Red Valentine a Trastevere

3 marzo 2016, Trastevere

Red Valentine attraversa Via di Porta Settimiana, Trastevere

Come avevo annunciato, stasera sono andata a Trastevere a scrivere il secondo racconto con la Red Valentine, la mitica macchina da scrivere rossa con la quale andrò in giro per la città e nei caffè più belli di Roma.

Era tutto molto tranquillo all’Antico Caffè del Moro, clienti sereni, persone gentili e il piacevole ticchettio di Red Valentine.

Red Valentine entra nell’Antico Caffè del Moro

L’Antico Caffè del Moro è in Via della Pelliccia e mi piace perché se ti siedi nel punto giusto è come se fossi al centro di Trastevere. E’ davvero un locale incantevole dove mi hanno accolto con gentilezza, discrezione e curiosità. Ho scelto un tavolo accanto alla finestra, ho tirato fuori Valentine dalla custodia rossa e ho cominciato a scrivere… temendo di disturbare ho cercato con gli occhi i camerieri ma il loro sorriso mi ha tranquillizzato.

Ho sistemato Valentine sul tavolo, ho ordinato un bicchiere di prosecco, il rumore dei tasti era lieve, la storia ha cominciato a scorrere.

Red Valentine & Prosecco

Il racconto che ho scritto stasera a Trastevere e che leggerete presto su Roma&Roma nella rubrica Red Valentine, s’intitola “L’ufficio delle voci smarrite”.

La storia arriva…

Immaginate un uomo seduto in un Caffè: una scatola nera sul tavolo, aspetta qualcuno. E immaginate un segreto nascosto in quella scatola, poi una donna vestita di viola e un fiume di voci. Incuriositi?

Prima pagina di “L’ufficio delle voci smarrite”

E poi pensate a una scrittrice ficcanaso che decide di seguire quell’uomo e la sua scatola nera… vi ricorda qualcuno?

Red Valentine

La cosa più bella di questa sera è stata la grande pace che c’era nel locale. Si potevano sentire le bollicine nel calice di prosecco …

A uno dei due giovani e gentili ragazzi (Cesare!) che lavorano al bar ho affidato il racconto dattiloscritto (un po’ pieno di errori… sto ancora imparando!). “Bellissimo, lo leggo subito”, ha detto. E così ha fatto. Si è allontanato e lo ha letto ai suoi amici dall’altra parte della stanza.

Ha cominciato a leggere ad alta voce e ogni tanto mi arrivava qualche parola del mio racconto.

Ero un po’ sulle spine, ma è stata una sensazione nuova: quella di uno sconosciuto che legge la tua storia un minuto dopo che tu hai finito di scriverla. “Mi è piaciuto!” ha detto alla fine il mio lettore, “L’ufficio delle voci smarrite”. Spero che piaccia anche a voi, lo troverete come sempre su Roma&Roma. Grazie Antico Caffè del Moro! Grazie lettore ad alta voce!