Fattura o non fattura? (Episodio 8)

Non è questo il dilemma. Ho dimenticato i soldi a casa. E’ a pochi isolati. Faccio in un lampo. Non mi crede? Le posso lasciare questo paio di occhiali! Il dottore accende una sigaretta che non riesco a capire da dove l’ha presa. Peggio. Tira fuori una specie di lama che riflette una luce che non esiste nel suo studio. Le lascio anche il mio giubbotto di pelle! La lama si trasforma in una lucida forma nera dalle sembianze di una pistola. Per fortuna non ho più nulla da lasciargli in pegno. Quella pistola si sarebbe trasformata in una bomba o che so io! Facciamo così, dice lui, si spogli e si metta con le spalle al muro.

Dottore vicino casa mia. (Episodio 9)

Ora ricordo. Lo avevano denunciato per stupro e atti osceni in luogo pubblico. Ecco perché non ci veniva più nessuno!

I Can’t Escape Myself (The Sound 1980) (Episodio 10)

Il dottore aveva messo su questo fantastico pezzo dei mitici anni 80. Il titolo era tutto un programma. In mutande, un uomo non può scappare da se stesso. Nudo, nemmeno dall’inferno! Il dottore si sedette dietro di me. Prese un blocco di carta e cominciò a scarabocchiare qualcosa. Io cominciavo ad avere freddo. Il dolore alla testa smise di colpo. Alcuni minuti dovettero essere infiniti. Quelli che li seguivano cominciavano ad essere calcolabili. Quello finale si stampò sul quadrante dell’orologio come una pacca sul culo! Il dottore disse che ora potevo girarmi. Mi mostrò il suo lavoro, un disegno, qualcosa a metà strada tra Bracque ed un disegnino di bambino. Mi disse che con questo eravamo pari. Potevo rivestirmi e andare via. E di non dimenticare di mettere tanto ghiaccio sulla botta in testa.

Dottore vicino casa mia. (Episodio 11)

Aveva avuto una denuncia per commercio illecito di quadri falsi.

A casa mia. (Episodio 12)

L’unico stipite gocciolava del mio sangue. La scritta “torno subito” si era trasformata in un ignobile dripping. A fianco dello stipite, sulla parete bianca campeggiava invece una bella scritta di colore rosso: “Io no”.

Il Film. (Episodio 13)

Sotto la scritta era stato montato un breve film fatto di vecchie fotografie che mi ritraevano con la mia ex. La sequenza, per niente banale, giocava sottilmente tra contatti fugaci di ombre in un percorso centrifugo volto a svelare l’intrinseco rapporto e a dichiarare con una spettacolare sequenza finale che la storia tra me e la mia ex non era affatto finita! Un film adatto a tutti quelli che hanno scheletri negli armadi, ma soprattutto a tutti quelli che hanno solo scheletri di armadi.

Il guardaroba. (Episodio 14)

Si era portata via tutto. Quello che era suo. E inspiegabilmente quello che era mio. Che specie di vendetta è mai questa! Mi ha lasciato in mutande? È questo il messaggio che ha voluto lasciarmi?

Codici ed informazione. (Episodio 15)

Nella comunicazione un codice è un sistema di regole che converte l’informazione –suoni, lettere, colori, gesti — in un’altra forma o rappresentazione, molto spesso abbreviata o segreta. Il significato di lasciarmi senza vestiti svela il segreto piano orchestrato dalla mia nuova fidanzata. Lasciarmi senza il becco di un soldo! Mai io lo sapevo! Non poteva essere che così! Voleva i miei soldi! E’ probabile che ora mi ricatterà. Se voglio indietro tutto il mio guardaroba porta una valigia con un milione di dollari, con banconote di piccolo taglio, un elicottero e lo yogurt che è rimasto in frigo!

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