Ogni volta.

Ogni volta che sento le viscere stringersi, la pelle sollevarsi e gli occhi diventare umidi, mi ricordo perché amo quel che faccio. Ogni volta che l’armonia di immagini e parole crea una magia, mi sento orgogliosa, quasi come se ci avessi lavorato pure io. Forse perché so che quando si fa il mio lavoro, il fine ultimo è proprio quello: suscitare un’emozione. E non per vendere, ma per farsi comprare, essere scelti per un sentimento, un sorriso, un’empatia improvvisa.

Vivere quel fine in prima persona non fa che aumentare la mia voglia di provarci. Di andare avanti, osservare, cogliere sfumature e respiri, cadere, rialzarmi, amare. Provare a fare quello che fortunatamente coincide spesso con il mio lavoro, emozionare.

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