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Ne stiamo uscendo migliori? Diciamo che i segnali non sono propriamente incoraggianti. Ciò che abbiamo lasciato di irrisolto prima della pandemia è ancora lì che ci aspetta, a cominciare da un’idea di politica adeguata a questo ventunesimo secolo in cui ci siamo addentrati già da un po’ di anni. Non è un caso che il filosofo Luciano Floridi abbia spesso considerato il design come un fattore decisivo per la definizione di un “progetto umano” in grado di rispondere alle esigenze della contemporaneità digitale (vedi ad esempio il suo Pensare l’infosfera. La filosofia come design concettuale). Con il libro appena pubblicato…


(prima parte)

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Nella rimodulazione dei propri tempi imposta dalla quarantena, uno spazio privilegiato spetta naturalmente alla lettura: la mia personale selezione.


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È nei momenti di crisi che ci si interroga con più convinzione riguardo a ciò che facciamo e alla responsabilità “sociale” che, in quanto progettisti, ne deriva. Non sarà un caso che il primo manifesto politico della grafica, First Things First, sia stato pubblicato nel 1963 all’indomani dell’assassinio di J. F. Kennedy o che la Carta del progetto grafico sia contemporanea alla caduta del Muro di Berlino. …


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È tempo di buoni propositi, tanto più che quest’anno siamo a fine decade. Perché non iniziare l’anno che ci aspetta come designer con delle buone letture? Questa la mia personale selezione di libri dell’anno appena passato.


Il design per un modello web delle scuole

Alessandro Pollini e Gianni Sinni

1_Una premessa

La scuola è nell’esperienza di ciascuno di noi. Dai primi passi mossi da studenti nelle aule della scuola, fino al momento in cui da cittadini responsabili contribuiamo a rinnovare e migliorare le regole del vivere comune. La scuola è nel passato, nel presente e nel futuro di tutti noi.

I progetti per l’innovazione della scuola sono soprattutto azioni culturali, che partono da una visione di scuola intesa come spazio aperto per l’apprendimento e come piattaforma che metta gli studenti nelle condizioni di sviluppare le competenze per la vita.

La scuola è un mondo complesso che riguarda diversi milioni di persone…


Il design come risorsa strategica: il Federal Design Improvement Program (1972–1981)

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La discussione sulla necessità da parte degli stati di adottare un’immagine visiva efficiente è stata, negli ultimi decenni, dirottata in buona parte sul dibattito relativo al nation branding, ma la ricerca di un sistema di comunicazione strategico nazionale è ben precedente. La costruzione dell’identità nazionale, d’altra parte, è passata spesso attraverso una vera e propria “invenzione di una tradizione”, dice Hobsbawm, e non c’è pertanto da meravigliarsi se il sistema di segni di riferimento si sia indirizzato preferibilmente al recupero di elementi grafici storicizzati, per una sorta di atavismo…


Il curioso caso dell’immagine istituzionale dell’Italia

Alla fine del 2015 fu pubblicata la versione alfa delle Linee Guida di design per il web della publica amministrazione congiuntamente con i primi due siti che ne applicavano le indicazioni, quello della Presidenza del Consiglio e quello del Ministro per la Pubblica Amministrazione. A tre anni di distanza può essere interessante valutarne gli sviluppi.

Da una rapida ricognizione dei siti ministeriali — ci limitiamo qui a prendere in considerazione solo l’amministrazione centrale dello stato — si può notare come una metà abbondante di questi [Fig. 1.] …


L’avenir est comme le reste: il n’est plus ce qu’il était
Paul Valéry

“Molti artisti di arti visuali, pittori, disegnatori, ecc., hanno il terrore delle macchine. Non ne vogliono nemmeno sentir parlare. Credono infatti che le macchine, un bel giorno, potranno fare delle opere d’arte e si sentono già disoccupati. Anche un celebre critico qualche tempo fa, a proposito di arte programmata, ha scritto su un grosso quotidiano italiano questo grande interrogativo: avremo l’arte delle macchine? Frase che denota solo l’ignoranza del problema, poiché è come dire avremo l’arte del pennello? o della matita? È effettivamente triste vedere una buona…


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Illustrazione Teller & K

Introduzione

Growing has no connection with audience.
Audience has no connection with identity.
Identity has no connection with a universe.
A universe has no connection with human nature.
Gertrude Stein, The Geographical History of America

Questo lavoro nasce da una lunga esperienza professionale e di docenza presso l’Università degli Studi della Repubblica di San Marino che mi ha portato più volte a confrontarmi con il progetto e il dibattito riguardante l’identità visiva e in particolare l’identità visiva pubblica o, per meglio dire, delle istituzioni. Si tratta di un tema che se da un lato oggi ha ricadute in ambito economico e…

Gianni Sinni

Everything is designed.

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