SOTTRAENDO — fotografia minorata

Quando scruto il suo sguardo vedo la guerra; odore di guerra, grigio di mare e l’enorme metastasi che ha ruminato i nostri occhi.
La macchina, il suo passo lento, bianco come il vuoto avvenire del volto secco, pronto a spruzzare il peso di giovani autunni.

Una gemma nera puntata sul tuo viso. Vecchie ombre, paludi stanche, magma e schiuma di mare.
Sulle sponde della mia pelle, un vento disciolto; un cesareo silenzioso nella vecchia trincea della nostra esistenza (presunti stati febbrili).

L’aria gelida che hai smosso, l’inalo e continuo ad urlare.
Riecheggia l’obsoleto rumore di vita trasparendo colori e odori trucidati dalle infami, lagnanti parole.
