Primavera
La primavera è nella fine di gennaio
un’attesa condivisa
all’arrivo improvviso della pioggia.
Ripararsi sotto una tettoia molto stretta,
rivivere un problema a distanza,
con la calma di chi pensa solo al tempo
di una risoluzione rallentata.
In una primavera che è nostra
- e solo nostra,
ci invitiamo a cena reciprocamente
dissolviamo le domeniche grigie in qualche modo
ordinando calamite sopra i frigoriferi
disegnando fulmini coi gessi
scrivendo storie troppo lunghe perché vengano lette.
Ma la primavera è un volto
che ho già perso,
una pelle così chiara
che ogni cosa del mondo arrossisce,
tutto l’immeritato che coltivo,
la consumazione inclusa da cui fuggi
riconsegnando all’ingresso un tagliando.