Di lettere aperte

Oggi ho letto una lettera aperta mandata dall’AsSIS indirizzata e firmata da molti medici al presidente dell’Istituto Superiore di Sanità.

Vi consiglio di leggerla per un semplice motivo non tanto per i discorsi che fa (su vaccini e sistema immunitario si trova di molto più tragicomico, tipo questo: http://preventdisease.com/news/articles/vaccines_and_immune_suppresion.shtml) quanto perché pone una serie di questioni interessanti.

Una serie di cose che non comprendo

La lettera parte affermando che:

qualsiasi medico dotato di buon senso e di un minimo di conoscenza scientifica non può essere contro le vaccinazioni pediatriche

il problema che, però, percepisco è che non vedo come mai il testo a seguito mi sembri, invece, così critico nei confronti dei vaccini stessi e addirittura si dica che

dopo un’osservazione minuziosa e prolungata nel tempo di bambini vaccinati e non vaccinati, questi ultimi appaiono indubbiamente e globalmente più sani

A questo punto la mia domanda è: ma allora perché non siete contro le vaccinazioni?

Ma poniamo che sia vero che effettivamente i non vaccinati siano *più sani* (ad eccezione di chi si ammala di patologie per le quali non ha fatto i vaccini, ovviamente) sarebbe interessante vedere i risultati di uno studio su una popolazione ampia. Mi chiedo come mai dopo

35–40 anni di pratica medica specialistica accanto al bambino malato, non frettolosa ma fatta di osservazione e di ascolto, di considerazione di quello che lui ci comunica e subliminale e di quello che i genitori raccontano

(non sto a considerare il subliminale o scenderei in tediose discussioni su come la semeiotica clinica si basi su segni e sintomi e sulla raccolta di dati) 35–40 che addirittura gli hanno

aperto gli occhi sulla realtà delle reazioni avverse causate dalle vaccinazioni pediatriche

non abbiano mai pensato di pubblicare uno studio loro stessi? Cioè, plaudo alla richiesta posta all’Istituto Superiore di Sanità di portare avanti una ricerca in questo campo, ma comunque mi chiedo perché non abbiano pubblicato essi stessi dei dati, puranche preliminari e basate solo su anamnesi patologiche remote e prossime.

Vaccini e soppressione immunitaria (o quantomeno della pazienza)

Di seguito lo scritto dichiara, dopo un paragrafo che fa un’infarinatura molto generica sul sistema immunitario dell’uomo afferma, dato per verificato, che

l’inoculazione parenterale degli antigeni vaccinali induce una soppressione immunitaria

Questa tesi è, invece, tutta da dimostrare. Al che mi sono messo su Google e il primo risultato che ho trovato è stato una sorta di review di una letteratura a conferma di questa tesi che si trova su un sito contro i vaccini canadese

Questo pseudo-review — in buona sostanza una sorta di piccola bibliografia — fa riferimento a una serie di articoli all’interno delle note. Peccato che il contenuto delle note sia spesso su questo stile:

  • la nota 8 fa riferimento alla “Personal Communication” della dottoressa Viera Schneiber, autrice di un libro intitolato Vaccination: The Medical Assault on the Immune System (1993, Australian Print Group)
  • la nota 11 fa riferimento a uno studio (Storsaeter et al, Mortality and morbidity from invasive bacterial infections during a clinical trial of acellular pertussis vaccines in Sweden, Pediatric Infect Dis J, 1988; 7:637–645 — http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3050858) il cui abstract afferma: “Subsets of the population were studied for signs of immunosuppression. There was no indication of immunoglobulin deficiency or any sign of clinically significant leukopenia or lymphocytosis in vaccine recipients. The results of this analysis provide no evidence for a causal relation between vaccination with the studied acellular pertussis vaccines and altered resistance to invasive disease caused by encapsulated bacteria. The hypothesis that the two variables are related, however, cannot be refuted from these data”; insomma un po’ diverso dalle affermazioni di chi lo cita

Non so, sinceramente il dato scientifico della lettera mi sembra scarsino. Vorrei leggere qualche ricerca che mi confermi le loro affermazioni ma non riesco a trovarne.

Il discorso, però, che interessa a me, e che rigurda la non-neutralità della scienza posso dire che comprendo chi rifiuta in generale il “sistema scienza” e ne rigetta, quindi, anche il linguaggio.

Quelli che invece proprio non riesco a farmi piacere è chi, come questi, finge di usare il linguaggio della scienza per non affermare nulla di scientifico (perché di dati qui non ce n’è manco mezzo).

Questo per me è un perfetto esempio che spiega come non esista una scienza neutra ma che quel sistema di linguaggio e di verifica delle conoscenze non sia mai neutro.

Tutto ciò per quanto mi riguarda non si distanza di molto da una dichiarazione insensate di un pediatra di Genova che qualche settimana fa su Repubblica dichiarava “Sono molte le madri e i padri che non fanno fare i vaccini ai figli. Fra loro molti vegani [?!]. Ci vuole molta pazienza per convincerli”.

Vorrei uno studio che correli abitudini alimentari, rifiuto per la scienza e uso del linguaggio. O anche uno studio sull’influenza negativa delle foche zoppe in Antartide sull’artrite delle donne della California. Cose a caso. Cose a caso ovunque.

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