Come fare meno schifo nel candidarsi per posizioni creative (e magari ottenere anche il posto)

Lasciami iniziare dicendo che non sono una specialista delle risorse umane, né un senior designer che ha visto migliaia e migliaia di CV.
Sono solo una junior designer che ha cercato di assumere un sostituto per sé in tre settimane — e ovviamente ha fallito, dato che sto scrivendo questo articolo.
Quindi, perché leggere la lista dei “DOs & DON’Ts” di una novellina? 
Non lo so, fai un tentativo. Forse troverai qualcosa di utile, forse no. 
Sicuramente io li terrò a mente per la prossima volta in cui invierò candidature.


Ho immaginato che un paio di liste sarebbero state più leggere da digerire. Quindi eccole qui.

Una bella lista di DON’Ts:

  1. Non usare il CV europeo, per favore.
  2. Non usare e-mail standardizzate: si riconosce al 100% quando un candidato non ha scritto qualcosa da sè, quindi a quel punto tanto vale non scrivere nulla.
  3. Non limitarti a parlare di te stesso: scrivi del perché vuoi ottenere quel lavoro — cosa ti piace — e non rendere così ovvio che ti stai candidando a qualsiasi lavoro che vedi.
  4. Non raccontare bugie — o, se proprio devi, almeno rendile credibili (un ragazzo mi ha scritto che seguiva l’evoluzione dell’azienda da un anno — quando a quel tempo non era nemmeno nata).
  5. Se passi la prima selezione ed arrivi ad un’intervista, non essere superficiale — scava a fondo nelle domande del tuo intervistatore.
  6. Non includere la tua foto: potresti trovare l’amore ma non un lavoro.
  7. Extra: a nessuno importa del tuo stato civile (tranne se includi una foto e vuoi trovare l’amore).

E ora i DOs:

  1. Sii breve: chi ti assumerà riceve ogni giorno tonnellate di candidature e non vuole leggere il saggio della tua vita.
  2. Usa i paragrafi: se il tuo recruiter non dovesse leggere il corpo della tua email, questo ti darà maggiori possibilità che lui colga qualcosa semplicemente scorrendo il testo (e magari trovi qualcosa di interessante che lo convinca a leggere il saggio della tua vita).
  3. L’entusiasmo a volte non è sufficiente: se ti candidi per un lavoro figo devi avere un portfolio figo.
  4. Il tuo capo di domani è il tuo cliente di oggi. Fai ricerca e progetta il tuo portfolio avendo in mente lui.
  5. Se ti candidi per un ruolo diverso dai tuoi studi o dalla tua esperienza, dovresti specificare perché stai cambiando strada.
  6. Assicurati che il link o i file che stai allegando siano funzionanti.
  7. Ultimo ma non meno importante: controlla la tua grammatica (per favore).

Consigli extra (gratis, solo per te):

Less (amount of applications sent) is more

Impegnati nel rendere autentica e di valore la tua candidatura, piuttosto che inviarne centinaia standard sperando che qualcuno risponda.
Tieni a mente che qualcuno più esperto di te probabilmente si sta candidando per lo stesso ruolo: come ti puoi distinguere? Come fai a dire al recruiter “hey dammi una possibilità” in meno di 10 secondi?

Un’immagine, un meme, una gif, qualsiasi cosa — potrebbe essere un buon modo per distinguersi e testare la compatibilità culturale con l’azienda/studio/agenzia. Oppure, se sei più un designer intellettuale, forse vorrai allegare un saggio sulla sezione aurea.
Mostra il tuo vero io: alla fine dei conti, passerai un terzo della tua giornata con i tuoi colleghi, quindi meglio essere sicuro di poter condividere con loro una bella risata (o una conversazione sull’estetica della sezione aurea).

Un’interessante fotomontaggio che era in una candidatura.