Il cimitero ebraico di Praga: un’esemplare rappresentazione della moltitudine umana che ha calpestato la terra nei secoli.

Nell'ottobre 2011 ho passato cinque giorni nella bellissima Praga. Tre sono le cose che più mi hanno colpito: la bellezza diffusa ed incontaminata del centro storico, la magnificenza del suo castello che è in realtà una vera propria cittadella, E la sconvolgente esperienza della visita al cimitero ebraico. Che vi voglio raccontare brevemente in questa occasione.

Sarà il clima di questa domenica autunnale che m’ispira qualcosa di poco allego… oggi è il 6 e da poco abbiamo commemorato il 2 novembre, tant’è… credo sia comunque un argomento di cui poter raccontare, su cui riflettere e per cui chiacchierare qualche giorno dopo .

Il vecchio cimitero ebraico di Praga (in ceco Starý Židovský Hřbitov), è una tappa obbligata per chi volesse visitare l’antico quartiere ebraico Josefov. E’ uno dei suoi siti più significativi ed uno dei più celebri cimiteri ebraici in tutta Europa. Si trova a due passi della sinagoga Vecchia-Nuova. Venne fondato nella prima metà del XV secolo. In questo cimitero, le sepolture ebbero luogo dal 1439 fino al 1787.

Mappa del quartiere ebraico di Praga

Le attuali dimensioni sono pressoché le stesse di quando venne fondato. Non è un grande cimitero monumentale, nulla a che vedere coi grandi cimiteri barocchi cattolici. La cosa che lo rende unico e sconvolgente agli occhi del visitatore è dovuta ad una circostanza storica e sociale. Per circa trecentocinquant’anni è stato l’unico luogo in città dove gli ebrei di praga potevano seppellire i loro morti. E’ quell’area verde sotto la stella di David, che potete vedere nello stralcio di piantina riportato qua sopra. Si tratta di un cimitero giardino le cui dimensioni non superano i cento metri alla base e i duecento come altezza. L’area in breve tempo venne circondata da edifici e da subito furono impossibili ampliamenti per cui l’unica soluzione alla mancanza di spazio fu quella di sovrapporre le sepolture.

In alcune zone del cimitero si trovan ben nove sepolture sovrapposte con le relative lapidi che si accalcano una a fianco dell’altra a memora di una vita che fu e che oggi nessuno più ricorda. 350 anni di sepolture obbligate in un così piccolo spazio hanno dato luogo ad una sorta di condominio di bare… una stratificazione di vite dove le più antiche vengono schiacciate dalle più recenti e dove le lapidi sgomitano una con l’altra per dare messaggio di quanto su di esse riportato. Infatti il livello di quota del cimitero nel medioevo era inferiore. E quando lo spazio non fu più sufficiente per ospitare le tombe gli abitanti del quartiere iniziarono a mettere in pratica l’escamotage che determinò la particolarità di questo camposanto.

Sopra una tomba esistente, dalla quale era stata strappata temporaneamente la lapide, veniva riportata altra terra ed eseguita una nuova sepoltura, dopodiché venivano posizionate affiancate la lapide vecchia e quella nuova. Oggi si contano circa 12.000 lapidi ma gli studiosi hanno calcolato che le sepolture si aggirano intono alle 100.000 unità. Le lapidi sono in pietra arenaria o in marmo e come dai dettami della religione ebraica non riportano immagini ma solo il nome del defunto. L’incredibile densità di queste lapidi, accatastate una all’altra e immerse in un’atmosfera spettrale coronata dall’ombra delle fronde dei sambuchi che popolano il camposanto, offrono un paesaggio unico e portatore di riflessioni intorno alla caducità della vita. Camminando per i viali vedevo intorno a me una chiara metafora della presenza dell’uomo su questa terra. Secoli e secoli di cività, stratificazioni su stratificazioni che dalla preistoria han portato il tempo fino a noi… il cimitero ebraico di Praga coi suo 350 anni di vita è un simbolo e un monito al contempo per chi calpesta una terra che crede propria ma che in realtà è solo un prestito temporaneo, appartenuto in passato a chi a sua volta l’ha calpestata, e che apparterrà in futuro a chi la calpesterà.

(G.A. 2016.11.05/06)