The start up — accendi il tuo futuro.

Il 6 aprile arriva nella sale il primo film dedicato ad una startup italiana. Storia vera di un ragazzo che si inventa un lavoro invece di cercarlo. Egomnia, il social della meritocrazia.

“Titolo — Egomnia, ecco il social network dedicato alla meritocrazia.
Sottotitolo — Basta con calci nel culo e raccomandazioni, su Egomnia conterà il merito e solo il merito”.

Inizia così il pitch di Matteo Achilli giovane nerd 18enne romano di periferia, che esasperato dall’ennesima ingiustizia subita, nel 2012 si inventa un social network capace di far incontrare in modo innovativo e meritocratico, domanda e offerta di lavoro.

The Startup, il film in uscita ad aprile nei cinema italiani è tratto da una storia vera che guarda ai giovani italiani di oggi e alla voglia di realizzare i loro sogni grazie al loro solo merito.

E qual è uno dei sogni di ogni ragazzo (e non solo) di oggi?

Inventare una killer app e svoltare.

Ma all’inizio, come spesso accade, nessun Venture Capitalist o Business Angeles investe nel progetto che Matteo propone, e molti sono i falchi pronti ad approfittare di lui. Tuttavia ad un certo punto del suo percorso arriva la svolta. Ed il ragazzo — giovanissimo e inesperto — si ritrova da un giorno all’altro, al centro degli interessi dello spietato mondo del business definito da molti “ il mondo che conta” (e su questa definizione ci sarebbero trattati da scrivere, ma non perdiamo di vista la nobile trama del film).

Dunque, da Roma a Milano, dalla borgata di Corviale ai salotti milanesi di Corso Como, in breve tempo Matteo acquista popolarità e soldi. La sua faccia compare sulle prime pagine di prestigiosi giornali definito come “l’Italian Zuckerberg” e la sua startup fa incetta di migliaia di iscritti.

Matteo Achilli — Panorama Economy

Egomnia, ha come obiettivo quello di organizzare i curricula degli iscritti e, attraverso un algoritmo, sintetizzarli in una valutazione numerica che li inserisce in una classifica di merito. In questo modo per un’azienda è più facile individuare la persona che dispone delle competenze che cerca. Un social quindi che dovrebbe far vincere il migliore. Ma si può ridurre il valore di una persona ad un numero? Di tutto questo parla il nostro film”. Alessandro D’Alatri Regista.

La trama del film ci riporta purtroppo ad una realtà molto dura che riguarda tutti i giovani italiani: l’assenza di lavoro. Ponendo un triste accento ancora più rimarchevole sulla città di Roma. Città in cui un ragazzo di appena 18 anni avverte fortemente il disagio dell’assoluta assenza di merito, dopo l’ennesima porta in faccia. Per chi vive a Roma, non è un mistero il monopolio del clientelismo e del potere, Roma capitale delle sedi ministeriali e del governo, che cede spazio prima “ai figli di”, e poi se avanza posto “ai figli di nessuno”, quindi alla meritocrazia. Questa è la regola (?).

Tuttavia nella regola, ecco comparire l’eccezione. Matteo un ragazzo di V liceo della periferia romana che esce dal coro della lamentela gratuita, dandosi da fare e rimboccandosi le maniche : si inventa un lavoro e sfonda.

Il film narra il complicato percorso di nascita e successo di una startup e del suo ideatore, che a un certo punto si troverà di fronte ad una scelta dolorosa che potrebbe trasformare la sua vita non solo dal punto di vista professionale. Il mondo del successo è una giungla, e se non sei una persona “centrata” rischi di mettere in discussione tutte le cose che contano: famiglia, amicizia, amore. Cosa sceglierà Matteo?

Riuscirà a perseguire il suo sogno rimanendo integro nei suoi valori?

“l tasso di disoccupazione per i giovani italiani ha ormai superato il 44%. Il massimo storico assoluto dal 1977 (dati Istat). Se hai tra i 15 e i 24 anni nell’Italia di oggi, non hai speranze per il futuro. Questa è la drammatica fotografia scattata sul mondo del lavoro giovanile italiano. Una fotografia che è accompagnata da sfiducia, pessimismo, rassegnazione. I nostri giovani sono così scoraggiati dal nutrire perfino dubbi sulla necessità di studiare per disporre di una preparazione che consenta loro di avere più chance sul mercato. Questo, anche perché quanto più la situazione è dura tanto più si ha la sensazione che chi ha le conoscenze giuste raggiungerà un obiettivo, mentre gli altri continueranno a girare a vuoto alternando superflui colloqui di lavoro all’invio inutile di curricula in ordine sparso. I giovani, il lavoro, il talento, il merito, il futuro. Sono questi i territori in cui si muove la nostra storia. Sono questi i temi che vengono declinati. Temi che si incardinano sull’arco narrativo del romanzo di formazione. Ovvero il percorso di un ragazzo che diventa uomo”. Alessandro D’Alatri — Regista

The Startup è la storia italiana di un giovane startupper che vale la pena di esser vista al cinema, perché non racconta la solita storia di una startup di successo, ma una gran bella storia.

Demo Egomnia

Gabriella Rocco

https://www.comingsoon.it/film/the-startup/53650/video/?vid=25800