Vi spiego la legge elettorale, ovvero il Rosatellum Bis

Questo è l’emiciclo della Camera dei Deputati. Conta 630 seggi.

Nei seggi si siedono i Parlamentari che discutono le leggi.

Come si decide chi si siede su queste sedie?

I seggi vengono assegnati usando due metodi. Il 37% dei seggi (231 posti) viene assegnato usando il sistema Maggioritario, mentre il restante 61% (386 posti) viene assegnato usando il metodo Proporzionale. Un restante 2% è assegnato a candidati all’estero che non tratteremo per semplicità.

Metodo Maggioritario

I nomi dei candidati che verranno eletti con questo metodo sono quelli nella parte sinistra della scheda elettorale, che chiameremo candidati del collegio uninominale.

Questi nomi cambiano a seconda dei Collegi Elettorali. I Collegi Elettorali sono dei luoghi demografici in cui si divide l’Italia che sono decisi a monte. Non concidono con i comuni. Tendenzialmente i vicini di casa sono nello stesso collegio elettorale ma non è detto.

Il metodo maggioritario fa si che per ogni collegio venga eletto uno solo dei candidati presenti sulla scheda e cioè quello che ha preso più voti in quel collegio.

Questo metodo favorisce le coalizioni.

Facciamo l’esempio dei partiti di destra e centro destra. Forza Italia, Fratelli d’Italia e la Lega, tendono a coalizzarsi, perché non avrebbe senso andare uno contro l’altro dato che ne passa uno solo. Dopotutto, lo scopo finale è far vincere “il centro destra” piuttosto che un singolo partito.

Metodo Proporzionale

La restante parte dei seggi, il 61 % circa, viene eletto col metodo Proporzionale a livello nazionale. I candidati eletti col metodo proporzionale sono quelli nella parte destra della scheda elettorale:

I nomi che si trovano a destra fanno parte dei microlistini bloccati.

Si vota con una X sul simbolo del partito. I voti sui simboli saranno sommati a livello nazionale e poi distribuiti proporzionalmente.

Significa che, i circa 364 seggi da assegnare, saranno assegnati in base a delle percentuali. Ad esempio, se il PD prende il 20% dei voti, ad esso vanno il 20% dei posti (il 20% di 364 cioè circa 73 posti).

In base alle percentuali prese, di conseguenza, entrano i parlamentari nelle microliste bloccate dai partiti. Le microliste sono ordinate, significa che entrano prima i candidati del partito in cima alle liste e man mano quelli dopo. Ad esempio, il candidato al 4° posto della lista entra solo se il partito ha preso abbastanza voti, cioè la percentuale dei voti presi è abbastanza alta da far entrare fino al 4° candidato della lista di quel partito.

Nella lista potrebbero anche essere presenti più partiti nella stessa riga; in questo caso si tratta di una coalizione.

Nella seconda riga ci sono più simboli dei partiti ovvero una coalizione. Grazie ad ANSA Centimetri per l’immagine.

Attenzione, l’immagine sopra ha il solo scopo di mostrare come appare una coalizione all’interno della scheda elettorale. Le X sono poste in una modalità di voto errata detta “voto disgiunto” di cui parlerò a breve.

Si può votare in due modi:

  • Votare con la X sul simbolo del partito
  • Votare con la X sul nome del candidato del collegio uninominale

Votare sul simbolo del partito

Quando si vota barrando un simbolo, si vota automaticamente anche il candidato del collegio uninominale (il nome scritto a sinistra). La X sul simbolo del partito è sottoposta al sistema proporzionale mentre la X (in questo caso automatica) al nome candidato del collegio uninominale, è sottoposta al sistema maggioritario.

Votare sul nome del candidato del collegio uninominale

Si può votare con una X anche solo sul nome a sinistra (il candidato del collegio uninominale). In questo caso, il voto va sì al candidato scelto, ma viene anche messo in un cesto di voti che poi verranno ripartiti tra tutti i partiti della coalizione per cui si presenta il candidato.

Votare in questo modo è sconsigliato se si vuole preferire un particolare partito di una coalizione rispetto ad un altro.

Esempio: sono un elettore di Fratelli d’Italia ma mi sta antipatica la Lega. Se voto in questo modo un po’ del mio voto va a tutti e tre i partiti della coalizione. Cosa che non succede se invece barro il simbolo di Fratelli di Italia.

Il voto disgiunto

Non è possibile fare il voto disgiunto cioè votare sul simbolo di un partito e su un candidato del collegio uninominale di un altro partito.

Esempio: sono un sostenitore del Movimento 5 Stelle ma ho promesso il voto all’amico che va per Forza Italia e quindi li voto tutti e due. Non si può fare.

il voto disgiunto.

Alcune considerazioni finali

Il problema in Italia, a differenza di altri paesi, è che la legge elettorale non è nella costituzione e quindi si può cambiare “facilmente”.

Ogni partito vuole che la legge elettorale venga fatta in modo da favorire se stesso ovviamente. Per questo motivo, i partiti al governo, tendono a cambiare le regole in gioco ogni quattro anni in vista delle elezioni.

È come se durante una partita a monopoli, ogni giocatore possa cambiare le regole del gioco prima di fare la sua mossa. Siamo sicuri che le cambierà per il bene di tutti e non per favorire se stesso?

Ogni quattro anni quindi dobbiamo imparare una nuova legge elettorale, che viene proposta dai parlamentari e revisionata dalla corte. Questa cosa succede sempre a ridosso delle elezioni.

Questo sta a sottolineare una debolezza del sistema.

A trarre vantaggio da tutto questo saranno le coalizioni perché il sistema le favorisce poiché c’è una soglia di sbarramento al 3% per i partiti singoli (se hanno preso meno del 3% di voti a livello nazionale non prendono seggi) e al 10% per le coalizioni.

I partiti piccoli che potrebbero non superare il 3% tendono quindi ad allearsi con i partiti grossi per assicurarsi qualche seggio in parlamento grazie al metodo proporzionale.

Il M5S è contrario a questa legge proprio per questo motivo e perché non vuole allearsi con nessuno.

Stessa cosa per l’estrema sinistra. Se non si alleano col il PD (accusato di essere “poco” di sinistra) hanno poche chance di avere qualche seggio in parlamento.


L’ articolo è un riassunto del video La Legge Elettorale “Rosatellum Bis”, spiegata semplicemente del canale YouTube Breaking Italy più alcune aggiunte personali.