Il tuo nome a chi resta

È scritto in nero su un muro
tra strade e statue di carta
che il futuro è già ieri
come le storie in cui credi.
Se ancora credi in qualcosa
stringi le mani al tuo petto
a ripeterti che il nero
è un colore come un altro.

E questi uomini armati
di qualche falsa speranza
e di fucili di pane
non han mai messo paura
a chi conta.
C’è chi conta su di te
e conta i passi,
finché puoi misurarla
la distanza è un’arma
che non fa troppo male.
Ma se tu ancora ne hai
batti le nocche al portone
e spara finché puoi,
grida forte il tuo nome
a chi resta.
C’è chi ti resta accanto
e resta solo a guardare,
ma mai al tuo fianco per dirti
che il vestito che indossi va bene
ma potresti coprirti di più.

Hai visto ferite su un muro
tra donne e bimbi d’argento,
dove il nero è finito
il rosso pone l’accento.
Se ancora credi in qualcosa
stringi le mani al mio petto
a dirmi che una ferita
è un dolore come un altro.

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