Cronache dal 4 Marcio — 23esimo Bollettino Settimanale
Anno domini 18 d.C (dopo Craxi): a distanza di ventitre settimane dalle elezioni del 4 Marcio aggrappandosi agli ultimi tramonti estivi sono in molti a sognare a occhi aperti.
Sogna a occhi aperti il premier Conte che, disposto a tutto pur di rubare la scena a Salvini e Di Maio, ha convocato una conferenza sbraitando che Pinochet era il re della Bolivia e prendendo in ostaggio una vecchia al grido: “Almeno 40 anni mi dovete dare! Beccati questo, maledetto leghista!”

Sogna a occhi aperti Silvio Berlusconi che si è complimentato calorosamente col ministro dell’Interno Salvini per il traguardo raggiunto: la sua iscrizione nel registro degli indagati è sintomo di una convergenza di fondo tra i valori di Lega e Forza Italia.
Sogna a occhi aperti Pep Mujica che mentre Grillo gli spiegava la sua filosofia economica continuava a darsi pizzicotti alle guance mormorando: “Estoy loco, estoy loco”.
Sogna a occhi aperti Nicola Zingaretti che alla festa del Fatto in Versiliana si è detto pronto a cambiare nome al Pd: dalla Bolognina alla Versilina.
Sogna a occhi aperti Giancarlo Giorgetti che, dopo aver rilasciato delle dichiarazioni critiche sulla politica economica del governo, ha guardato sbalordito il suo tesserino: “Aspetta! ma ne faccio parte anch’io!”
E anch’io nel mio piccolo, guardando la televisione ho sognato a occhi aperti: c’era un uomo magrolino e ben vestito che con sguardo smarrito guardava verso un gruppo di persone che lo insultavano.
“Vedi — mi ha detto — queste persone un tempo mi volevano bene”.
“E poi cosa è successo?”
“Mi sono dimenticato chi sono”.
Era il Pd fuori dall’Ilva.
Film della settimana: 12 anni schiavo. Un uomo di colore libero viene drogato e ridotto in schiavitù da dei commercianti bianchi senza scrupoli. La critica ha sempre parlato di un film sullo schiavismo, ma ieri, dopo l’incontro Orban — Salvini il target tematico è stato aggiornato: Film sulle bravate.