DOPPLER vita con l’alce — Erlend Loe

Dal momento in cui entra in scena Bongo, mi sono immersa nel mondo di Doppler. Prima era come se lo osservassi a distanza, con sospetto, quasi che intuissi che ancora c’era in Doppler troppo del personaggio bravo, come in seguito si definirà lui. Da lì in poi invece, ho cominciato ad avvicinarmi sempre più a Doppler, a questo strano tipo che pagina dopo pagina racconta da dove arriva e chi era, prima di finire in quel bosco. I dialoghi con Bongo sono qualcosa di eccezionale, a volte esilaranti a volte seri ma sempre gradevoli.
Un autore, Erlend Loe, che a fine libro ho sentito di amare. Più leggevo più mi domandavo se davvero era ambientato a Oslo, perché le tematiche, i problemi, erano gli stessi di qualsiasi latitudine. Mi sono sentita vicinissima a Bongo ma alla fine anche a Doppler. E’ stato triste chiudere il libro e lasciarlo andare. Ma, sorpresa, sull’ultima pagina c’è scritto to be continued. Evviva. Sarà bellissimo leggere il seguito. Ma per chi ancora non l’ha letto e non vuol saperne di seconda parte, il romanzo è compiuto in sé, godibilissimo in autonomia. Io però aspetto la seconda puntata adesso. Grande scrittore, mi piacciono le sue idee, mi piace il suo modo di raccontare, proprio un bel libro.
