Roberto GIAMMARCO

Amore rinato, ma quanto mi costi??

Quando 20 anni fa iniziai a lavorare come consulente finanziario, i manager guru di quel periodo ci presentarono le gestioni patrimoniali, soprattutto quelle in fondi, come la panacea di tutti i mali. Ottime performance per i clienti, ottima gestione del rischio, eccellente diversificazione (o meglio polverizzazione) di portafoglio, ottime fees per la rete, ottime revenues per la banca…ci mancava solo l’amaro Lucano!

Ovviamente alla prima bufera tutto fu spazzato via…

In quel periodo però la motivazione era limitare l’attività sui portafogli dei clienti, remunerare la rete, soprattutto per agevolare il reclutamento e stabilizzare i margini della banca, il cliente e le sue esigenze ovviamente erano fuori il discorso.

Ora a distanza di due decenni stiamo rivedendo lo stesso film.. Le banche stanno spingendo alla grande sulle Gestioni Patrimoniali in fondi, con più linee anche ricorrendo ad un uso spasmodico della fantasia (linee di gestioni patrimoniali che investono in fondi di fondi della casa..) ma quali sono le motivazioni attuali? sicuramente diverse. L’attività in titoli sui portafogli è preclusa ai consulenti, l’adeguatezza e tutta la compliance sui clienti, imposta dalla Mifid ha elevato i costi fissi per le banche e trovare margini per remunerare le reti è diventato sempre più difficile, il cliente e le sue esigenze sono ovviamente sempre fuori il discorso.

Ipotizzando però che il prodotto Gestione Patrimoniale sia quello più adatto vediamo quali sono i costi e quali sono le voci da analizzare per valutare il nostro prodotto. Innanzitutto ci dovrebbe essere arrivata la benedetta rendicontazione secondo i nuovi criteri di trasparenza. Di seguito il calendario dichiarato dalle banche.

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calendario invio rendicontazioni

La prima voce riguarda le barriere in ingresso e uscita e cioè se ci sono commissioni da pagare all'atto della sottoscrizione e se ci sono commissioni da pagare per l’uscita anche se effettuata dopo solo un mese. Entrambe devono essere pari a ZERO!! qualsiasi motivazione è anacronistica rispetto ai tempi attuali. Una commissione di ingresso dovrebbe giustificare un eccellente gestore con performance durature stellari, ad oggi nessun gestore italiano ha queste caratteristiche, una commissione di uscita nasconde sempre un bonus all’intermediario in alcuni casi condiviso con il cliente ma mai nella stessa misura.

La seconda è la commissione di gestione di solito modulata a seconda delle linee, essa può variare da un 1/1,5% e arrivare in alcuni casi al 2,5/3% annuo. E’ di solito esplicitata trimestralmente e deve essere ben evidenziata, nelle movimentazioni dei fondi bisogna fare attenzione alla presenza dei cosiddetti “rebates” ossia commissioni di gestione dei fondi che devono essere riaccreditati al cliente. by Roberto GIAMMARCO

Aggiungiamo ora la commissione di performance, può riguardare sia la gestione in assoluto sia i singoli fondi interni. Di solito si calcola assumendo base Zero e calcolando una parte del guadagno della gestione a fine anno. Se la gestione avesse avuto una performance del 6 % a fine anno, assumendo una commissione di performance del 10% al gestore andrebbe 0,6% (il 10% del 6%), fin qui tutto ok, peccato che bisogna considerare alcuni aspetti:

a. i gestori più seri (pochi) calcolano la performance al NETTO di tutti i costi e con il criterio HWM (high water mark) cioè se la gestione va in negativo un anno non ti applico nessuna commissione nel futuro finché non si recupera il capitale perduto.

b. alcuni gestori calcolano la performance trimestralmente e non annualmente e calcolano come base inizio del trimestre e non il capitale investito, (cioè se un trimestre vado in negativo sul capitale e l’altro recupero mi addebitano la commissione).

c. molte banche non riaccreditano le commissioni di performance dei fondi interni, con il risultato che si paga due volte!

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costi medi dei fondi ed elenco voci più usate

La quarta è più un aggiunta di voci che tendono solo a confondere ma che comunque sono sempre voci di costo, costi di transazione, costo banca depositaria, diritti di custodia, commissioni assett allocation, etc etc, di solito valgono da uno 0,3% ad uno 0,6%.

Alla fine il risultato finale è che magari ho anche un buon gestore patrimoniale ma non avrò mai un guadagno sui miei soldi poiché il peso delle commissioni, (che può arrivare anche al 6%) specialmente sui profili di rischio medio/bassi non solo mi assorbirà tutti i guadagni ma addirittura mi farà perdere in conto capitale.

Ma come posso sapere tutte queste informazioni da un estratto conto? come posso avere la certezza che la mia gestione patrimoniale sia efficiente o quanto meno non sia una macchina mangia-soldi?

Scrivimi info@giammarcoroberto.com GIAMMARCO Roberto e mandami il tuo estratto conto e ti manderò GRATUITAMENTE un report su tutti i costi della tua gestione patrimoniale.

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