Maledetto MEDIUM

Oggi mi ha beccato di nuovo! Il mio capo intendo. È la quarta volta questa settimana che mi sorprende su Medium. Stamattina si è avvicinato quatto quatto da dietro, silenzioso come un puma, poi con la sua voce stridula e falsamente calma ha proferito un’unica parola “Interessante!” e si è ritirato nella sua tana.

Lui dice che non usa le scarpe in cuoio perché gli danno fastidio ai piedi, ma la verità è che il rumore dei passi manderebbe a puttane i suoi blitz all'arma bianca. Sembra una scena fantozziana eh? E invece è tutto vero, oggi, nel 2016.

Comunque torniamo a Medium. Arrivo stamattina in ufficio, accendo il pc, do un’occhiata alla mail aziendale, poi vado sulla mia casella e mi sparo la prima dose di Medium Daily Digest. È presto e il capo ancora non c’è, quindi mi drogo a schermo intero, senza alcun timore di essere notato dai colleghi. Sono minuti fantastici quelli, è come tuffarsi ogni minuto in un mare diverso e per ognuno di essi rimanere sorpresi per qualcosa. Ogni minuto una sensazione forte. La paura e la bellezza della profondità, l’instabilità delle acque superficiali, il fascino pericoloso degli scogli, la densità e la diversità degli abitanti. Fantastico.

Sto ammirando una stella marina sul bagnasciuga dell’ultimo mare, quando l’occhio cade sull'orologio del pc. Siamo in zona rossa, meglio essere prudenti. Il capo potrebbe avere iniziato il suo giro in cerca di carogne e il venerdì è un buon giorno per morire. Mi metto a lavorare. Scusa Medium ma ti riduco a icona, ci vediamo più tardi.

Raccolgo i dati necessari per un’indagine statistica, accedo al portale ed inizio ad inserirli, ma il più tardi arriva sempre troppo presto. La mia dipendenza all'ultimo stadio non mi permette di ignorare quella finestra di Chrome sulla barra degli strumenti. Non ce la faccio, non resisto. Dirigo il puntatore sulla grande M e clicco. Una brezza di aria fresca mi colpisce, salvandomi dall'arsura di quegli sterili numeri. E ricomincio a viaggiare in mari ancora più sconosciuti e diversi, e mi perdo. Un suono, un sibilo mi fa trasalire e riportare il busto in posizione eretta. “Interessante”, una parola come una revolverata. Riemergo senza fiato nella triste realtà: beccato ancora una volta.

Maledetto Medium, prima o poi mi costerai il posto di lavoro.

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