TED | Ecco le dieci immancabili regole per affrontare una buona conversazione nell’era digitale

Capacità d’ascolto, chiarezza, essenzialità, equilibrio ed “esserci”. Celeste Headlee (in questo TED) ci indica dieci utili regole per avere un dialogo di qualità. La chiave vincente? Parlare con chiunque, ascoltare e soprattutto essere curiosi e pronti a stupire se stessi.

Stephen Covey ha detto: “La maggior parte di noi non ascolta con l’intento di capire. Ascoltiamo con l’intento di rispondere.”

Dunque, quali sono gli ingredienti per intrattenere un’ottima conversazione?

In un mondo sempre più connesso, in cui mail e messaggistica istantanea hanno invaso massivamente il modo di comunicare di tutti (ragazzi e non), Celeste Headlee, nel suo talk ci offre dieci preziosi consigli su come intrattenere una buona conversazione, perché comunicare è un’abilità forte e preziosa che va preservata nel tempo e nello spazio.

Oggi presentatrice del programma On second Thought sull’emittente Georgia Public, Headlee ha lavorato come reporter e corrispondente in diverse radio pubbliche. La sua carriera è ricca di dialoghi e conversazioni che le permettono di offrirci dieci preziose regole su come intrattenere una buona conversazione. L’idea è quella di insegnare soprattutto alle nuove generazioni, l’importanza di un buon equilibrio fra ascoltare e parlare al fine di produrre un dialogo proficuo e migliorativo con chiunque dal professore all’amico (evitando di peccare di egocentrismo).

https://www.ted.com/talks/celeste_headlee_10_ways_to_have_a_better_conversation

Un buon equilibrio tra ascoltare e parlare

Quanti di voi hanno rimosso un amico da Facebook per aver detto qualcosa di offensivo sulla politica o la religione, l’assistenza all’infanzia, o l’alimentazione? E quanti di voi conoscono almeno una persona che evitano semplicemente perché non hanno voglia di parlarci?

Inizia così l’affascinante talk di Celeste Headlee. In passato si pensava che per avere una conversazione educata bastasse seguire il consiglio di Henry Higgins in “My Fair Lady”: Se non sai di cosa parlare tempo e salute saranno sempre tuoi complici. Ma di questi tempi tra il cambiamento climatico e il movimento anti-vaccini anche questi argomenti non sono più sicuri. In realtà una buona e proficua conversazione richiede equilibrio tra il parlare e l’ascoltare, e a un certo punto abbiamo perso questo equilibrio. Potremmo dire che questo fenomeno in parte sia dovuto all’avvento della tecnologia, se pensiamo al modo di comunicare digitale ad esempio con uno dei segni distintivi, le emoji che animano quotidianamente con faccine umorali le nostre ciber-conversazioni nella messaggistica istantanea. Secondo la Pew Research, circa un terzo degli adolescenti americani manda più di cento messaggi al giorno. E molti di loro, quasi tutti, hanno maggiore probabilità di scrivere piuttosto che parlare faccia a faccia con gli amici. Tuttavia nel ventunesimo secolo non esiste competenza più importante che intrattenere una conversazione di valore e coerente. Oggi è cruciale saper dialogare con chiunque, premi Nobel, miliardari, idraulici, capi di stato, professori, saper dialogare con tutti, anche con persone che non ci piacciono è importante, perché sono proprio quelle persone, le più diverse da noi, dal nostro modo di pensare, che ci arricchiranno e ci sorprenderanno.

Le 10 regole base per una buona conversazione

1. MENTRE PARLATE NON FATE ALTRO

Accade spesso che mentre si parli con qualcuno si sia distratti da altro, cellulare, tablet, chiavi della macchina, o peggio ancora da pensieri, la lite avuta con il capo, cosa cucinare per cena. Adottare la politica del multitasking, fare più cose insieme non ripaga. Siate presenti. Siate lì in quel momento, evitando di esser presenti solo a metà.

2. NON PONTIFICATE

Se volete affermare la vostra opinione senza ammettere replica, discussione, critica o crescita, aprite un fantastico blog. La formula magica sta nell’iniziare ogni conversazione pensando sempre che potreste imparare qualcosa di nuovo ed arricchirvi come persona. Il famoso terapeuta M. Scott Peck diceva che il vero ascolto richiede saper mettere da parte se stessi. Questo significa a volte mettere da parte la nostra opinione personale. Chi parla sentendosi ascoltato e accettato, diventerà sempre meno vulnerabile e più portato a svelare i recessi della sua mente verso chi ascolta.

3. USATE DOMANDE A RISPOSTA APERTA

Prendete spunto dai giornalisti, iniziate la domanda chiedendo “chi, cosa, quando, dove, perché o come”. Se elaborate una domanda complessa, otterrete una risposta semplice. A domanda chiusa: “Eri arrabbiato?”, corrisponderà una risposta chiusa senza dubbio “Sì, ero molto arrabbiato”. Lasciate invece l’interlocutore libero di descrivere gli eventi che lo riguardano e otterrete uno spazio pieno di possibili interessanti narrazioni.

4. SEGUITE IL FLUSSO DELLA CONVERSAZIONE

Sentiamo spesso interviste in cui un l’intervistato dopo aver parlato per diversi minuti viene interrotto dall’intervistatore che spesso si inserisce chiedendo qualcosa che sembra essere spuntato dal nulla, o addirittura a cui è già stata data una risposta. Spesso, presi dall’ansia della domanda successiva, perdiamo capacità di ascolto e il filo del discorso dell’interlocutore senza lasciare spontaneità alla nostra conversazione, rischiando così di non ascoltare.

5. SE NON SAPETE, DITE CHE NON LO SAPETE

Non siate mai certi di nulla: peccare di cautela conviene. Parlare non dovrebbe essere una cosa di poco conto. Le parole sono importanti. Quindi se non siete padroni della materia evitate di fingervi esperti.

6. NON METTETE SULLO STESSO PIANO LA VOSTRA ESPERIENZA CON LA LORO

Se qualcuno vi parla di come ha perso il lavoro, un famigliare o qualcosa di caro non proseguite o interrompete con la vostra storia simile. Sarà simile ma non sarà mai uguale. Non lo è mai. Tutte le esperienze sono personali e soggettive e cosa ancora più importante: non si tratta di voi. Non usate quel momento per parlare di voi, per raccontare quanto siete meravigliosi o quanto avete sofferto, evitate di peccare di egocentrismo. Le conversazioni non sono una opportunità promozionale, ma un momento di scambio e di arricchimento personale.

7. CERCATE DI NON RIPETERVI

Spesso tendiamo ad essere ripetitivi, ciò è paternalistico e alla lunga diventa molto noioso. Specialmente nelle conversazioni di lavoro o con i nostri affetti, se abbiamo qualcosa da mettere in chiaro spesso continuiamo a riformulare più volte il medesimo concetto, senza ottenere alcun risultato se non quello di assillare il prossimo e farlo sentire a tratti stupido.

8. STATE LONTANI DAI DETTAGLI

A volerla dire tutta, alla gente non interessa degli anni, dei nomi, delle date, di tutti questi inutili dettagli. Gli interessa come siete, cosa avete in comune. Perciò per avere una buona conversazione lasciate fuori i dettagli che affollano gratuitamente la vostra mente e quella dell’interlocutore.

9. ASCOLTATE

La capacità di ascolto è il punto focale per ottenere un dialogo di qualità. Buddha dice: “Se la tua bocca è aperta, non stai imparando.” E Calvin Coolidge aggiunge: “Nessuno è mai stato licenziato perché ascoltava troppo.”

Allora, perché mai non ci ascoltiamo l’un l’altro? Forse perché preferiamo parlare. Parlare vuol dire avere il controllo. Non si deve ascoltare niente che non interessi. Parlare significa essere al centro dell’attenzione. Una persona in media parla a circa 225 parole al minuto, ma è anche vero che possiamo ascoltare a un ritmo di circa 500 parole al minuto. Riuscire ad ascoltare, significa avere una conversazione di qualità. Stephen Covey ha detto: “La maggior parte di noi non ascolta con l’intento di capire. Ascoltiamo con l’intento di rispondere.”

10. SIATE BREVI

“Una buona conversazione è come una minigonna: abbastanza corta da destare interesse, ma abbastanza lunga per coprirne l’oggetto”. — Mia sorella”. Tutto si riduce a un unico concetto di base, ed è questo: siate interessati alle persone, siate curiosi di scoprire gli altri nella loro diversità.

La regola d’oro è: tenete la bocca chiusa il più possibile, e la mente sempre aperta. In questo modo non sarete mai delusi. Uscite, parlate con le persone, ascoltatele, e, soprattutto, siate pronti a stupirvi.

Gabriella Rocco