Lettori da pausa pranzo

Poi c’è una specie di lettori assai particolare: i lettori da pausa pranzo.

Prigionieri di un tempo limitato, sono costretti dall’impellente necessità di lettura a vere e proprie evoluzioni funamboliche.

Li vedi intorno alle 13,00 sciamare dagli uffici verso una panchina o una sedia appartata del bar o, addirittura, lo scalino di un marciapiede un po’ isolato.

Portapranzo in mano e libro sotto il braccio.

Frettolosi e solitari, predispongono sommariamente l’altare scelto per officiare il rito quotidiano e sacrificare quella manciata di minuti per l’espletamento di due funzioni simultanee: saziare la fame e saziare la fantasia.

Questo comporta, inevitabilmente, che allo scadere del breve tempo a disposizione, si alzino ancora con i due appetiti assolutamente insoddisfatti.

Ogni giorno si trovano davanti ad una scelta: cosa posare a terra o sulla panchina, il libro o il portapranzo? La scelta ricade inevitabilmente sul secondo, riservando al libro il privilegio di essere adagiato sulle ginocchia, al caldo, al sicuro.

Trascorrono quel tempo limitato, ma prezioso, tra bocconi veloci, strane espressioni in viso e lo scorrere delle pagine, sempre troppo poche.

Se un giorno, indugiando davanti ad una bancarella di libri usati, ne troverete uno interessante, non fate caso agli angoli delle pagine e tralasciate ogni remora igienica.

Probabilmente ci troverete qualche residuo ormai secco di cibo, ma, statene certi, anche lo spirito indomito di un pausapranzista.