DORMIVEGLIA

Venti racconti per sognatori con le occhiaie…

Dormiveglia

Indice

ONDE ALFA Tra veglia e sonno

  • L’aroma del caffè
  • Ali
  • Carlo il calvo
  • GRAnde amore
  • Al bar dei raminghi

ONDE THETA Sonno leggero

  • Un pesce farfalla
  • I ballerini
  • Il neo
  • Capelli Corti
  • La faccia

ONDE DELTA Sonno profondo

  • Eutanasia
  • I sei piani
  • L’uomo curvo
  • L’uomo di pietra
  • La fine del mondo

ONDE LENTE REM

  • La neve nell’armadio
  • La coscienza sporca
  • Mio padre è Spiderman
  • La cena africana
  • la ragazza dei sogni


This book is dedicated to all the goldfish
the ones that have lived
the ones that live
and the ones that will live

Nota dell’editore

Dormiveglia è una raccolta di racconti molto brevi di Giovanna Iorio, nati dalla fantasia di Giovanna Iorio.Come solitamente capita ai primogeniti, che agli occhi dei genitori sono troppo belli per essere nominati e vengono chiamati “il bambino” fino a che il nome giusto non si posa su di lui come un raggio di sole, anche Dormiveglia è stato per tanto tempo “I racconti”.Inizialmente per trovare il nome giusto ci siamo focalizzate sull’ambientazione: tutti i racconti, tranne uno, sono ambientati a Roma, una città magica che da sempre è fonte di ispirazione per i suoi racconti. Pensavamo di inserire il nome della città nel titolo; ma c’era nei racconti qualcosa che andava oltre, che superava i confini della città, ed è l’atmosfera che ogni racconto, a modo suo, riesce a creare. Un’atmosfera di sospensione del tempo e del giudizio, a metà tra il sonno e la veglia, che riesce a rilassare il lettore e trasportarlo in una sorta di universo parallelo, in cui la logica viene frammentata e i sentimenti fanno da collante.Tra una chiacchiera e l’altra, Giovanna mi ha confessato che tutta l’energia che si porta addosso, spesso, non la lascia dormire e tanti di questi racconti sono stati scritti la notte, quando la sua famiglia dormiva già da un po’.Dormiveglia ci è sembrato quindi il nome giusto, e l’abbiamo voluto dedicare a chi la notte fatica a prendere sonno e ha bisogno di una mano, per ritrovare quella pace che ci guida tra le braccia di Morfeo.Ora voi avete sotto gli occhi la versione “light” della raccolta; nella versione completa ogni racconto è accompagnato da delle musiche composte e eseguite da Notturno Concertante, duo di musicisti di cui potete leggere il curriculum alla fine dell’ebook.L’idea di completare questa raccolta con la musica è stata di Giovanna, è lei che ha chiesto a Lucio Lazzaruolo, chitarra e tastiera dei Notturno Concertante, che aveva già musicato alcuni suoi racconti andati in onda su Radio 3, di collaborare alla realizzazione di questo ebook. Lucio, senza fare domande ha detto si, per amicizia e perché ama i racconti di Giovanna.Dormiveglia è quindi sia un ebook (nella versione che avete acquistato voi) che un enhanced book, ovvero un ebook con funzionalità aggiuntive (ovvero l’audio) sviluppato da Martina Delmonte, studentessa della facoltà di Lettere Moderne dell’Università Statale di Milano, alla ricerca di un progetto per la sua tesi.Ora conoscete i retroscena e lo spirito che ha dato vita a questa raccolta, non mi resta che augurarvi buona lettura e… sogni d’oro!

L’editrice

L’aroma del caffè

Lui aveva preparato il caffè. La tazzina era sul tavolo e nella stanza c’era il profumo buono di un giorno che inizia con l’amore di qualcuno. L’aroma del caffè ci mise un attimo a uscire dalla cucina, fece il giro della casa, svegliò la donna addormentata e i due gatti neri. Poi s’infilò sotto la porta. Uscì sul pianerottolo e avvolse come una sciarpa la ragazzina che andava di corsa giù per le scale a prendere l’autobus.L’aroma del caffè salì sull’autobus attaccato al suo zaino e andò da Via Cassia a Piazza Giochi Delfici. Alla rotonda l’aroma del caffè uscì dal finestrino per una curva presa male, e si aggrappò all’uomo con i capelli neri e la bocca senza sorriso che se ne stava con gli occhi chiusi seduto nel suo tassì ad aspettare clienti.L’aroma del caffè lo svegliò e così lui vide la giovane donna vestita di verde che gli faceva segno con la mano: «Libero?». E allora partirono insieme, lungo il Tevere, fino a Piazza Trilussa. Lei era francese e non parlava l’italiano. Lui era romano e non parlava l’italiano. Risero tanto lo stesso. Parlarono del nuovo papa, Francesco; lui cercò di spiegarle che per i romanisti il papa era Totti. Lei rise ancora, con l’accento francese disse tante volte Tottì-Tottì-Tottì. L’uomo dai capelli neri sentì male al cuore, come quando a dieci anni si era seduto vicino a una bambina tutta profumata e vestita bene al cinema sotto casa. L’aroma del caffè sorrise al pensiero di questa improbabile storia d’amore e li lasciò al loro destino, sperando che fossero tanto folli da provare a baciarsi.L’aroma del caffè stava per svanire. Oramai era solo un lieve dolce profumo di casa in mezzo al traffico di Roma; allora decise di andare a guardare il fiume e le imbarcazioni. Si sporse dal ponte Sisto e lo vide: il Tevere. Di sotto l’acqua verde e scura scorreva pigra, però un po’ si scosse avvertendo l’aroma del caffè sopra di sé e gli dedicò un mulinello allegro, un valzer di rami spezzati.L’aroma del caffè si sentiva un po’ stanco. Avrebbe avuto bisogno di trovare un’anima gemella, una bella tazza calda, ma era difficile. Allora si addormentò e finì sotto il ponte, in un letto di cartoni umidi. Dentro ci dormiva un poveraccio. Si svegliò, il barbone, tutto contento, convinto di aver bevuto in sogno una tazza di caffè.

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