883 e il nuovo egoismo generazionale

Questo è un periodo strano, un periodo che ho denominato “883”. Proprio con gli 883 mi sto accompagnando mentre macino chilometri per cercare di fissare una certezza del futuro, certezza sfuggente e labile. Max nelle sue canzoni racconta di una generazione che non aveva niente se non la ricchezza di chi aveva accanto, e ognuno a sua volta rappresentava egli stesso la ricchezza di un altro…e in quelle avventure ognuno era come, più di sé stesso. Era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra, il senso di appartenenza a una razza, che voleva spiccare il volo, per cambiare veramente la vita. Tutti cercavano di essere simili per sentirsi comunità. Oggi ognuno è ricco di cose, di roba, di falsi miti e di ipocrisia e ognuno cerca di distinguersi dall’amico al proprio fianco e con arroganza vuole essere e soprattutto sembrare migliore, allontanandosi da valori come amicizia e umanità….in nome della roba!

Penso che di odio ce ne abbiamo in abbondanza e adesso ognuno è chiuso nella propria stanza, l’intolleranza danza…

Che schifo questa società. Non voglio trovare un posto in questa società ma trovare una società dove vale la pena trovare un posto. Ma la colpa di tutto questo è solo nostra e del nostro egoismo generazionale…

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