Destroy Your Assumptions

Gregorio Di Leo
Aug 25, 2017 · 3 min read

Si può formalizzare il processo che guida le aziende ad innovare continuamente?

La risposta è certamente si.

La vera domanda piuttosto è quale sia l’atteggiamento e il pre-requisito perché ciò diventi un attributo costante dell’organizzazione e delle sue persone.

Le fasi di un processo non indicano che cosa ci sia dentro, quali tipi di individui e il livello di coraggio richiesto affinché progetti dall’esito incerto non vengano abortiti alle prime difficoltà.

Gli artisti lo sanno bene, qualsiasi creazione passa da un momento di distruzione e qualsiasi innovazione passa da un momento in cui il nuovo viene combinato con altro nuovo o ricombinato con qualcosa di vecchio.

Lungo tutto il percorso è il nostro coraggio a essere continuamente messo alla prova, e le difficoltà sono spesso sia interne che esterne all’azienda.

Le gerarchie, ad esempio, non amano l’innovazione perché nuovi prodotti, servizi, processi, rischiano di rimescolare le dimensioni del potere e cambiare l’orizzonte delle decisioni.

Non si scappa però, il coraggio di andare indietro e guardare da vicino gli assunti di base sui quali sono fondate le scelte fatte fino ad oggi è uno degli attributi di quelle persone e di quei gruppi che hanno fatto dell’innovazione una prassi.

Piaccia o no.

Chi siamo noi?

Che tipo di organizzazione siamo?

Che cosa pensiamo dei nostri clienti?

Come è per noi il mondo?

In quale mercato ci muoviamo?

Quale è il prodotto del nostro lavoro insieme?

Come creiamo valore per noi stessi e per gli altri?

Su che base valutiamo il nostro successo o insuccesso?

Le domande sugli assunti possono essere tante ma derivano tutte non tanto da uno sforzo cognitivo ma dal desiderio profondo di rivedere il senso e lo scenario per creare un nuovo ordine.

Le domande sugli assunti servono per cambiare il punto di partenza dal quale le persone vendono i problemi.

In qualsiasi reale processo di innovazione gli individui devono avere il coraggio di mettere in discussione qualcosa della loro storia perchè questo cambia il quadro di riferimento.

La tendenza contraria è quella di continuare ad interpretare il futuro con gli occhi del passato rimanendo cosi incastrati in un ciclo che al massimo porterà ad un miglioramento dell’esistente.

Bisogna avere il coraggio di interpretare il futuro con cose che ancora non si sanno, sviluppare soluzioni e poi trovare problemi da risolvere. Capovolgere il mondo.

Chiaro, questo non puó e non deve essere fatto da tutti perchè richiederebbe per ogni nuova idea di ipotizzare una nuova azienda. Questa è la ragione per cui i processi di innovazione sono più facilmente portati avanti da piccoli team interfunzionali dotati di un certo grado di libertà e il coraggio di immaginare presupposti diversi.

Il coraggio è un atto di fede nella propria capacità di scoperta, nella fiducia che quello che non sappiamo oggi sia la ragione per cui le persone ci pagheranno domani.

Il processo è la strada, il coraggio la benzina di qualsiasi reale processo di innovazione.

Per il resto bisogna fare e sopratutto non avere paura di sbagliare.

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    Empowering people all around the world. Wyde Founder.

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