Linkin Park

,solo, dentro, uscire, vuoto, entrare, nulla, segnato, finito, guardato, capito,
Non c’era niente di molle nell’aria, le lucide gocce di pietra scomparivano tra le braccia, nei capelli, sparito lontano, lasciato,
,entrando dentro casa non c’ero che io. Talking to my self.
Nessuno, soltanto io e lui. Violato, ferito, per sempre, mai più io. One more light.
Lenzuola, sul letto, io e lui, poi dietro, girato, bloccato, fa male, finito.
E’ ora di cena, non so che fare, come lo dico, si può dire, vergogna, non posso, soltanto io e lui, nessuno lo deve sapere. Ne morirò.
Urlo, rumore, un tuono, pioggia, sono solo, tamburo, tamburo, più forte, battere, battere forte. Good goodbye.
Lei non c’è, non capirebbe, ora c’è , non capisce, a che serve se c’è,
,lontana da me, solo io solo lui, dentro fuori vuoto finito lontano, sparito.
Mai più, non sarò mai più io. Lo ha sposato, mi ha violato, non lo sa, devo dirlo, non capisce, non mi sente.
Io e lui, solo io, lui è lontano. Io sono lontano, sparito, squarciato, spaccato, braccato da me stesso. Lui è piccolo, io sono grande. Prima due, ora tre, ora solo.
Non so come tornare, non so come scappare, salto, un salto, adesso salto.
Un salto, la pace, una crepa di nero, un cappello bruciato nel castello di bianco dolore, nelle braccia, nel cuore, sulla pelle, cammina con me la pioggia che lui ha gettato qui su di me. Grandine di aghi, aghi di silenzio.
Lei ora c’è, ora c’è, mi sente, lo sa, chi è lei, chi sei?
Sono qui, non ti sento, parlami, ti sento.
Il cappello è con me, lascio gli occhiali, ora vedo.
E’ finita, libero per sempre.
Ho sognato, è finita, non andare, ti sento, sono qui.
Lo so che ci sei.
Non mi da tregua, non mi lascia, mi segue ovunque, bastardo, ci provo, riprovo ancora, corro, mi insegue, l’ho lasciato non mi lascia, vola, striscia, devo ucciderlo.
Sono solo. Leave out all the rest.
Solo io, nessuno lo sa, non l’ho detto, lo sai solo tu. Mi hai sognato, ero io.
E’ con me, puoi stare tranquillo, lo proteggerò, lui non lo troverà. Crawling. Chester. Shadow of the day.
Ma è la mia pelle, adesso basta, deve sparire.
Pietre, sabbia, il mare, era bella l’acqua, il sale che si asciugava sulla pelle, devo andare, non posso restare, rimani con me, devo andare, lasciami qui, allora rimango, non andare.
Salto, ora salto, tra poco lo faccio, salto e sparisco, è finita,
,non hai capito è ora che comincia, me ne vado.
Non ci siamo più, ora staremo sempre insieme, sempre io e te, solo noi sapremo che è vita. In the end.
Loro diranno che sono morto. Io ti ho sentito, lo so che eri tu, gridavi, gridavo, ti sentivo, non mi sentivi, addio, non ho saputo, non ho potuto, sognavo, sognavi,
chi era quel tu, chi ero io, chi eravamo, chi sono,
esplosione fuoco incendio vetri rotti schegge spari dolore ferite cicatrici
, ho voluto restare, ho voluto capire, ho provato, ho cercato, non c’eri, lui era con me, piccolo, ferito, denti e lingua impietriti,
non ho potuto,
, ho provato, ho così duramente provato, non ce la faccio più, devo andare,
addio.
(Chester Bennington 20.03.1976–20.07.2017)
