Gli amori difficili

Cosa Calvino può insegnare sulle difficoltà. In amore e nella vita.

Foto in copertina: Luigi Ghirri

Ho concluso la lettura pochi giorni fa e mi fermo a scrivere due parole in merito perché trovo che mi sia utile per organizzare i miei pensieri ancora un po’ confusi.

Mi sono approcciata a questo libro perché sono appassionata di fotografia e, come tale, ho sentito spessissimo parlare de l’avventura di un fotografo, uno dei racconti contenuti all'interno del volume.


Gli amori difficili è una raccolta di quindici novelle scritte da Italo Calvino fra il 1949 e il 1967.

Il volume è diviso in due parti: la prima, intitolata anch'essa Gli amori difficili, contiene tredici novelle, proposte in ordine cronologico di scrittura; la seconda, dal titolo La vita difficile, comprende due novelle più lunghe e articolate (e forse proprio per questo poste a chiusura del libro): La formica argentina e la nuvola di smog.
In questa parte, la narrazione è condotta in prima persona e il tema diventa più politico che personale, con toni che si avvicinano non poco a La speculazione edilizia.


E nel cuore di questo sole era silenzio.
Tutto quello che era lì in quel momento non poteva essere tradotto in nient’altro, forse nemmeno in un ricordo.

Le due parti sono molto diverse fra loro, ma risultano comunque accomunate dal tema della difficoltà
Difficili sono, infatti, le relazioni dei vari personaggi, difficile è superare gli ostacoli che si interpongono alla loro serenità, difficile è il contrasto fra l’amore che sognano e quello che vivono, difficile, e in alcuni casi impossibile, è giungere ad un compromesso.

Così difficili sono questi amori semplici e silenziosi. Difficili perché è la vita stessa che lo è.

Del resto, già Calvino stesso, nella prefazione, fornisce la chiave di lettura di tutti i racconti:

Definizione ironica, certo, perché dove d’amore — o di amori — si tratta, le difficoltà restano molto relative. 
O almeno, ciò che sta alla base di molte di queste storie è una difficoltà di comunicazione, una zona di silenzio al fondo dei rapporti umani.

Elide andava a letto, spegneva la luce.
Dalla propria parte, coricata, strisciava un piede verso il posto di suo marito, per cercare il calore di lui, ma ogni volta s’accorgeva che dove dormiva lei era più caldo, segno che Arturo aveva dormito lì, e ne provava una grande tenerezza.

Gli amori difficili

L’avventura di un soldato illustrata da Victor Cavazzoni

Nella prima parte del volume i titoli delle novelle ripetono sempre la dicitura “L’avventura di” seguita dall'identità del protagonista.

Troviamo per esempio

  • l’avventura di un soldato, dal quale nacque uno sketch di Nino Manfredi;
  • l’avventura di un viaggiatore, che macina chilometri e chilometri in treno per poter raggiungere la fidanzata;
  • l’avventura di un miope, che diventa irriconoscibile per gli amici quando decide di fare quel che era necessario fare affinché lui riconoscesse loro: mettere gli occhiali;
  • l’avventura di una bagnante che perde il costume mentre nuota lontano dalla riva;
  • l’avventura di due sposi, tenerissima, che ispirò Canzone triste di Sergio Liberovici: due sposi che vivono nella stessa casa, ma stanno insieme solo pochi minuti al giorno per via degli orari di lavoro incompatibili (click per ascoltare);
  • l’avventura di un lettore, combattuto fra l’amore per il libro che sta leggendo sugli scogli e la passione per la bagnante che gli si sdraia affianco;
  • l’avventura di un fotografo, già citata, in cui il protagonista va alla ricerca della foto perfetta, nell'affannoso tentativo di carpire il senso delle cose. Francesco Maselli prese spunto dal soggetto di Italo Calvino per realizzare l’omonimo mediometraggio per la televisione del 1983.
  • l’avventura di un bandito che ispirò uno sketch teatrale diretto da Franco Zeffirelli, intitolato “un letto di passaggio”

e via dicendo…

Il bacio. Gustav Klimt.

Il termine avventura, in realtà è ironico in quanto i protagonisti non compiono delle vere peripezie. Al contrario! Ogni storia potrebbe essere definita come il regno dell’ordinarietà. Non ci sono imprese mirabolanti, ma solo una serie di gesti quotidiani.
L’avventura potrebbe essere, semplicemente, l’intenzione di affrontare un lungo viaggio (a volte fisico, a volte solo mentale) pur di raggiungere l’oggetto del desiderio.

Ogni racconto comincia nel modo più banale possibile ed è solo proseguendo nella lettura, quando l’autore si focalizza maggiormente sul lato interiore dei personaggi, che la situazione da banale diventa paradossale.


L’espressione “amori difficili” si riferisce a amori che non si incontrano mai…

Questa sorta di lontananza (anche in questo caso: a volte fisica, altre volte semplicemente mentale) causa nei personaggi una sorta di tristezza, malinconia, rimpianti, rimorsi… 
Ma, nello stesso tempo, è proprio questa lontananza, il fondamento stesso dell’amore.


M’accorgo che correndo verso Y ciò che più desidero non è trovare Y al termine della mia corsa: voglio che sia Y a correre verso di me, è questa la risposta di cui ho bisogno, cioè ho bisogno che lei sappia che io sto correndo verso di lei ma nello stesso tempo ho bisogno di sapere che lei sta correndo verso di me.

La vita difficile

La formica argentina

Narra di una famiglia alle prese con un problema che potrebbe sembrare banale ma… non lo è! La casa in cui vivono è letteralmente invasa dalle formiche! 
E non è la classica formica a cui siamo abituati, è una formica infinitamente più piccola e insidiosa: una formica argentina, per l’appunto.

Mentre si legge, sembra quasi di sentire addosso quell'odioso prurito misto a solletico che provocano gli animaletti quando si ritrovano a camminarci sulla pelle.

Più volte mi sono ritrovata a scrollare le spalle nell'infantile tentativo di mandare via animaletti che, in realtà, esistevano solo nella mia testa.

Amore e psiche. Antonio Canova.

La nuvola di smog

Protagonista di questa seconda novella “più lunga” è un giornalista senza volto e senza nome che si trasferisce in una nuova città e si ritrova a fare i conti con un amore che credeva finito. Ma forse si sbaglia poiché egli stesso afferma:

Mi resi conto di non aver mai dubitato che Claudia m’avrebbe ritrovato, anzi: di non aver aspettato altro per tutto questo tempo. 
Non accennava nemmeno a chiedermi cos'era stato di me fin allora, come mai ero finito lì, e neppure mi spiegò come m’aveva rintracciato. 
Aveva un monte di cose da dirmi, cose estremamente dettagliate e pur sempre vaghe, come sempre le sue, e che si svolgevano in ambienti per me ignoti e impraticabili.
— Ho bisogno di te, presto, immediatamente. 
Vieni col primo treno…

Il racconto descrive il soffocamento delle città ad opera dei fumi delle ciminiere. 
Questo smog nasconde il cielo e, insieme a lui, ciò che di bello c’è nelle città e che, per il protagonista è rappresentato dai libri, dalla scrittura, dai panni puliti stesi al sole ad asciugare. Cose semplici che sembrano quasi essere l’antidoto per la vita e i suoi amori difficili.

La passeggiata. Marc Chagall.

Se le storie riescono a suscitare sentimenti contrastanti come tenerezza, dolcezza, tristezza, malinconia e indurre a riflessioni, il merito è tutto dell’autore che, con il suo tocco, riesce a rendere eccezionali (avventure!) anche le “imprese” più banali.

Le parole sono quelle di un Calvino sempre attuale che descrive e si prende gioco delle debolezze umane non con arroganza, ma sempre con quel pizzico di ironia e leggerezza che caratterizza un po’ tutti i suoi scritti, soffermandosi a raccontare quegli attimi che oscillano fra quotidiano e imprevisto.
È proprio grazie a quest’ironia che le situazioni narrate ci appaiono meno drammatiche di quel che non siano. Almeno in apparenza. 
Perché, alla fine, una nota di amarezza resta. E nemmeno l’ironia può aiutarci a scacciarla.

Calvino ci mostra, con la sua abilità, un ricco campionario di situazioni che favoriscono la nascita di un amore (e il suo prosperare) e indaga la differenza che c’è fra la vita ideale e quella reale.
L’unico posto in cui principesse e cavalieri possono vivere è all'interno dei libri di fiabe per bambini! La vita vera è un’altra cosa e, pertanto, sono diversi i personaggi che si muovono in essa.
Al principe senza macchia e senza paura si sostituisce l’uomo medio con la sua mediocrità; a castelli incantati, umili case di sobborgo; a bellissime principesse, donne sulle quali il tempo ha disegnato, impietoso, tracce del suo passaggio; ad avventure straordinarie, l’ordinarietà del quotidiano.


Antonino sentì la vista di lei entrargli negli occhi e occupare tutto il campo visivo, sottrarlo al flusso delle immagini casuali e frammentarie, concentrare tempo e spazio in una forma finita.

È incredibile trovarsi a riconoscere una parte di sé in ogni personaggio
Personaggi che, come abbiamo visto, sono tutti diversi tra loro. 
Com'è possibile, quindi, che ci sia un po’ di noi in ognuno di loro?
È davvero così sfaccettata la natura umana?
A quanto pare, .


Personalmente, non sono troppo amante dei racconti brevi, eppure, in questo caso, sono riuscita ad apprezzare maggiormente le storie della prima parte… La seconda l’ho trovata più statica, probabilmente anche un po’ ripetitiva o monotona. 
Non a caso, ho impiegato molto più tempo per portare a termine la lettura di quest’ultima sezione; la prima è scivolata via con molta più scioltezza.


Consiglio la lettura a chiunque stia vivendo un amore difficile (e quale amore non lo è?), a chi vive ogni giorno la sua avventura, a chi ama la vita nella sua ordinarietà (difficoltà comprese!).


L’amavo, insomma.
Ed ero infelice.
Ma come lei avrebbe mai potuto capire questa mia infelicità?
Ci sono quelli che si condannano al grigiore della vita più mediocre perché hanno avuto un dolore, una sfortuna; ma ci sono anche quelli che lo fanno perché hanno avuto più fortuna di quella che si sentivano di reggere.