Mi sono innamorata di un libro: Danza sulla mia tomba, A. Chambers
Ci sono alcuni libri che senti tuoi. Anche quando magari sai di aver letto libri stilisticamente migliori, o più impegnativi, o che hai trovato perfetti, ci sono quei libri che riescono a scavarti dentro. E’ una strana sensazione, e, permettetemi il paragone un po’ smielato, è un po’ come quando ti innamori. Ripensare a quelle pagine e quella storia ti prende allo stomaco e ti avvolge una dolce nostalgia.
Danza sulla mia tomba di Aidan Chambers è stato uno di questi libri per me, e per tanti motivi. Non solo perché è una bella storia scritta bene, ma perché è un libro sull’adolescenza che tratta (finalmente) l’adolescenza nella sua complessità. Non prende in giro il lettore, non lo sottovaluta e né cerca di far leva sui suoi sentimenti. Ciò che ho avvertito maggiormente è invece un grande rispetto nello scrivere di questo tema, di cui l’autore riconosce appunto la complessità.

Il libro racconta di tutta la storia che porterà Hal, il nostro sedicenne protagonista, a danzare sulla tomba del suo amico Barry. E’ una storia di crescita, che il protagonista vive quasi senza accorgersene, realizzando solo alla fine, insieme al lettore, tutto ciò che è cambiato. I pensieri di un ancora bambino, covati da sempre nel cuore, quelli che conserviamo tutti, sul leggendario “migliore amico” o “anima gemella” a cui affidare tutto, si scontrano inevitabilmente con la durezza, la crudeltà ma, soprattutto, la bellezza della vita vera. Tutto quello che il giovane protagonista Hal cerca nel nuovo amico, e successivamente amore, Barry, è questa figura perfetta che sia la persona della sua vita. E lo desidera così tanto che Barry ai suoi occhi diventa l’idea che Hal coltiva nel suo cuore. Ma Barry non è una figura, è un personaggio a tutto tondo e, nonostante l’aria affascinante e la voglia di avventure, come tutti gli essere umani (e in particolare adolescenti) è confusione, smarrimento, incertezza e la ricerca di qualcosa che lo faccia sentire più vivo che mai. Proprio come Hal. Questo rende, però, i momenti, le esperienze, i dialoghi e gli sguardi vissuti insieme meno reali? Probabilmente no. Attraverso Barry, Hal conosce se stesso e i suoi desideri. Come succede nella maggior parte dei casi, è attraverso un’altra persona che riusciamo a capire ciò che siamo e ciò che vogliamo davvero, e questo libro lo illustra perfettamente.
Uno degli altri motivi per cui ho amato questo libro è la caratterizzazione dei suoi personaggi, i protagonisti in primo luogo. Diversamente da molti protagonisti Young adult in voga al momento, Hal e Barry sono tutto eccetto che stereotipi: sono personaggi con mille sfaccettature di cui sembra sempre di non cogliere tutto. Ma allo stesso tempo diventano simboli di sentimenti e sensazioni provati da tutti. E’ stato infatti surreale rivedersi così chiaramente nel protagonista e nella sua disperata e ricorrente ricerca della persona che potesse capirci e capire in pieno, nel suo senso di smarrimento nei riguardi di un futuro che sembra troppo immediato e nel suo desiderio di identificarsi in qualcosa, conoscere la propria persona. E anche in Barry, che nasconde dietro la maschera di sicurezza e spericolatezza, le fragilità di qualunque ragazzo, ma anche la tremenda paura di dimenticare di vivere. Barry è una di quelle persone che vivono nel presente letteralmente, momento per momento, perché hanno paura di finire rinchiusi nella routine, in una vita fasulla; la sua vita è come una corsa continua e frenetica, che non riesce a fermarsi, in contrasto con quella del protagonista, che ricorda un dolce cammino, gli occhi proiettati in un futuro che fa paura. Personaggi del genere sono difficili da trovare, e una volta trovati, restano indimenticabili.
La morte di Barry, preannunciata dalle prime pagine, non mira a far piangere (anche se ovviamente può farlo) quanto a far riflettere, a scuotere nel profondo. Così come la storia d’amicizia e amore tra i due ragazzi non mira a commuovere (anche se, nuovamente, può farlo), ma nasce invece in modo del tutto naturale, senza risultare mai smielata o forzata, ma riuscendo comunque ad essere d’impatto e a farti sorridere.
Mi sono specchiata in questa storia e nei suoi protagonisti con una meravigliosa chiarezza, in particolare nelle speranze e nelle incertezze di Hal, e la sua storia di crescita mi ha semplicemente perforato il cuore perchè è quella che ho affrontato e sto affrontando anche io.
Forse sarò stata troppo di parte( perché per me è stato uno di quei libri che ti perseguita per sempre) ma si sa che ogni libro ha un impatto diverso di persona a persona, e per me questa lettura è stata indimenticabile. E sono certa che se lo rileggerò tra qualche anno, ne scoprirò altri mille aspetti. Per ora, mi accontento della certezza di averne ricavato molto di più di quanto potessi sperare.
Ed ultimo, ma non meno importante, motivo per cui ho amato questo libro è anche perché è una bella storia scritta bene, ed un po’ ti cambia.