
Perchè ascoltare Jesus is King, il nuovo album di Kanye West
L’ascolto track by track di un opera che segna una nuova evoluzione del rapper di Atlanta.
C’è una canzone molto potente di Kanye West e Jay-Z (inclusa nel loro album collaborativo Watch The Throne) che potrebbe essere la rappresentazione in note di quale sia il presunto periplo di una molotov: costruzione, accensione, volo, esplosione. Si chiama No church in the wild ed è sempre stata una garanzia per raccontare chi sia e cosa abbia fatto già di buono e giusto Kanye West, per sé e in condivisione. Oltre la vita privata, la moda, il gossip, ha raccontuato la lotta per gli ideali, la violenza e la grazia (in questo fu complice anche il magistrale videoclip del brano 2012 a cura di Romain Gavras, è vero) di un’artista che, oltre la ruvidezza, ha sempre condiviso. Affari in potenza, business digitali e qualunque cosa potesse dare frutti misurabili. Tutte opzioni che lo hanno reso tra gli artisti con più vendite digitali di tutti i tempi e con più Grammy vinti (ad oggi ben 21, con 69 nomination) oltre a una potenza in svariati ambiti, dalla musica alla moda. E lui ha sempre segnato un nuovo punto e marciato dritto verso il futuro: “Il mio più grande premio è ciò che sono in procinto di fare. Penso sempre al futuro”. Tensione al cambiamento insita nel DNA, considerando che il padre di Kanye, Ray West, è un ex Black Panther e fotogiornalista e oggi è un consulente cristiano. Intanto nel presente, c’è il nuovo album, la cui release è stata annunciata, poi posticipata, e ora reale: Jesus is King è arrivato. E, come sveleremo più avanti, è solo «la vigilia di Natale».
Un album diverso e più spirituale?
Se si potesse esaudire quell’ If I could turn back the time e la volontà di R.Kelly di tornare indietro nel tempo, probabilmente prima di ascoltare questa ultima fatica del rapper, si chiederebbe di poter cancellare il passato musicale di Kanye West e l’enorme impronta che ha lasciato su timpani e cuore di milioni di fans. Anche perché sarebbe abbastanza complesso ritrovarne certe ispirazioni dominanti, proprie di pezzi come Black Skinhead, ad esempio. Il che è chiaramente una cosa voluta, se alcuni non potessero provare un certo senso di scoramento nel non reperire nessun appiglio a «quel» passato. Come nemmeno una strada che, almeno, assicuri, la catarsi attraverso tappe consequenziali, magari un crescendo spirituale che riporti alla luce. Qui di luminosi ci sono sprazzi, tentativi di comprendere dove stia la genialità e dove invece risieda la stanchezza di un’artista creativamente e personalmente irrequieto. Stanchezza o provocazione, pausa o genio, non è detto che questa nuova prova abbia bisogno di sedimenti particolari. Forse è un prendere o lasciare, chè la preghiera è talmente personale e incontestabile che ognuno può affacciarsi alla confessione come meglio crede, indossando gli abiti più comodi e forse elevando un coro che, compreso o no, si sia almeno tentato di innalzare al cielo con il proprio fardello di colpe e la propria quantità di fiducia. Questo album è l’ennesimo coup de théâtre di Kanye, che intanto si autoproclama «l’artista più grande di tutti i tempi».
Jesus is King, il nuovo album di Kanye West, traccia dopo traccia
L’intro con Every Hour è straniante. Tra conferme e ritardi, evoluzioni e supposti bluff, non è che non ci aspettasse che una svolta netta sarebbe arrivata. Il titolo, d’altronde, parlava chiaro. Ma l’impatto è comunque un “che diamine sta succedendo qui?”. Il conforto divino arriva presto, ad ogni modo, e con esso anche Kanye. Selah è un pezzo che lascia ben sperare in un prosieguo che sia in crescendo e che davvero possa condurre dritto dritto verso la catarsi. E in qualche modo è come se un morbido passaggio ci sia, quando il testimone passava a Follow God. Scendendo verso un coro di anime danzanti, si vede già qualcosa che suona distorto: Close on Sunday, il presunto endorsement alla catena di sandwich di pollo Chick-fil-A che chiude alla domenica in linea con la fede cristiana (e, come hanno sottolineato alcuni detrattori avrebbe legami con certi gruppi cristiani con chiare posizioni anti LGBT).
È la volta di On God: un crescendo verso la rivalsa, il ritorno a quanto di più motivazionale possa esserci nella vita ovvero il senso indomito di riscossa. La strada sonora è certamente lastricata di buoni intenti. Ma forse non in pezzi come Everything we need e Water, cui Kanye e il suo entourage hanno particolarmente lavorato fino alla release e che dondolano tra la leggerezza e il sacro senza però incidere troppo: scorrono, fluiscono con grazia e cori a supporto, ma senza scaldare troppo animi e, più ancora anime.
In God Is vi è ancora un’ode che guarda nostalgica al passato e alla memoria per lasciare traccia e arriva anche Kanye a unirsi al coro, tra una preghiera e una speranza accorata e corale.
Forse è prima dell’arrivederci che tra un sax e un coro in crescendo, Kanye ha voluto dare un appuntamento a qualcosa che riagganci a ciò che siamo abituati a pensare, ad aspettarci da un re come lui. Un epicità troppo diluita altrove – volutamente forse- che però qui si vuole forse ribadire che c’è, eccome. Prima che ci si inginocchi allo spirito rivelato di questo album, il messaggio più netto e squillante: Jesus is King.
Che sorpresa sta preparando Kanye per Natale?
Questa nuova release è solo un altro modo di raccontarsi rispetto a suoi pezzi di culto come Stronger. Ma chi può dire che Kanye non abbia comunque voluto narrare una sua nuova presa di coscienza che affronta un nuovo punto di vista, una nuova direzione nella vita? D’altronde Kanye West non ha mai negato le sue simpatie al mondo della politica come una probabile discesa in campo alle prossime presidenziali del 2024. E c’è già chi sogna Kim Kardashian a first lady e. Runaway a nuovo imprevisto national anthem. Kanye Omari West, anche noto come Kanye West è già musicista, beatmaker, rapper, produttore discografico, cantautore, regista e stilista statunitense. Ma nel gioco del ce-l-ho-ce-l-ho, la Casa Bianca ancora manca. Come anche, lo anticipavamo prima, il completamento di questa nuova avventura, di cui Jesus is King è solo l’inizio. Per il prosieguo, come annunciato dallo stesso durante un’intervista con Zane Lowe su Beats 1, bisognerà aspettare Natale: il 25 dicembre arriverà Jesus is born e chissà quali altri doni. God bless Kanye.
