La felicità si tramanda ma ci vuole metodo, ecco il libro per crescere bambini felici.

“A volte dimentichiamo che amare, è un verbo indica cioè un’ azione”
Il metodo danese per crescere bambini felici

Bambini felici crescono e diventano adulti felici che allevano bambini felici, e così via. Sono quarant`anni che la Danimarca è al primo posto della classifica della felicità: «Dal 1973 quasi ogni anno il piccolo Stato nel Nord Europa famoso per La sirenetta, la favola di Hans Christian Andersen, è stato designato dall`Ocse come il Paese che ha la popolazione più felice del mondo», raccontano le autrici. Anche se l`Italia è al cinquantesimo posto di questa classifica, chiunque si ritrovi a frequentare asili, scuole e parchi giochi può rendersi conto che i bambini felici ci sono anche da noi.

Jessica Alexander, una mamma americana sposata con un danese, e Iben Dissing Sandahl, psicoterapeuta di Copenaghen, sono partite da una domanda: «Che cosa rende i bambini danesi le persone più felici del mondo?». Da qui si sono impegnate in una serie di ricerche lunghe anni, intervistando esperti di diversi settori ed esaminando vari aspetti della Danimarca, arrivando a scrivere il manuale dal titolo Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni (Newton Compton, traduzione di Federica Gianotti Tabarin, pp. 224, euro 10).

Ecco le regole che le autrici del libro raccolgono sotto le iniziali di parent (in inglese, genitore): «Usando un acronimo facile da ricordare.
play (gioco),
authenticity (autenticità),
reframing (ristrutturazione),
empathy (empatia),
no ultimatums (nessun ultimatum)
togetherness (intimità)

L`acronimo della felicità si può applicare ovunque. Non è difficile, anzi, in molti casi semplifica la vita. Come con il gioco. «In Danimarca i bambini di dieci anni e quelli più piccoli terminano le lezioni alle due del pomeriggio e poi hanno la possibilità di scegliere se andare, per il resto della giornata, a quella che viene chiamata “scuola nel tempo libero, slcolefritidsordning” , dove vengono principalmente incoraggiati a giocare». Niente animatori o adulti a gestire le cose. Il gioco libero è da vivere esclusivamente con i coetanei, con la sua dose di rischio e allenamento alla gestione dei conflitti, è alla base del metodo danese per crescere adulti capaci di gestire l`ansia e vivere con gli altri adattandosi ai bisogni di ognuno.

Bisogna rimodulare ogni cosa con i bambini, non alzare mai le mani per sculacciarli. E’ vietato anche urlare e sgridarli in modo aggressivo. La parola che usano per definire tutto questo è

Hygge. “Stare insieme in modo accogliente’ è un valore danese”.

Niente sculacciate. In Danimarca sono vietati anche schiaffi, sculacciate e qualsiasi tipo di punizioni corporali. “Sono vietati in 49 paesi e tra questi la Francia. La severità e le punizioni allontanano i bimbi dai genitori, interrompono la comunicazione. Creano paura, ansia e nervosismo. I danesi puntano a far capire le regole sin da piccoli.

Niente compiti a casa. C’è un’importante differenza con la didattica italiana. i ragazzini danesi non hanno mai compiti dopo la scuola. Niente pomeriggi a casa con la testa sui libri.

Un altro punto chiave è l’empatia, perché per i danesi è la chiave di ‘una società felice’ in quanto è alla base della coesione sociale. In Danimarca c’è molta empatia fra gli individui, tant’è che si insegna nelle scuole. E’ un punto di forza per diventare buoni manager, ma anche per prendere decisioni importanti nella propria vita privata. Portando benessere.

Nelle scuole il 50–60% delle attività è costituito dal lavoro di squadra. Questo li aiuterà quando cresceranno. Nelle aziende conta il lavoro in team, quello che si fa con i colleghi, non il lavoro individuale come in Italia o negli USA.

È una catena: «Bambini che sono emotivamente sicuri e felici diventano adulti emotivamente sicuri e felici che poi ripeteranno questo stile collaudato con i propri figli». infine,fondamentale, è la lealtà: «Essere sinceri nelle risposte è importante in tutti gli aspetti della vita, perfino in quelli difficili. Se non siete autentici, minerete la capacità del vostro bambino di percepire ciò che è vero e ciò che è falso».

La ricetta di un mondo perfetto: un mix di empatia, rispetto del valore dell’altro, del lavoro di squadra, di autostima e la fiducia in se stessi, è la chiave per i bambini di oggi, adulti del mondo di domani.

Gabriella Rocco