Quando il mattino ha l’oro in bocca, ma tutti dormono.

Uno scatto a Marinella di Selinunte (TP), Sicilia

Fare impresa in Italia è oggi un mestiere complicato. Niente applausi, né inviti alla tivù. Se ti va bene, prendi una spilletta di riconoscimento oppure una targhetta da esporre come trofeo sulla scrivania da lavoro. Fare l’imprenditore, in Sicilia, non è un mestiere complicato, è una mission impossible.

Secondo Fondazione Impresa, nel 2014 la Sicilia si è aggiudicata il primo posto nella classifica del disagio imprenditoriale, tra tutte le regioni italiane. Nel 2015 ha quasi confermato, arrivando seconda. Le prime posizioni sono occupate da regioni con un forte disagio nel fare impresa, sulla base di 12 indicatori che misurano tra i vari aspetti, il tasso di sopravvivenza delle imprese a 5 anni, la variazione di piccole imprese attive, il tasso di procedure concorsuali e il credit crunch alle piccole imprese.

Eppure in Sicilia Occidentale, zona da cui provengo, le opportunità imprenditoriali non mancano. Per intenderci è la terra del parco archeologico più grande d’Europa (Selinunte), delle spiagge più belle d’Italia (San Vito Lo Capo) e delle riserve naturali incontaminate (Lo Zingaro). E sto dimenticando di citare numerosi siti turistici. Bene, ditemi se tutto questo non possa essere oro per un’economia a vocazione turistica.

Nonostante ciò, i numeri ci raccontano un’altra realtà. In Sicilia, l’industria del Turismo e della Cultura, che dovrebbe fare da traino, non va male, va malissimo. I risultati dell’ultimo Check — Up del Mezzogiorno (aggiornati a Dicembre 2016) di SRM (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno), il cui socio è l’istituto Intesa San Paolo, parlano chiaro. Tra il 2014 e il 2015 il numero dei turisti che ha scelto come meta la Sicilia ha registrato un -2%, contro ogni trend nazionale. Infatti, il Mezzogiorno mediamente ha battuto un + 6,3 % di turisti, di poco vicino al dato nazionale che ha segnato un + 6,4 % di visitatori. Sono diminuiti il numero delle notti trascorse in Sicilia -2,4%, i posti letto — 6,8% e la capacità media delle strutture ricettive -5,9 %. I contraccolpi occupazionali sono stati deleteri per l’economia siciliana.

Non a caso, nel 2016 la Sicilia è stata la regione italiana con il più alto tasso di disoccupazione, attestato al 21,9 %. Per ripartire, più che fare, serve una grande Impresa, ma anche di imprenditori coraggiosi, a patto che vengano salvati da un disagio imprenditoriale sempre più assillante. E di alternative per tirarsi fuori dal pantano, non ce ne sono tante.

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