Yogurt vs.Latte. (Episodio 16)

Sodio, Fosforo e Potassio a favore dello Yogurt. Colesterolo e vitamina A a favore del latte. Le prime tre sono associate all’intelligenza. Le ultime due alla cardiopatia e allo scorbuto. Bastava questo per farmi capire che razza di donna era la mia nuova fidanzata, una che voleva sentirsi al di sopra di tutti, una che sapeva tutto di tutto! Al diavolo! Ma sono anche povero e a nessuno viene in mente di chiederti soldi. Non so se lei lo sapesse! La macchina deve averle fatto credere di un mio particolare status sociale. Per il resto ho ancora i cartoni di quando dormivo sotto i ponti. E la lavatrice arrugginita non è un vanto di Arte Povera, ma proprio la lavatrice con cui facevamo il bucato. Soprattutto canottiere. E so parlare con i piccioni. E con i cani. I gatti hanno sempre avuto un accento un po’ troppo cittadino per poterli capire.

In Bagno. (Episodio 17)

Per fortuna ho la mia scorta di jeans, nascosta dietro l’armadietto. Lo specchio davanti a me vorrebbe dirmi qualcosa. Lo mando a quel paese. Non c’è proprio niente da dire. Fatti la barba almeno! Potresti rimorchiare qualcuna davvero interessata a te e non ai tuoi soldi. Ma dimmi un po’ com’è questa storia dei soldi! Non me ne avevi mai parlato. Quindi sei uno squattrinato del cazzo! E tutti questi anni mi hai fatto credere il contrario. A me una cosa del genere non dovevi proprio farla. Ti ho detto che non mi va di parlare. Dove li avrò messi…eccoli! Ehm non è che hai qualche spicciolo!

Soldi. (Episodio 18)

Non sono mai stato bravo a farmeli prestare. Ma ora era davvero a secco. Il mio capo non sarà in ufficio che fra tre giorni. Mia sorella starà fuori per una settimana. I miei amici sono tutti andati al matrimonio della mia ex, in Scozia. Mia madre!

Mia madre! (Episodio 19)

È una delle donne più ricche d’America. Ha sposato mio padre, uno dei più famosi barboni del mondo, per un capriccio che le ricche donne vogliono togliersi nella vita. Fare per un paio di anni una vita senza soldi. Il tempo di dare alla luce mia sorella. Il tempo di dare al buio me. Due anni vissuti a raccattare cibo nei cassonetti, stendere i cartoni, lucidare il piattino dell’elemosina, provare nuovi numeri d’accattonaggio, poi prende mia sorella e se ne va in una delle sue innumerevoli mansion in giro per il mondo. Mio padre mi dimentica su un marciapiedi. Io divento adulto a tre anni. E dopo duro lavoro a 6 anni ho un cartone tutto mio. Mia madre non ha mai voluto sapere niente di me. Mia sorella ogni tanto mi manda un po’ di soldi. Mi ha comprato la macchina e anche questa casa. Piccola ma mia! Un giorno ho cercato di contattare mia madre. Era in televisione che stava dando un intervista. La chiamai in diretta. E in diretta mi mandò a quel paese. Come è possibile? Non lo so. Sono anni che vado da un’analista per cercare di capire. Lui dice che non c’è nulla di strano. E’ tutto nella mia testa. E perché non cerchi tuo padre invece? Un’altra volta sono andato a casa sua. In una delle sue case. Prima o poi doveva passare anche da quella. La fermai prima che entrasse. Era bella, maledettamente bella. Mi presentai come suo figlio, come il fratello di Joan. Lei fece schioccare le dita al suo autista. Dopo due minuti c’erano due elicotteri che vorticavano sopra di me mentre l’auto di mia madre guadagnava l’ingresso. Tutti i tentativi di avvicinarmi a lei sono stati vani. L’aiuto che mia sorella ha cercato di darmi, anche quello, è stato inutile. Mia madre non ne vuole sapere di me. Oggi potrei finalmente mettere in opera quello che avevo da sempre immaginato di fare. Rapire uno dei suoi flipper. E’ una collezionista incallita di flipper. In realtà è una collezionista incallita di qualunque cosa. Fiori, cani, quadri, vestiti, sculture, dischi, giavellotti. Ma pare che dei flipper abbia un amore particolare. Sapevate che il fiume Hudson è pieno di flipper? È una storia, forse una specie di leggenda, ma nel 1976 il sindaco di New York aveva bandito l’uso dei flipper. E molti di questi furono letteralmente buttati nel fiume. Mia madre, pare, abbia prosciugato vari tratti del fiume, per riportare i flipper al loro vecchio splendore. Più dei flipper, mia madre ha dovuto fare i conti con un numero quasi infinito di copie del disco dei Kinks “You Really Got Me”, di cui non si ricordano a memoria d’uomo particolari messe al bando, e di un numero altrettanto infinito di cadaveri di uomini vestiti da Elvis Presley. Uno dei flipper collezionati da mia madre, in realtà il primo flipper secondo alcuni storici, chiamato Biliardo giapponese, datato 1750, avrebbe un valore di mercato di svariati milioni di dollari. È questo il mio obiettivo.

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