Sei entrato nella nostra vita insieme agli anni Novanta. Rumoroso, pittoresco e sgrammaticato come un picaro all’arrembaggio di signore danzanti nei night di periferia. La sigaretta in bocca e quel tuo accento di siciliano mai completamente adattato alla compostezza di questa città ancora grigia. Troncavi le parole con accenti fantasiosi, come le grafiche delle tue camicie sempre un po’ oltre il limite del buongusto.

Eri generoso, questo sì, e pronto a dare una mano, fosse una passata di vernice su un muro di cartongesso appena tirato su o una traccia da scavare in un muro per posare dei fili elettrici…

Maurizio Gomboli

Se non la puoi raccontare, non è una storia.

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