggi) — non male per un dodicenne.

Musk non ha mai sentito una gran connessione con il Sudafrica — non si sentiva a suo agio con la cultura “fighetta” degli Afrikaner, ed era un paese-incubo per un potenziale imprenditore. Guardava alla Silicon Valley come a una Terra Promessa, e a diciassette anni lascia il Sudafrica per sempre. Muove i primi passi in Canada, un posto in cui emigrare facilmente visto il passaporto canadese della madre, e alcuni anni dopo, si sposta negli Stati Uniti grazie a un cambio di college per l’Università della Pennsylvania.

Al college, pensa a cosa fare della sua vita, usando come punto di partenza la domanda “Cosa influirà maggiormente sul futuro dell’umanità?”

La risposta è una lista di cinque cose: internet; energia sostenibile; esplorazione spaziale, in particolare l’estensione permanente della vita umana oltre la Terra; intelligenza artificiale; e riprogrammare il genoma umano.”(4)

È incerto su quanto positivo l’impatto degli ultimi due possa essere, e sebbene sia ottimista su ciascuno dei primi tre, all’epoca non avrebbe mai pensato che un giorno sarebbe stato coinvolto nel campo dell’esplorazione spaziale. Come opzioni restano quindi internet ed energia sostenibile.

Decide di andare per l’energia sostenibile. Finisce il college e si iscrive a un dottorato a Stanford per specializzarsi nello studio dei condensatori ad alta densità di energia, una tecnologia che punta a trovare una maniera più efficiente delle batterie tradizionali per conservare energia — una chiave per un futuro basato su energia sostenibile e una brusca accelerazione per l’avvento di un’industria dell’auto elettrica.

Ma due giorni dopo l’inizio del programma, gli prende un’enorme FOMO (fear of missing-out, la “parangoscia” insomma — ndT) perché è comunque il 1995 e non può “sopportare di vedere l’onda di internet passargli sotto il naso — vuole saltarci dentro e migliorarla”.(5) Quindi molla il dottorato e decide di provare con internet, invece.

La sua prima mossa è quella di cercare lavoro nel mostro dell’internet del 1995, Netscape. La sua tattica: entrare nella lobby, non invitato, restare lì in maniera impacciata e imbarazzata, essere troppo timido per parlare con chiunque, e uscire a testa bassa.

Musk si riprende da questo poco impressionante inizio di carriera alleandosi con il fratello Kimbal (che aveva seguito Elon negli Stati Uniti) per lanciare la loro azienda — Zip2. Zip2 è una specie di combinazione primitiva di Yelp e Google Maps, ben prima che niente di simile a nessuna delle due esistesse. L’obiettivo è far capire alle imprese che essere sulle Pagine Gialle sarebbe prima o poi diventato old-school e che sarebbe stata una buona idea posizionarsi su qualche directory online. I fratelli sono senza soldi, dormono in ufficio e si lavano nelle docce dell’YMCA, ed Elon, il loro capo programmatore, siede davanti al PC come un ossesso, lavorando giorno e notte. Nel 1995, convincere le aziende dell’importanza di internet è impresa particolarmente difficile — molti gli rispondono che fare pubblicità su internet è “la cosa più stupida che avessero mai sentito” — ma alla fine, iniziano a raccattare clienti e l’azienda comincia a crescere. È il picco del boom di internet negli anni 90, le startup vengono acquisite a destra e a manca, e nel 1999 Compaq rileva Zip2 per 307 milioni di dollari. Musk, che all’epoca ha 27 anni, se la cava con 22 milioni.

In quello che diventerà un tema ricorrente per Musk, finisce un’impresa e immediatamente dopo si tuffa in un’altra, più difficile, più complessa. Avesse seguito la bibbia del milionario dot-com, avrebbe dovuto sapere che quello che va fatto dopo un colpo grosso nel boom degli anni 90 è nient’altro che ritirarsi nel dolce tramonto del lusso e dell’angel investing, oppure — qualora fosse rimasta un po’ di ambizione — iniziare una nuova azienda con i soldi di qualcun altro. Ma Musk non è incline a seguire le consuetudini, e investe tre quarti della sua fortuna nella sua nuova idea, un piano oltraggiosamente ambizioso di costruire, in pratica, una banca online — completa di assegni, conti correnti e brokeraggio — chiamata X.com.

Potrà sembrare meno folle adesso, ma nel 1999, una startup digitale che prova a competere con le enormi banche è un qualcosa di inaudito.

Nello stesso palazzo dove lavorano i ragazzi di X.com c’è un’altra azienda di internet finance chiamata Confinity, fondata da Peter Thiel e Max Levchin. Una delle tante funzioni di X.com è un semplice sistema di trasferimento di denaro, e più in là Confinity svilupperà un servizio simile. Entrambe le aziende iniziano a notare una crescente domanda per i loro servizi di trasferimento di denaro, il che mette i due team in fortissima concorrenza, al punto che alla fine decidono di fondersi in quella che oggi conosciamo come PayPal.

La decisione mette insieme un sacco di ego e opinioni contrastanti — a Musk si sono ora uniti Peter Thiel e un paio di altri adesso famosissimi ragazzi di internet — e nonostante l’azienda stia crescendo rapidamente, le cose in ufficio non filano esattamente lisce. I conflitti continuano a bollire fino al tardo 2000, quando mentre Musk è in un mezzo viaggio di fundraising / mezza luna di miele (con la sua prima moglie Justine), il gruppo anti-Musk fa partire un “colpo di stato” e lo sostituisce nel ruolo di CEO con Peter Thiel. Musk gestisce la situazione in maniera sorprendentemente positiva, e ad oggi dice di non essere d’accordo con quella scelta ma di capire perché fosse stata presa. Resta nel team con un ruolo senior, continuando ad investire nell’azienda, e ricopre un ruolo strumentale nel vendere l’azienda ad eBay nel 2002, per un miliardo e mezzo di dollari. Musk, maggiore azionista di PayPal, se ne va con 180 milioni (al netto delle tasse).

Se fino ad ora avrebbe potuto esserci una lontana affinità tra le scelte di Musk e una vita normale, è a questo punto della sua vita — come super-ricco trentunenne nel 2002 — che butta il manuale di cui sopra nel cesso per darsi a qualcosa di completamente diverso.

Quello che fa nei successivi 13 anni fino ad oggi è quello che esploreremo in dettaglio nel corso di questa serie. Per ora, ecco un riassunto:


Nel 2002, ancora prima che la vendita di PayPal vada a buon fine, Musk inizia a leggere e studiare voracemente di tecnologia missilistica, e più tardi nello stesso anno, con 100 milioni di dollari, dà inizio a una delle più impensabili e scellerate imprese di tutti i tempi: un’azienda di razzi chiamata SpaceX, il cui obiettivo dichiarato è rivoluzionare il costo dei viaggi spaziali in modo da rendere gli umani una specie multiplanetaria, colonizzando Marte con almeno un milione di persone nel corso del secolo appena iniziato.

Mm hm.

Poi, nel 2004, mentre quel primo “progetto” stava appena iniziando, Musk decide di darsi al multi-tasking lanciando la seconda impresa più impensabile e scellerata di tutti i tempi: un’azienda di auto elettriche chiamata Tesla, il cui obiettivo dichiarato è rivoluzionare l’industria automobilistica mondiale accelerando in maniera significativa l’avvento di un mondo prevalentemente popolato da automobili elettriche — così da portare l’umanità di gran lunga più vicina a un futuro basato su energia sostenibile. Musk finanzia anche questa impresa personalmente, mettendoci 70 milioni di dollari, nonostante il dettaglio che l’ultima volta che si sia sentito parlare di una startup automobilistica di successo è stata con Chrysler nel 1925, e l’ultima volta in cui qualcuno abbia iniziato una startup di auto elettriche di successo è stata mai.

E visto che perché no, un paio di anni dopo, nel 2006, mette sul piatto altri 10 milioni di dollari per fondare, con i suoi cugini, un’altra azienda, chiamata SolarCity, il cui obiettivo è di rivoluzionare la produzione di energia creando una larga società di pubblica utilità che installerebbe sistemi a pannelli solari su milioni di case, riducendo drammaticamente il loro consumo di elettricità generata da combustibili fossili e alla fine “accelerando l’adozione di massa di energia sostenibile.” (6)

Se aveste assistito a tutto questo negli anni immediatamente successivi alla vendita di Paypal, avreste pensato che fosse una storia triste. Un povero milionario digitale, comicamente impegnato con una manciata di progetti impossibili, impegnato a fare di tutto per sperperare la sua fortuna.

Fino al 2008, sembra andare proprio così, alla lettera. SpaceX ha imparato a costruire missili, solo non razzi che funzionino davvero — aveva provato tre lanci fino a quel momento e tutti e tre erano esplosi prima di entrare in orbita. Per attirare qualsiasi investimento serio o contratti succulenti, SpaceX deve ancora dimostrare di essere in grado di lanciare un razzo con successo — ma Musk ha risorse disponibili solo per uno ed un solo lancio ancora. Se dovesse fallire anche il quarto lancio, addio SpaceX.

Nel frattempo, nella Bay Area, anche Tesla sguazza nella cacca. Deve ancora lanciare la prima auto — la Tesla Roadster — sul mercato, il che non sembra benaugurante al mondo là fuori. Il blog della Silicon Valley Valleywag piazza la Tesla Roadster al primo posto tra i fallimenti tech del 2007. Il che sarebbe più accettabile se anche l’economia globale non sia tutto d’un tratto collassata, colpendo l’industria automobilistica più di ogni altra e prosciugando ogni flusso di investimento verso qualsiasi azienda del settore, soprattutto se nuova e non validata. E Tesla sta finendo i soldi molto velocemente.

Durante questa doppia implosione della sua carriera, l’unica cosa che resta forte e stabile nella vita di Musk è il suo matrimonio di otto anni — se per “forte e stabile” intendiamo in una spirale di distruzione che culmina in uno struggente e doloroso divorzio.


Oscurità.


Ma il punto è proprio qui — Musk non è un idiota, e non aveva creato delle cattive aziende. Aveva creato della buone, ottime aziende. E’ solo che creare un missile affidabile è assurdamente difficile, così come lanciare una startup automobilistica, e visto che nessuno voleva investire in quelle che apparivano al mondo esterno come imprese ultra-ambiziose e probabilmente dannate — soprattutto durante una recessione — Musk doveva affidarsi alle sue riserve personali. PayPal lo aveva reso ricco, ma non ricco abbastanza di mantenere queste aziende a galla a lungo, da solo. Senza fondi esterni, sia SpaceX che Tesla avevano poca strada davanti. Quindi non è che SpaceX e Tesla non fosero buone — è che avevano bisogno di più tempo per avere successo, e quel tempo stava finendo.

Poi, nell’ora più dura, tutto cambiò.

Per cominciare, nel settembre 2008, SpaceX lancia il suo quarto razzo — l’ultimo, se non fossero riusciti neanche stavolta a mettere un carico in orbita — e ci riesce. Alla perfezione.

Questo basta alla NASA per dire “’fanculo, diamo una chance a questo Musk,” e puntare sull’impresa, offrendo a SpaceX un contratto da 1.6 miliardi di dollari per curare 12 lanci per conto dell’agenzia. Ossigeno. SpaceX è salva.

Il giorno dopo, la vigilia di Natale del 2008, mentre Musk raccoglie gli ultimi spiccioli disponibili per mantenere Tesla in vita, gli investitori gli concedono l’investimento richiesto. Ossigeno. Cinque mesi dopo, le cose iniziano ad andare decentemente, e arriva un altro investimento critico — 50 milioni da Daimler. Tesla è salva.

Così, mentre il 2008 segna chiaramente la fine degli incidenti di percorso per Musk, l’incredibile storia dei sette anni successivi racconta l’inarrestabile, travolgente ascesa di Elon Musk e delle sue aziende.


Dopo primi tre lanci falliti, SpaceX ha lanciato ventuno volte — venti con successo (nel giugno 2015 il primo stop dopo venti successi di fila — ndT). La NASA è adesso un cliente abituale, uno dei tanti, visto che le innovazioni in SpaceX hanno permesso anche ad altre aziende di lanciare roba nello spazio al costo più basso di sempre. Tra questi 20 lanci ci sono stati tutti i tipi di “prime volte” per un’azienda di shuttle commerciali — ad oggi, i fantastici quattro nella storia ad essere riusciti a lanciare un’astronave in orbita e farla riatterrare sulla Terra con successo sono Stati Uniti, Russia, Cina — e SpaceX.

SpaceX sta al momento testando una nuova nave, che trasporterà gli umani nello spazio, ed è occupata a lavorare su uno shuttle ben più capiente che riuscirà a portare 100 persone alla volta su Marte. Un recente investimento ad opera di Google e Fidelity ha portato l’azienda ad essere valutata per 12 miliardi di dollari.

La Tesla Model S è diventata un successo devastante, spazzando via l’intera industria automobilistica con i più alti punteggi di Consumer Reports di sempre (99/100) e i più alti punteggi di sempre in termini di sicurezza dalla National Highway Safety Administration (5.4/5). Adesso sono sempre più vicini a lanciare il loro vero disruptor — la molto più abbordabile Model 3 — e la capitalizzazione dell’azienda è appena sotto i 30 miliardi. Stanno anche diventando la più formidabile azienda di batterie al mondo, al momento al lavoro sulla “Gigafactory” in Nevada, la cui attivazione più che raddoppierà la produzione totale annua mondiale di batterie agli ioni di litio.

SolarCity, quotata in borsa nel 2012, adesso ha una capitalizzazione di mercato appena sotto i 6 miliardi ed è diventata il più grande installatore di pannelli solari negli Stati Uniti. Sono adesso impegnati a costruire la più grande fabbrica di pannelli solari del Paese a Buffalo, e potrebbero attivare una partnership con Tesla per combinare il loro prodotto con la nuova batteria domestica prodotta da Tesla, il Powerwall.

E visto che non è ancora abbastanza, nel tempo libero Musk sta spingendo per lo sviluppo di un sistema di trasporto completamente nuovo — l’Hyperloop.

Tra un paio d’anni, quando le nuove fabbriche saranno completate, le tre aziende di Musk impiegheranno oltre trentamila persone. Dopo essere quasi finito in bancarotta nel 2008 e dopo aver detto a un amico che lui e sua moglie avrebbero potuto dover “trasferirsi nel garage dei suoceri”, l’attuale reddito di Musk si assesta attorno ai 12.9 milioni di dollari.

Tutto ciò ha reso Musk una specie di leggenda vivente. Costruendo una startup automobilistica di successo e una rete mondiale di stazioni di “Super-ricarica” (Supercharger), Musk è stato paragonato a industriali visionari come Henry Ford e John D. Rockefeller. Il pioneristico lavoro di SpaceX sulla tecnologia missilistica ha portato a confronti con Howard Huges, e in molti hanno accostato Musk a Thomas Edison per gli avanzamenti ingegneristici che Musk è riuscito ad ottenere in varie imprese. Forse ancora più spesso, è paragonato a Steve Jobs, per la sua particolare abilità di disgregare enormi, stagnanti settori con prodotti di cui i futuri clienti neanche sapevano di aver bisogno. Alcuni credono che sarà ricordato in un corso universitario a sé stante. Lo scrittore di tecnologia e biografo di Musk Ashlee Vance ha suggerito che quello che Musk sta creando “ha il potenziale di essere ben più grandioso di qualsiasi cosa che Huges o Jobs abbiano prodotto. Musk ha preso settori come l’aerospaziale e l’automotive, su cui gli Stati Uniti parevano essersi arresi, e li ha riposizionati come qualcosa di nuovo e fantastico.”

Chris Anderson, curatore di TED, chiama Musk “il più memorabile imprenditore vivente al mondo.” Altri lo conoscono come “l’Iron Man del mondo reale”, e non a caso — il regista Jon Favreau ha davvero mandato Robert Downey Jr. nella fabbrica di SpaceX per passare un po’ di tempo con Musk prima di filmare il primo Iron Man, così da poter modellare il personaggio su Musk. È persino apparso nei Simpson.

E questo è il tizio con cui sono capitato in qualche modo al telefono, camminando freneticamente avanti e indietro in pantaloni di pigiama nel mio appartamento.

Durante la chiamata, ha reso molto chiara l’idea che non aveva bisogno di me per fare pubblicità alle sue aziende — voleva solo che spiegassi cosa stesse succedendo nei mondi che orbitano intorno a queste aziende e perché quello che sta accadendo con le auto elettriche, con la produzione di energia sostenibile e con l’aerospazio sia così importante.

Sembrava particolarmente annoiato dalla gente che si impegnava a scrivere di lui — pensa che stiano succedendo così tante cose di importanza critica nei settori in cui è coinvolto, ed ogni volta che qualcuno scrive di lui, sarebbe felice se scrivessero anche della disponibilità di combustibili fossili o degli sviluppi nella produzione di batterie o dell’importanza di rendere l’umanità multi-planetaria (questo è reso particolarmente chiaro nell’introduzione alla sua biografia, dove l’autore spiega come non interessato fosse Musk nell’avere un libro sulla sua vita).

Sono quindi sicuro che questo primo post, il cui titolo è “Elon Musk: L’Uomo Più Figo Del Mondo”, gli darà fastidio.

Ma ho le mie ragioni. Secondo me, in questa serie di post ci sono due aree degne di esplorazione:

1) Capire perché Musk stia facendo quello che sta facendo. È fermamente convinto di lavorare sulle tematiche più pressanti per fornire all’umanità le migliori chance di un futuro migliore. Voglio esplorare in profondità queste tematiche, insieme ai motivi per cui lo preoccupino così tanto.

2) Capire perché Musk è capace di fare quello che sta facendo. Ci sono poche persone in ogni generazione che cambiano drammaticamente il mondo, e vale la pena studiarle. Fanno cose in maniera diversa da chiunque altro — e credo abbiano molto da insegnarci.


3. Visita alle Fabbriche


La Tesla Factory (Nord California) e la SpaceX Factory (Sud California), oltre ad essere entrambe enormi, e fighe, hanno molto in comune.

Entrambe sono luminose e pulite, lucenti e dipinte in bianco, con soffitti super alti. Entrambe sembrano più laboratori che fabbriche tradizionali. E in entrambe, gli ingegneri con mansioni da colletti bianchi e i tecnici con compiti da colletti blu sono deliberatamente sistemati nelle medesime aree di lavoro, in modo che operino a stretto contatto e si diano feedback a vicenda — e Musk crede che essere vicini a chi produce le macchine sia critico per chi le progetta. E mentre un ambiente di fabbrica tradizionale non sarebbe ideale per un ingegnere al computer e un ufficio tradizionale non sarebbe un buon posto di lavoro per un tecnico, un laboratorio pulito e futuristico appare ideale per entrambe le professioni. Non c’è quasi alcun ufficio chiuso in nessuna delle due fabbriche — tutto è all’aperto, esposto a tutti.

Quando, insieme ad Andrew, sono arrivato nella fabbrica Tesla, sono prima stato colpito dalle sue dimensioni — e quando ho fatto un po’ di compiti a casa non sono rimasto sorpreso scoprendo che si tratti del secondo edificio al mondo in termini di superficie di base.

La fabbrica era inizialmente di proprietà congiunta di GM e Toyota, poi venduta a Tesla nel 2010. Abbiamo iniziato la giornata con un giro panoramico della fabbrica — un mare di robot rossi che costruivano macchine e facevano i simpaticoni:

E altre figate, come una vasta area della fabbrica interamente dedicata alla costruzione delle batterie, e un’altra che ospita i rotoli di allumino da nove tonnellate che vengono affettati e schiacciati e saldati diventando delle Tesla.

E questa pressa gigante, che costa 50 milioni di dollari e schiaccia il metallo con una pressione di 4500 tonnellate (la stessa pressione che otterreste mettendo una pila di 2500 macchine in cima a qualcosa).

La fabbrica sta cercando di aumentare la sua produzione da trentamila a cinquantamila auto all’anno, circa mille a settimana. Già ora sembravano sputare macchine a una velocità incredibile, quindi sono rimasto sconvolto nell’imparare che quando Toyota era qui, la produzione si assestava sulle mille auto al giorno.

Ho avuto occasione di visitare lo studio di progettazione di Tesla (foto non ammesse), con designer al lavoro al computer su bozze di auto e, dall’altra parte della stanza, modelli in creta in scala 1:1. Una versione a dimensioni reali dell’imminente Model 3 era circondata da specialisti intenti a scolpirla con minuscoli strumenti e lame, radendo via frazioni di millimetro per esaminare il modo in cui la luce rimbalzava sulle curvature. C’era anche una stampante 3D in grado di “stampare” velocemente un modello di una bozza di design Tesla delle dimensioni di una scarpa, così che i progettisti potessero prendere in mano il loro bambino e osservarlo da diverse angolazioni. Deliziosamente futuristico.


Il giorno dopo è toccato alla fabbrica di SpaceX, che potrebbe essere ancora più figa, ma si dà il caso che l’edificio contenga tecnologia missilistica avanzata, che secondo il governo è da considerarsi “tecnologia militare”, e quindi pare che blogger a caso non siano autorizzati a scattare foto di tecnologia militare.


Ad ogni modo, dopo i tour, ho avuto l’occasione di sedermi con numerosi ingegneri e designer di entrambe le aziende. Mi avrebbero spiegato di essere grandi esperti nel loro settore, io gli avrei spiegato di aver recentemente capito quando grande dovrebbe essere un edificio per contenere tutti gli umani, e avremmo così iniziato la nostra conversazione. Gli avrei chiesto del loro lavoro, delle loro opinioni sull’azienda e sul settore in generale, e poi gli avrei chiesto della loro relazione con Elon e come fosse lavorare per lui. Senza alcuna eccezione, sembravano tutti carini e gentili, tutti ovviamente ridicolamente intelligenti ma in maniera assolutamente non pretenziosa. Musk sostiene di avere una rigida politica “zero imbecilli” in termini di assunzioni, e in questi incontri ero in grado di osservarne gli effetti.

Com’è quindi Musk come capo?

Iniziamo a vedere quello che dice l’internet — c’è un thread su Quora che pone la domanda “Com’è lavorare con Elon Musk?”

La prima risposta è di un vecchio dipendente SpaceX che non lavora più lì, che descrive il giorno del fallimento del terzo lancio, una mazzata micidiale per l’azienda e per tutte le persone che avevano lavorato per anni alla sua riuscita.

Descrive un Elon che emerge dal centro di controllo missione per parlare all’azienda con un discorso trascinante. Parla dell’“infinita saggezza” di Elon e dice “Penso che molti noi l’avrebbero seguito fino ai cancelli dell’inferno portandoci olio solare dopo quel discorso. È stata la più impressionante manifestazione di leadership che abbia mai visto.”

Subito dopo questa risposta ce n’è un’altra, da un anonimo ingegnere di SpaceX, che descrive così la sua esperienza nel lavorare con Musk:

“Puoi capire sempre se qualcuno è appena uscito da un meeting con Elon: sono sconfitti… niente di quello che tu faccia sarà mai buono abbastanza, quindi devi trovare da solo il tuo valore, senza dipendere da complimenti e gratificazioni per sopravvivere alle tue ovviamente insufficienti settimane da 80 ore di lavoro.”

Leggendo di Musk online e nel libro di Vance, sono rimasto colpito da quanto questi due commenti su Quora rappresentassero le due opinioni più ricorrenti sul lavorare per Musk. Il rapporto sembra essere accompagnato da una tremenda quantità di adorazione e una tremenda quantità di esasperazione, a volte con un tono di amarezza — e ancora più misteriosamente, gran parte delle volte, senti entrambe le facce della storia raccontate dalla stessa persona. Ad esempio, più in là nel commento del secondo commentatore su Quora troviamo “Lavorare con lui non è un’esperienza confortevole, non è mai soddisfatto di se stesso e quindi mai davvero soddisfatto di nessuno attorno a lui… il problema è che lui è una macchina mentre noialtri no.” E il frustrato commentatore anonimo concede poi che il modo di essere di Elon sia “comprensibile” data l’enormità della missione e che sia “una grande azienda e la amo.”

Le mie chiacchierate personali con ingegneri e progettisti mi hanno raccontato una storia simile. “Elon vuole sempre sapere, ‘Perché non stiamo andando più veloce?’ Vuole sempre più grande, migliore, più veloce”, mi è stato detto dalla stessa persona che pochi minuti dopo stava enfatizzando quanto giusto e apprensivo Musk tenda ad essere nel gestire le pratiche di un impiegato recentemente licenziato.

La stessa persona che mi ha detto di vivere “molte notti insonni” ha riportato nella frase immediatamente successiva quanto fosse felice di lavorare nell’azienda e come speri di “non lasciarla mai.”

Un dirigente ha descritto le sue interazioni con Musk in questo modo: “Ogni conversazione presenta rischi abbastanza elevati perché lui sarà parecchio supponente, e può andare più in profondo di quanto ti aspetti o di quanto tu sia preparato, o più in profondo della tua conoscenza su un dato argomento, e interagire con lui sembra davvero una performance di funambolismo, soprattutto quando tu e lui vi ritrovate in un [gulp] disaccordo tecnico.” Lo stesso dirigente, che aveva precedentemente lavorato in un’altra azienda tecnologica, ha anche definite Musk “il miliardario più con i piedi per terra con cui abbia mai lavorato.”

Ho cominciato a capire che la spiegazione di entrambe le parti della storia — l’adulazione quasi mistica insieme alla strenua volontà di resistere a quello che sembra un diavolo d’inferno — si riduce a semplice rispetto. La gente che lavora per Musk, a prescindere delle opinioni sul suo stile gestionale, prova un immenso rispetto — per la sua intelligenza, per la sua etica di lavoro, per le sue palle, e per la gravità delle missioni che ha intrapreso, missioni che rendono qualsiasi altro lavoro triviale e senza senso.

Molte delle persone con cui ho parlato si sono anche riferite al loro rispetto per la sua integrità. Uno dei modi attraverso cui tale integrità emerge è nella sua coerenza. Ha detto le stesse cose in interviste per un decennio, spesso usando le stesse identiche frasi a molti anni di distanza. Dice davvero quello che pensa, a prescindere dalla situazione — un dipendente vicino a Musk mi ha detto che a volte, dopo una conferenza stampa o una negoziazione, ha chiesto a Musk in privato quale fosse davvero la sua prospettiva e cosa pensasse veramente. La risposta è sempre stata noiosa: “Penso esattamente quello che ho detto.”

Alcune persone con cui ho parlato si sono riferite all’ossessione di Musk per verità e precisione. È a suo agio e addirittura felice davanti a commenti negativi sul suo conto quando crede siano accurati, ma quando la stampa fraintende qualcosa su di lui o sulle sue aziende, generalmente non riesce a trattenersi, le contatta e corregge il loro errore. Odia frasi da spin-doctor come “gli studi riferiscono che” e “gli scienziati non sono d’accordo,” e rifiuta di fare pubblicità per Tesla, qualcosa a cui la maggior parte delle startup automobilistiche non penserebbe due volte — perché considera la pubblicità manipolativa e disonesta.

C’è anche un sottofondo di integrità nelle tiranniche richieste di Musk agli impiegati, perché per quanto possa sembrare un tiranno, non è un ipocrita. Degli impiegati spinti a lavorare 80 ore a settimana tendono a vederla meno amara quando almeno il CEO è lì, lavorandone 100.

A proposito del CEO, andiamo a farci un panino con lui.


4. A pranzo con Elon


E’ cominciato così:

- Tu sei Elon Musk. — Io sono Elon Musk.
- Fa un po’ strano. Non trovi? — Come no.
- Questa fabbrica di razzi in cui ci troviamo è tua. È una cosa che possiedi.
- Ieri ero in un’enorme fabbrica di auto. Anche quella è una cosa che possiedi.

Dopo circa sette minuti così, sono riuscito a tirar fuori la mia prima domanda, una domandina leggera su come pensasse fosse andato l’ultimo lancio (avevano tentato una manovra di atterraggio estremamente complessa — di più al riguardo nel post su SpaceX). La sua risposta conteneva le seguenti parole: ipersonico, rarefatto, densificare, supersonico, Mach 1, Mach 3, Mach 4, Mach 5, vuoto, regimi, propulsori, nitrogeno, elio, massa, momento, balistica, e boost-back. Nel frattempo, io ero ancora sconvolto da quanto surreale fosse la situazione; quando ho incominciato a riemergere dall’oblio, avevo troppa paura di fare qualsiasi domanda su quello di cui stava parlando, in caso l’avesse già spiegato durante la mia fase di incoscienza.

Alla fine sono riuscito a riacquisire l’abilità di stabilire una conversazione da adulto umano, e abbiamo dato il via a quella che sarebbe stata una coinvolgente e altamente interessante discussione di due ore.8 Il ragazzo ha un sacco di idee in testa riguardo a un sacco di argomenti. Solo in quel pranzo, abbiamo coperto auto elettriche, cambiamenti climatici, intelligenza artificiale, Paradosso di Fermi, coscienza, razzi riutilizzabili, colonizzazione di Marte, creazione di un’atmosfera su Marte, elezioni su Marte, programmazione genetica, i suoi figli, declino della popolazione, fisica vs. ingegneria, Edison vs. Tesla, energia solare, carbon tax, definizione di azienda, distorsione dello spazio-tempo e come questa non sia una cosa che puoi realmente fare, nanobot nel sistema circolatorio e come questa non sia una cosa che puoi realmente fare, Galileo, Shakespeare, gli antenati americani, Henry Ford, Isaac Newton, satelliti, ed ere glaciali.

Entrerò nei dettagli di quello che aveva da dire su molte di queste cose nei prossimi post, ma per ora ecco qualche appunto:

- È un ragazzo abbastanza alto e corpulento. Non si nota quando lo vedi in video.

- Ha ordinato un hamburger e se l’è divorato in due o tre morsi in circa 15 secondi. Non ho mai visto niente di simile.

- È molto, molto preoccupato dall’Intelligenza Artificiale. L’ho citato nei miei post sull’I.A. dicendo che ha paura che lavorando alla creazione di IA Superintelligente (ASI), stiamo “evocando il demonio”, ma non sapevo quanto ci avesse pensato su. Ha menzionato la sicurezza nel campo di intelligenza artificiale come una delle tre cose a cui pensa di più — le altre due sono energia sostenibile e diventare una specie multi-planetaria, ovvero Tesla e SpaceX. Musk è un dritto intelligente, e di AI ne sa un sacco, e la sua sincera preoccupazione a riguardo mi spaventa.

- Anche il paradosso di Fermi lo preoccupa. Nel mio post a riguardo, ho diviso le scuole di pensiero su Fermi in due — quelli che pensano che non ci sia altra vita altamente intelligente là fuori a causa di una sorta di Grande Filtro, e quelli che credono che ci debba essere un sacco di vita intelligente e che non ne vediamo segni per qualche motivo. Musk non è sicuro di quale sia il campo più probabile, ma ha il sospetto che possa essere in atto una spiacevole situazione in stile Grande Filtro. Crede che il paradosso “semplicemente non abbia senso” e che più il tempo passa “più diventa preoccupante”. Considerando la possibilità che forse siamo una delle rare civiltà che siano riuscite a farla franca al Grande Filtro per una folle casualità lo rende ancora più convinto della missione di SpaceX: “Qualora fossimo molto rari, ci conviene buttarci nella scena multi-planetaria velocemente, perché se la civiltà fosse davvero così fragile, allora dobbiamo fare tutto quello che possiamo per assicurare che le nostre già deboli probabilità di sopravvivenza vengano aumentate drammaticamente.” Di nuovo, la sua paura qui non mi fa sentire troppo bene.

- Un argomento su cui non siamo d’accordo è la natura della coscienza. Io penso alla coscienza come a uno spettro regolare. Secondo me, quello che proviamo come coscienza è semplicemente quello che si prova ad essere intelligenti a livello umano. Siamo più intelligenti, e “più coscienti” di una scimmia, che è a sua volta più cosciente di una gallina, eccetera. E un alieno molto più intelligente di noi starebbe a noi come noi stiamo alle scimmie (o alle formiche) in ogni aspetto. Ne abbiamo parlato, e Musk sembrava convinto che la coscienza a livello umano è un qualcosa di bianco-e-nero — una specie di interruttore che si attiva in un certo momento del processo evolutivo e che non condividiamo con nessun altro animale. Non crede alla proporzione “formiche : umani :: umani : [extraterrestri molto più intelligenti]”, sostenendo invece che gli umani siano come dei computer poco potenti e che qualcosa di più intelligente degli umani sarebbe solo un computer più forte, non un qualcosa così al di là di noi che non potremmo neanche contemplarne l’esistenza.

- Gli ho parlato per un po’ di riprogrammazione genetica. Non crede all’efficacia dei tipici sforzi in tecnologie anti-invecchiamento, perché è convinto che gli umani abbiano delle generali date di scadenza e nessun trucchetto può aiutarci in questo senso. Ha spiegato “L’intero sistema collassa. Non vedi qualcuno che ha 90 anni e può tipo correre superveloce ma ha una cattiva vista. L’intero sistema si sta spegnendo. Per cambiare questo corso in maniera seria, devi riprogrammare la genetica o sostituire ogni cellula nel corpo.” Adesso, con chiunque altro — letteralmente chiunque ­altro — avrei alzato le spalle e cambiato opinione, visto che aveva messo sul piatto delle buone ragioni. Ma questo era Elon Musk, ed Elon Musk aggiusta cose per l’umanità. Allora che ho fatto?

Io: Bè… ma non è importante abbastanza per provarci? È qualcosa a cui porgeresti mai la tua attenzione?

Elon: Il fatto è che tutti i genetisti hanno deciso in comune accordo di non riprogrammare il DNA umano. Quindi non c’è da una battaglia tecnica da combattere, ma una battaglia morale.

Io: Stai combattendo un sacco di battaglie. Potresti far partire qualcosa tu. I genetisti interessati — li porti qui. Crei un laboratorio, e potresti cambiare tutto.

Elon: Sai, lo chiamo il Problema Hitler. Hitler era tuto preso dal creare l’Übermensch e ottenere purezza genetica, e quindi — come eviti il Problema Hitler? Non saprei.

Io: Credo che un modo ci sia. L’hai detto prima parlando di Henry Ford: trovava sempre un modo per aggirare gli ostacoli, e tu fai lo stesso, trovi sempre un modo. E credo solo che questa sia una missione tanto importante e ambiziosa come le tue altre cose, e credo valga la pena lottare per una soluzione, in qualche modo, al di là delle questioni morali, al di là delle altre cose.

Elon: Bè voglio dire in realtà credo ci sia… per risolvere fondamentalmente molte di queste questioni, dobbiamo riprogrammare il nostro DNA. È l’unico modo per farlo.

Io: E in fondo, il DNA è solo materia fisica.

Elon: [Annuisce, quindi si ferma e guarda assorto un punto sopra la mia spalla] E’ software.

Commenti

1) È davvero divertente spingere Elon Musk a intraprendere un’altra missione apparentemente insormontabile e fare finta di essere un po’ delusi dal fatto che non sia già al lavoro su di essa, quando il ragazzo sta già facendo più per l’umanità di letteralmente chiunque altro sul pianeta.

2) È anche superdivertente sbrigare le questioni morali intorno alla programmazione genetica con “Credo ci sia un modo” e riferendosi al DNA- letteralmente la sostanza più complessa e piccola di sempre — come “in fondo, solo materia fisica” quando non ho assolutamente idea di quello di cui sto parlando. Perché questi saranno suoi problemi da risolvere, non miei.

Credo di aver piantato il seme con successo. Se tra 15 anni Musk si metterà a lavorare sulla genetica umana e finiamo tutti col vivere fino a 250 anni, mi dovete tutti da bere.




5. Epilogo


Come ci sei riuscito? Questi progetti — PayPal, SolarCity, Tesla, SpaceX — sono così spettacolarmente diversi. Sono dei progetti così ambiziosi. Come diavolo può una singola persona essere capace di innovare in questo modo — come funzioni? Possiamo avere un po’ di quella pozione segreta?

Ci sono molte cose di Musk che lo rendono così di successo, ma credo che ci sia una “pozione magica” che mette Musk in un campionato diverso anche da quello degli altri celebri miliardari dei nostri tempi. Ho una teoria al riguardo, che ha a che fare col modo in cui Musk pensa, con il modo in cui ragiona attorno ai problemi, e con il modo in cui vede il mondo. Attraverso il prosieguo di questa serie, pensateci anche voi, e ne parleremo a fondo nell’ultimo post.

Per adesso, vi lascio con Elon Musk con in mano un Panic Monster.


Fonti

Ringraziamento speciale per il supporto nella revisione della traduzione a:
-
Valerio (date un’occhiata al suo ultimo articolo)

Larga parte di quello che ho imparato per questo post viene dalle mie conversazioni personali con Musk e il suo staff. Come ho già riportato precedentemente, la biografia ad opera di Ashlee Vance, Elon Musk: Tesla, SpaceX, and the Quest for a Fantastic Future, è eccellente e mi ha aiutato a riempire un po’ di buchi. Altre informazioni provengono dalle seguenti fonti:

Documentary: Revenge of the Electric Car TED Talks: Elon Musk: The mind behind Tesla, SpaceX, SolarCity Khan Academy: Interview With Elon Musk Quora: What is it like to work with Elon Musk? SXSW: Interview with Elon Musk Consumer Reports: Tesla Model S: The Electric Car that Shatters Every Myth Wired: How the Tesla Model S is Made Interview: Elon Musk says he’s a bigger fan of Edison than Tesla Interview: Elon Musk gets introspective Business Insider: Former SpaceX Exec Explains How Elon Musk Taught Himself Rocket Science Esquire: Elon Musk: The Triumph of His Will Oxford Martin School: Elon Musk on The Future of Energy and Transport MIT Interview: Elon Musk compares AI efforts to “Summoning the Demon” Documentary: Billionaire Elon Musk : How I Became The Real ‘Iron Man’ Reddit: Elon Musk AMA Chris Anderson: Chris Anderson on Elon Musk, the World’s Most Remarkable Entrepreneur Engineering.com: Who’s Better? Engineers or Scientists? Forbes: Big Day For SpaceX As Elon Musk Tells His Mom ‘I Haven’t Started Yet’


Tutte le traduzioni disponibili

[si consiglia di leggere nell’ordine]

1. Elon Musk: L’Uomo Più Figo Del Mondo

2. Come Tesla Ci Cambierà La Vita