NERO ROSSO VERDE

Il “Green Anarchism” è un gran motore, c’è l' attivismo, la prassi, che nonostante tanti sacrifici soffre forse ancora un po' troppo di scarsa notorietà, oltre che partecipazione e coinvolgimento, 
io stesso in questo sono coinvolto scarsamente, 
sotto la pressione di tutte le più recenti “tendenze” moda emotive specialmente, è poi una questione di scelte chiaro.

Troppo spesso siamo sommers* dai discorsi stendardo (mangia)“cadaveri cadaveri cadaveri”, chi non li ha sentiti o fatti propri in prima difesa (o per “cavarsela facile”) almeno una volta, 
ma è di questo che parliamo? 
Questo è primario?

Sinceramente, abbiamo ogni giorno a che fare con i vivi, schiavi, oppressi, divisi, in lotta fra discriminati, 
e non solo per la sopravvivenza, 
vivi individui primaditutto siamo di fatto noi per noi, i primi a cui dobbiamo dare conto inevitabilmente,

poi questo concetto puerile egoista (termine abusato che ha preso nel tempo un'accezione esclusivamente negativa, del tutto controvertibile) si estende immediatamente, 
con l'incontro di tutti i nostri singoli inespressi diversi inestimabili bisogni.

Per me questi sono i patrimoni, e questa “scardinatura” dall' impostazione storica pseudoreligiosa standard, 
se vogliamo riconoscendola anche più o meno soggettivamente empatica e compassionevole 
è stata ed ogni giorno è scoperta prettamente razionale,

spinta, motivazione contro lo sfruttamento mio ed a riconoscimento del diritto a non essere sfruttato io primaditutto, 
e perché dovrebbe essere diverso? 
Quale terribile onta ci copre di vergogna?

È proprio perché non lo accetto per me che non voglio capiti a nessuna e nessun organismo animale quale siamo 
Tutti Noi, per questo sono disposto a mettere e coinvolgere a mettere del proprio,

in questa collezione di individui vedo l’emergere di una Collettività, 
vera ragione nel confronto ed esperienza quotidiana con ognuno degli insterminabili noi stessi, per ognuno di questi soggetti, 
in questo perenne esistere, diffondersi e re — esistere,

insistere.

Ogni singolo che si riconosce estratto dall' ecologia Coopera a fare la differenza, 
la sua e la mia è una scelta per una Causa per cui vale Collaborare ad estinguere ogni pena.

Lasciando da parte la fossilizzazione sulla morte rimane parecchio, 
constatiamo come fuori dalle dinamiche ecologiche preda-predatore lo siamo da tempo, 
perché chissà ma questa è stata la direzione e lo è ancora, 
avendoci trascinato assieme a forza e violenza altri animali da compagnia, pascolo e batteria.

Ho iniziato a chiedermi in effetti cosa possa essere riuscito tanto efficacemente a indurre accettazioni tanto passive e rassegnare, 
distrarre l' opinione talmente da lasciare tutto lo spazio di espressione disponibile a proprietà esclusiva di questi perversi sistemi Autolesivi di sfruttamento,

attraverso quali mezzi ogni dissennato impero impedisca a la maggioranza di prendere conseguenza e reagire,

perché la coscienza c’è, per quanto sopita, l' Informazione c’è, ma tanto è comoda l' inerzia

su letti di spine?

Importante è la libertà, 
ma le nostre scelte, la nostra possibilità di valutare incondizionatamente esiste, 
non so con precisione da dove parta e quando finisce

questo è vero.

Abbiamo la politica, 
ideali quei pochi pervenuti sopravvissuti, 
paralleli fra le questioni di genere, l' antirazzismo, l' antispecismo,

ogni perenne motivazione più o meno tradizionale a contrasto, sempre tanto sostenuta e ricca di opinioni quanto priva di argomenti e di ogni plausibile fondamento.

Contrappongo la "questione animale".

Questi sono discorsi di valore che si scrivono da soli, indistruttibili, coinvolgenti e irreprimibili perché veri, 
come prescinderne.

Non si tratta di quanto grandi siano i recinti, quanto qualcuno si autoassegni il diritto di elargire autonomia, 
potere che nessuno ha,

ogni membro della Vita parte dallo stesso punto, selezionato, adattato, diversificato ed arriva ad ora.

Lo sappiamo, 
aminoacidi, batteri, colonie e popolazioni, 
su questo partiamo, da un terreno, un "brodo" comune e possiamo essere facilmente riconoscenti e d' accordo,

vogliamo che nessuna vita sia finalizzata in alcuna maniera a quella di qualsiasi "qualcun' altro" di sorta continui a mantenere la faccia di ergersi al di sopra, simile,

superiore.

Perché finalizzata, legata, indissolubile la vita è, 
in amicizia, lotta, pace, conflitto, amore e comprensione, 
e per quanto trovi anche altro per mantenermi vegan, 
niente convince, motiva e vale tanto, 
non c’è dominio, 
sperimentabile vissuta constatazione, 
e con questa consapevolezza per essere Vegan 
non (mi) serve altro.