La notte dell’innovazione
Sergio Cagol
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Caro Sergio, l’imprenditore ruvido, con il suo sano pragmatismo, evidenzia un luogo comune che minaccia di rivelarsi prassi consolidata. Fino a ieri il Trentino ha potuto godere di risorse enormemente superiori a quelle della maggior parte dei territori limitrofi, producendo risultati modesti, sopratutto nella ricerca, e raccontati con grande meticolosità, un pelo di saccente supponenza, sopratutto quando si parla d’innovazione, e tanta retorica e capacità di Story Telling, sull’eccellenza presunta di un territorio asfittico. Drogato da questo fiume in piena di risorse, il corrugato Trentino si risveglia improvvisamente a secco, e proprio alla vigilia di un’ennesima ubriacatura collettiva festante condita di mercatini farciti di paccottiglia Made in Cina. Lo sperpero di denaro pubblico perpetuato da un uomo solo al comando, e dalla sua corte di parrucconi ossequianti, ha lasciato macerie, ossessionate dalle proprie ed altrui manie di grandezza, ed ha generato solidi debiti in via di sviluppo, che il solone nega, sprezzante e arrogante, come di consueto, spalmati su società controllate, esternalizzati, terziarizzati, socializzati, come nel caso della grande abbuffata cooperativa, che porterà al tracollo prima le banche rurali e le cooperative di consumo più esposte, e che poi travolgerà una base di cooperative di primo livello e di soci sempre più ostaggio di debiti allegramente concessi, e di denaro, anche «a tasso zero», ma che dovranno rendere, entro sette anni, al massimo. Il sogno della socialdemocrazia autonoma naufragato nella palude dell’attuale centro sinistra autonomista e della pseudo opposizione consociativa, preoccupata di difendere i propri vitalizi, quanto consapevole di essere anch’essa all’ultimo giro di boa. Trento Rise è stata un’esperienza emblematica della cultura peggiore, consociativa, lottizzante, familista e amorale, di questa provincia, in via di sottosviluppo. Sottosviluppo che procede con una velocità incrementale rispetto ai territori limitrofi, abituati a lodarsi e sbrodolarsi di meno, cullandosi parimenti nelle lodi dei mestieranti della politica, incensanti ed autoreferenziali, di cui il Trentino è campione di riproduzione, e candidato all’oscar dell’onfalocentrismo per capacità di selezione genetica. Forse i nostri figli torneranno a migrare, di questa realtà generazioni di trentini odierni appaiono dimentichi, immemori e come anestetizzati. Prosit!

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