La sicurezza tra le strade di Napoli

Turisti in città: tra la paura del terrorismo e della criminalità


Sono passati ormai due anni dal primo attentato terroristico sulle capitali europee firmato ISIS. Parigi, Bruxelles, Nizza, Berlino e Londra. Sono queste le capitali europee colpite fino ad oggi, mentre città come Roma, Milano e Napoli sicuramente sono nel mirino di quest’organizzazione terroristica. Ma che impatto hanno avuto questi attacchi sul turismo? E’ dato statistico dell’ENIT(Ente Nazionale italiana del turismo) che i paesi colpiti dall’ISIS hanno un numero di arrivi e presenze minori di paesi sensibili,ovvero tutti quei paesi minacciati di essere attaccati ma che ancora non sono stati colpiti, come l’Italia.

Dati dell’ENIT e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

E’ vero che le guerre, gli attentati e i disastri naturali non sono mai stati la vera causa di un abbassamento dei flussi turistici e che si ha avuto un calo sostanzioso con la crisi economica dell’ultimo decennio, ma sicuramente il terrorismo influisce in modo negativo sulle performance di breve periodo, generando la fuga di potenziali turisti dalle città in cui insistono siti sensibili. Difatti, i dati dei flussi turistici dell’ENIT (Ente Nazionale italiana del turismo) ci segnalano che durante le festività del 2016 le grandi capitali europee hanno riscontrato un numero di presenze minori rispetto all’anno precedente: Parigi è quella che più di tutte ha subito danni a livello turistico con il 20% di presenze, ma anche Roma, durante il Giubileo, ha registrato un calo del 10%, mentre durante le feste pasquali di quest’anno le presenze sono arrivate soltanto all’ 85%.

Una pattuglia delle Strade Sicure a bordo di un VM a Piazza Dante

Quindi la domanda che verrebbe spontanea è quella del se il turismo è uno degli obiettivi primari del terrorismo. Si sa, fin dal principio, che uno degli obiettivi dell’ISIS è quello di cancellare l’ identità artistico-culturale e quindi patrimoniale di un paese, seminando terrore e colpendo così soprattutto il turismo, senza però mai eliminarlo. Inoltre, lo scopo delle azioni terroristiche è anche quello di minare l’attività turistica di un paese, creando allo stesso tempo una contrazione del suo bilancio economico . «Il dato incoraggiante è che, finito l’effetto emotivo, comprensibile subito dopo gli attentati, le persone non stanno rinunciando al proprio stile di vita e quindi ai viaggi ma lentamente si sta tornando alla normalità. Magari, rispetto alle grandi capitali europee, per le ultime feste, i turisti hanno scelto le città medie e piccole come Siviglia, Lisbona e le capitali nordiche. E poi Caraibi, Mauritius e Maldive. Chiaramente ci sono stati grossi cali in Francia, Turchia, Tunisia ed Egitto » Sono queste le parole del presidente dell’Astoi (Confindustria Viaggi è l’Associazione di Categoria dei Tour Operator) Luca Battifora sul TCI.

Ma cosa sta facendo l’italia per prevenire gli attacchi terroristici e per proteggere i cittadini? Questo è il compito affidato alle pattuglie delle Strade Sicure dell’esercito italiano, dislocati in diversi punti delle principali città italiane. «A Napoli - dice uno dei generali dell’esercito italiano che si occupa della missione Strade Sicure sul territorio napoletano- ci sono posti di blocco in zone sensibili quali la stazione ferroviaria a Garibaldi, l’aereoporto a Capodichino, a Piazza Dante, a Piazza del Gesù, davanti l’entrata del Duomo, a Piazza del Pebliscito, a via Roma, a via Toledo e sul lungomare di via Caracciolo.» Tutte queste aree sono sorvegliate 24 ore su 24, portando non solo sicurezza ai cittadini, ma anche ordine pubblico. Oggi sul territorio partenopeo sono presenti più di 450 unità, composte in pattuglie di due militari ciascuno; i militari pattugliano le aree sensibili a bordo di Defender, VM e blindati Lince armati di mitragliatori, che potranno usare soltanto nel rispetto delle regole d’ingaggio a loro assegnate. Hanno il compito, inoltre, di identificare soggetti e procedere sia con perquisizioni personali che su mezzi di trasporto dei sospettati, agendo da supporto alle forze di ordine pubblico. Difatti, grazie al loro intervento, si è avuto un aumento dei controlli, dei fermi e degli arresti e quindi un abbassamento del livello di criminalità a Napoli, rendendola così più sicura.

Dati ufficiali delle attività svolte dai militari delle Strade sicure a Napoli dal 2014 fino al 2016.

Sembra un paradosso dire, quindi, che Napoli è diventata negli ultimi tempi una città più sicura , dato che, viene reputata ancora da molti, la città più pericolosa d’Italia. Infatti, questa maggiore sicurezza, potrebbe distogliere i turisti dal tenere gli occhi ben aperti mentre passeggiano tra le strade del centro storico di Napoli. Nel 2012, il comune di Napoli decise di proteggere i turisti durante la loro permanenza nella città dando disposizione agli hotel, all’aereoporto, alla stazione e a tutti gli info point di consegnare loro degli orologi “anti-scippo” insieme ad un vademecum con tutti i consigli utili su come, ad esempio, scegliere i taxi, evitando quelli senza licenza, o su come muoversi in città senza ostentare soldi, gioielli e oggetti preziosi. Oggi, però, queste disposizioni non sono più in vigore. «Un paio di anni fa decisero di toglierli dalla circolazione, davano una cattiva immagine di Napoli» dice il responsabile dell’info point a Piazza del Gesù Nuovo riferendosi alla distribuzione degli orologi “anti-scippo”.

Orologi anti-scippo fatti su ordine del Comune di Napoli nel 2012

«Fino a dieci o quindici anni fa i turisti ci venivano a chiedere i quartieri o le strade da evitare, avevano paura. Ora no, anzi ci chiedono anche itinerari nei Quartieri Spagnoli o alla Sanità.» Il direttore, continua, affermando che c’è stata quindi una rinascita vera e propria dei quartieri che prima tutti temevano ed identificavano come fulcro della criminalità. Inoltre, questo si è verificato soprattutto grazie alla presenza dei militari dell’operazione “Strade Sicure”, posizionati nei punti strategici della città, e comunque vi è una maggiore consapevolezza da parte sia dei turisti sia dei napoletani stessi sulle potenzialità della città di Napoli.

Il terrorismo, quindi, ha di certo aiutato il territorio partenopeo incrementandone il turismo, ma non è l’unica motivazione che ha portato Napoli in vetta alla lista delle mete più richieste ultimamente. Questa concentrazione di turismo è probabilmente dovuta anche ad una maggiore sicurezza e controllo tra le strade della città, con un indice della criminalità minore rispetto agli anni precedenti, e alla rivalutazione e riqualificazione del territorio partenopeo.

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