Matteo vs Matteo e la verifica dei fatti

Giovanni Zagni
Nov 6 · 5 min read
Una delle inquadrature di apertura del confronto tra Matteo Salvini e Matteo Renzi, Porta a Porta, 15 ottobre 2019. Screenshot da Rai Uno

Quasi un mese fa, il 15 ottobre, Matteo Salvini e Matteo Renzi sono stati ospiti di Bruno Vespa a Porta a Porta. Noi a Pagella Politica abbiamo seguito l’evento con attenzione particolare, anche perché, devo ammettere, il confronto ha avuto un’attenzione e un riscontro di pubblico più alto di quello che mi sarei aspettato.

Vorrei fare qualche osservazione dal punto di vista della verifica delle dichiarazioni che sono state fatte nel corso della trasmissioni, del fact-checking insomma (che tra l’altro è stato anche evocato un paio di volte da Matteo Renzi).

Mi concentro su tre aspetti: la quantità delle frasi verificabili, la velocità, le difficoltà principali.

Quantità

Per prima cosa, durante il confronto ci sono state davvero molte cose da verificare. Numeri degli sbarchi, costo delle pensioni anticipate, presenze nelle istituzioni, cause dello spread. Entrambi i Mattei sono arrivati evidentemente preparati con una serie di punti su cui attaccare l’avversario o su cui insistere con particolare forza. Salvini aveva anche una serie di grafici e cartelli.

L’abbondanza di cifre e fatti verificabili conferma una tendenza, di cui sono sempre più convinto in base alla mia esperienza di osservazione del discorso politico: la comunicazione politica, da diversi anni a questa parte, si basi per una parte rilevante su numeri e fatti potenzialmente verificabili, a discapito di grandi discorsi basati sull’ideologia o su un’articolata visione del futuro.

I motivi di questa tendenza, a mio parere, sono molti e toccano più di un cambiamento di lungo periodo, dalla crisi delle ideologie alla fortuna dei “tecnici”, ma non mi ci soffermo qui. Resta un fatto inequivocabile: dal confronto a Porta a Porta è uscito parecchio lavoro per chi si occupa di fact-checking, come Pagella Politica.

Anche perché, nel corso della puntata, non c’è stato nessun momento di verifica “in corso”. Può sembrare una mancanza del programma. In realtà è una situazione normale, fatto che non va imputato a una particolare impreparazione dei media italiani, quanto a un limite strutturale dell’operazione di verifica delle dichiarazioni.

Infatti, come abbiamo tocchiamo ogni giorno con mano a Pagella Politica, il fact-checking richiede nella maggior parte dei casi un sacco di tempo e di energie. Il che ci porta alla seconda questione: la velocità.

Velocità

Circa venti ore dopo la fine del confronto, sul sito di Pagella Politica abbiamo pubblicato una serie di dieci pezzi divisi per temi trattati nel corso del confronto, dall’immigrazione all’“assenteismo” di Salvini, dallo spread ai risultati elettorali (qualche giorno dopo abbiamo fatto anche una puntata del nostro podcast per riassumere qualcuno dei punti principali).

Abbiamo verificato alcune decine di affermazioni, in diversi casi attingendo al lavoro già fatto negli scorsi mesi e anni, nei casi in cui le dichiarazioni fossero variazioni sul tema di altre già fatte in passato. Il risultato che abbiamo pubblicato nel tardo pomeriggio del giorno successivo è stato prodotto da cinque persone, che ci hanno lavorato a tempo pieno per un’intera giornata, interpellando esperti, controllando statistiche e documenti ufficiali, insomma facendo il tradizionale lavoro di verifica di tipo giornalistico. Raccogliere le dichiarazioni esatte, fare le ricerche necessarie e scrivere gli articoli ha portato, dicevamo, a una pubblicazione nel tardo pomeriggio del 16 ottobre.

Si poteva certamente limare qua e là e arrivarci un poco prima, ma non molto, e dopotutto non sarebbe stato neppure fondamentale. Il punto essenziale infatti è che un lavoro di fact-checking politico fatto bene richiede moltissimo tempo e ha altri ritmi rispetto all’usuale flusso dell’informazione online, che si basa su cicli velocissimi e su una tendenza ad avere subito tutte le risposte (appunto tecnico: questo è anche il motivo per cui, a parte casi molto semplici e particolari, il fact-checking automatico è ancora molto di là da venire).

A volte, infatti, una rapida ricerca su Google non dà le risposte. E questo è tanto più vero quando si toccano argomenti complicati. Il che mi porta al terzo tema.

Difficoltà

Ho scritto più sopra che il fact-checking del confronto tra “i due Mattei” è stato pubblicato come una serie di dieci articoli. In realtà, se oggi andate sulla pagina dedicata, troverete undici pezzi. Il motivo è che il 31 ottobre, due settimane dopo il confronto, abbiamo pubblicato l’ultimo articolo della serie, su una delle questioni su cui c’era stato uno degli scambi più accesi del confronto.

Renzi e Salvini hanno infatti battibeccato a lungo su chi fosse il responsabile del blocco del turnover, le assunzioni nella pubblica amministrazione. Salvini era di un avviso (la colpa è tutta della riforma Madia), mentre Renzi sosteneva un’opinione del tutto differente (la colpa è di Tremonti). Lo spettatore medio che avesse seguito lo scambio non avrebbe avuto molti elementi per capire chi dei due avesse ragione. Io stesso avevo solo idee molto generiche, prima della nostra ricerca.

Stabilire quale fosse la verità non è stato per niente semplice. La questione tocca argomenti di diritto amministrativo e non ci sono numeri di immediato reperimento che possano dare un’idea a grandi linee di come stia la situazione, come succede per altri argomenti come il mercato del lavoro o l’immigrazione. Abbiamo contattato due esperti e cercato di spiegare i principali snodi legislativi della questione. Siamo arrivati a una conclusione ragionata che ha richiesto, però, diversi giorni di lavoro.

Al netto della possibilità che la ricerca si potesse fare in tempi più rapidi, il che è ovviamente plausibile, il caso dimostra di nuovo che la verifica dei fatti in campo politico sia, a volte, un lavoro che impiega giorni e giorni anche solo per arrivare a una selezione tra due posizioni molto nette e molto diverse.

In conclusione

Gli articoli che abbiamo pubblicato sul confronto Renzi-Salvini hanno avuto molto successo e sono stati, considerati insieme, il contenuto più letto sul nostro sito negli ultimi mesi. È stato, insomma, un caso di successo per noi, e per concludere vorrei riassumere per punti le cose principali che ci ha insegnato:

  • i politici usano molti numeri, tanto più se hanno il tempo per prepararsi a un appuntamento importante come il confronto a Porta a Porta;
  • non è materialmente possibile verificare tutto in tempo reale o in pochi minuti;
  • verificare alcune affermazioni, anche in apparenza semplici, può richiedere giorni e giorni di lavoro;
  • il pubblico sembra apprezzare la verifica dei fatti anche se arriva con tempi non allineati all’usuale ritmo dell’informazione online.
Giovanni Zagni

Written by

Direttore di Pagella Politica. Ho lavorato anche a Il Post e Linkiesta.

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