
Essere uno studente è (un po’) come essere un Freelance.
Due giorni fa mi sono svegliato leggendo questo post di Donata Columbro, e anche se non ho trent’anni e non sono un freelance le sue cinque ossessioni sono sembrate validissime anche per uno studente come me.
Se vuoi essere uno studente che vuole ritrovarsi con qualcosa di più che cinque anni di solo studio dopo la laurea devi iniziare a comportarti come un freelance perché “studiare e basta” non serve a niente, e una volta uscito dall’università devi cominciare a imparare di nuovo.
Prendiamo come esempio, uno studente di giurisprudenza che si ritrova a studiare leggi e procedure per cinque anni, ma poi, siccome non sa fare nulla di pratico deve fare un altro anno e mezzo “da schiavo” in uno studio legale dove imparerà le “cose vere”.
Ecco, io ho deciso che non voglio fare quella fine ed è per questo che mi ritrovo in Erasmus a Parigi, a fare i corsi “normali” e un Master in cooperazione internazionale e ONG.
Il livello del master è molto alto e super competitivo, ho più corsi dei miei compagni francesi, più esami degli altri Erasmus e davvero poco tempo libero a disposizione.
In tutto ciò mi sento un po’ un freelance.
Pure io devo far quadrare i conti, e ogni anno scelgo come scelgo di investire tempo (e soldi) in formazioni extra universitarie. Di networking, reti di di relazioni valide, personal branding coerente e collaborazioni noi studenti dovremmo essere degli esperti, sopratutto quando sai che una volta uscito dall’università dovrai competere con un mercato di 230mila avvocati (in Francia ne hanno “solo” 10mila).
Per cui grazie a tutti i freelance che ogni giorno mi insegnano qualcosa: grazie per raccontarVi! Qui c’è uno studente che vi legge e impara tanto.
Poi, siccome gli elenchi vanno tanto di moda, aggiungo pure 5 link dai siti di 5 freelance, che ho usato in questo periodo.
1. “Presentation everywhere”: ogni volta che sono in Erasmus mi ritrovo a fare un sacco di presentazioni e noi italiani proprio non siamo abituati. Aggiungi poi che devi farle in lingua straniera, davanti a tutta la classe e con il professore che valuterà ciò che dirai e come lo dirai. Ci sono mille modi per prepararlo ma io rileggo sempre questo post di Alessandra Farabegoli, perché alla fine non c’è mai abbastanza tempo per prepararli come si vuole e questi consigli mi sembrano il modo giusto per arrivare pronti.
2. “Troppe distrazioni”. Se mi metto a controllare ogni singolo social network tutte le volte che faccio pausa, il mio studio si riduce a zero.
Qui Francesca Marano ha fatto un post bellissimo che parla di produttività aggiungendo pure dei consigli pratici che seguo fedelmente.
3. “Per quando non hai tempo”. I due master (ne sto frequentando anche metà di un altro) chiedono di rimanere aggiornati su quello che accade, ma quando non si ha tempo è super difficile cercare contenuti di qualità. Qui Domitilla Ferrari (si non è una freelance ma vale come se) consiglia cinque newsletters che fanno gran parte del lavoro della ricerca dei contenuti, così poi basta leggerle finché si è in metro.
4.”Vivi e lavora meglio con il digitale”: si chiama così la newsletter di Luca Conti. Questa volta non si tratta di notizie dal mondo ma di trucchi e consigli digitali che fanno davvero vivere meglio. Io sono super felice ogni volta che mi arriva.
5.”Linkedin per aziende e professionisti”, questo è un libro scritto da Antonella Napolitano e Francesca Parviero. Ho appena iniziato a leggerlo e anche se dal titolo non sembrerebbe è pieno zeppo di consigli per gli studenti.
Qui Francesca Parviero dice anche che ha pensato ad una newsletter a tema con annessi compiti, io non vedo l’ora che arrivi la prima.
Bonus:
Vi consiglio di seguire Laura Longhi, su twitter si chiama @lauau. Parla spesso del suo lavoro, ma farcisce il tutto con la sua storia personale. Io sono proprio felice quando ricevo la sua newsletter e in generale quando leggo quello che scrive. Secondo me tanti studenti potrebbero farsi ispirare e imparare molto.