Libri, Salvini e Coca Cola

Giulio Cavalli
May 6, 2016 · 2 min read
secondo_matteo_matteo_salvini
secondo_matteo_matteo_salvini

Siccome ci tengo ad approfondire vi consiglio un post:

Non è facile, non è per niente facile.
La linea che ormai seguo da un po’ è quella di condannare violenze e razzismi in genere, da qualunque parte vengano, di qualunque colore siano, perché essere di sinistra vuol dire esserlo dentro, al di là del colore politico indossato, al di là degli schemi in cui vi piace tanto autocatalogarvi.
Sarebbe facile, in realtà, perché i simpaticoni che ieri hanno strappato copie del libro di Salvini sono degli idioti tout court e su questo non ci piove, non fosse altro perché hanno fatto esattamente il gioco del nostro populista preferito che, e qui mi attirerò gli insulti di molti, stupido non è: perché, altrimenti, sarebbe andato proprio a Bologna, la città che storicamente lo detesta e lo dimostra nella maniera più visibile possibile?
Bene o male, l’importante è che se ne parli, è una massima che lui ha studiato benissimo e che voi, dall’altro della vostra maglia del Che indossata sotto la kefiah continuate ad ignorare, accecati dai vostri ragionamenti di pancia e dall’illusione che davvero ci sa qualcuno che segue le vostre lotte mentre, stravaccati sul divano, twittate che quelli di Hobo Hanno fatto bene!!!!!.
Prima
di compiere determinate azioni, andrebbe ripetuta una piccola domanda: cui prodest?
Giova a Salvini, che adesso può dire che i fascisti siete voi, perché sì, avete compiuto un gesto totalitarista come quello di strappare dei libri per impedire ad altri di leggerlo, per nulla diverso da quello di versare della Coca Cola su dei fumetti poco graditi.
Giova a Maroni, che adesso ha potuto dire che i leghisti sono i nuovi partigiani con degli imbecilli che gli hanno anche dato ragione, noncuranti dei partigiani veri che hanno preso a far le trottole nelle loro tombe.
Giova a chiunque abbia mandato via la sinistra dal Parlamento, perché così viene data l’immagine di una sinistra immatura, incapace di esprimersi se non a schiamazzi e sberleffi, con Salvini (ancora lui) che può atteggiarsi a superiore agli occhi dei più (facciamocene una ragione, non tutti leggono i commenti su Facebook dei seguaci di Salvini, M5S e compagnia, e noi che ragioniamo più di cinque minuti su qualunque cosa siamo una sparuta minoranza).
Giova, e qui chiudo anche se potrei andare avanti, alla Lega e ai suoi seguaci.
E fin qui la parte facile: vi lascio però con un dubbio.

(continua qui)


Originally published at Giulio Cavalli.

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