Via Francigena

Ho percorso a piedi un tratto della Via Francigena nell’agosto 2016. Descrivo qui brevemente le singole tappe, cercando di dare qualche indicazione utile relativa al percorso e alla logistica.

Per l’organizzazione e le mappe mi sono basato quasi esclusivamente sulle informazioni del sito ufficiale www.viefrancigene.org.

Dati GPS:

  • 14 giorni di cammino
  • 363 km
  • 7350 metri di dislivello in salita, 6904 in discesa
  • 4,7 km/h media in movimento

Lucca

6 agosto. Partiamo da Monza, attrezzatura leggera, solo sacco lenzuolo, niente materassino né sacco a pelo.

Arriviamo a Lucca, treno Italo fino a Firenze, regionale fino a Lucca. Ci sistemiamo al Convento della Misericordia (è sulla lista ufficiale). Avevo prenotato telefonicamente qualche giorno prima. Arriviamo verso l’una , ci dicono di tornare dopo un’ora. Nel frattempo mangiamo e andiamo all’ufficio turistico e compriamo la Credenziale, che costa 3€. Facciamo applicare il primo timbro.

Torniamo, diamo dieci euro a testa in offerta e abbiamo due letti in una camera da quattro con due ragazzi ciclisti. Nel frattempo si è riempito, sentiamo che c’è gente che dorme per terra. Il nostro appartamento però è enorme e sembra quasi vuoto. Poco dopo arrivano due disperati, partiti una settimana prima da Lodi. Distrutti.

Facciamo un lungo giro in infradito, che rischiano di massacrarci i piedi ancora prima di partire. Lucca è bella.

Cena all’osteria da Bacco, menù del pellegrino 12€ tutto compreso.

Altopascio

Partenza alle 8. Prima tappa non particolarmente entusiasmante, tutta su asfalto a parte un breve tratto. Si passa nei paesi, vicino a campi. In alcune parti anche capannoni. Arrivo poco prima delle 13.

Alloggiamo all’Hotel Paola, a una modica cifra di 30€ per una stanza doppia con bagno condiviso. Anche qui avevo chiamato qualche giorno in anticipo. La foresteria comunale era invece piena da tempo.

Riposiamo, facciamo un giretto in centro. Il paese non ha molto da offrire. C’è un gruppo di scout, con zaini enormi. Uno ha addirittura una chitarra.

San Miniato

Partenza 6.40 dopo una frugale colazione. Bella giornata soleggiata e ventosa. La tappa si preannuncia da subito più campestre di quella di ieri. Sul sentiero conosciamo un ragazzo di Brescia. Passiamo attraverso vari paesini. A Ponte a Cappiano speriamo di trovare un bar aperto per ristorarci ed usufruire del bagno. Niente, tutto chiuso per ferie. Classica miopia italica. Una signora si impietosisce e ci invita a casa sua.

Continuiamo, lungo canali e campi arati. Finalmente Toscana vera. A Fucecchio anche lì troviamo quasi tutto chiuso, ma alla fine recuperiamo una pasta fredda in una gastronomia e un caffè in un bar pasticceria.

Proseguiamo. Il panorama da sotto San Miniato è verdeggiante. Incontriamo due ragazzi di Rho. Adesso siamo in cinque.

Arriviamo su fino al paese. Io però avevo prenotato un ostello che risulta essere dall’altro lato, in fondo a una ripida discesa. Scendono tutti con noi. Troviamo l’ostello, è pieno, anche per noi che avevamo prenotato. La persona che ci accoglie non è molto in grado di gestire la situazione.

Contatto il Convento San Francesco: ha posto. Purtroppo dobbiamo ritornare su, mazzata finale. Arriviamo che sono le 15.30 circa. Il Convento per dieci euro a testa ci fa dormire, e per cinque ci prepara la colazione, a partire dalle sei e mezza. Perfetto. La location è splendida. Rinunciamo invece alla cena a 10€, che invece ci diranno in seguito essere super.

Ci si lava e ci si riposa.

San Miniato è molto bella. La vista dal belvedere della torre di Federico II è mozzafiato.

Gambassi Terme

Facciamo colazione in Convento. Ci facciamo fare dei panini in una gastronomia. Riusciamo a partire per le 7.45.

La tappa parte su asfalto. Dopo un po’ va su sterrato. Il panorama si perde sulle colline. Il problema purtroppo è il caldo, non c’è un albero. Riusciamo a farcela, grazie soprattutto ad alcune fontanelle che si trovano lungo il percorso.

Verso le 14.45 arriviamo all’Ostello di Sigerico, appena prima di Gambassi. Il posto è stupendo, un’oasi di pace dietro ad una Pieve romanica del XII secolo.

Pernottamento 12€, cena 8€, colazione 3€.

San Gimignano

Tappa breve, su sterrato e alla fine su asfalto. Più ombreggiata di quella di ieri, anche se oggi fa meno caldo, è a tratti coperto. Si passa vicino a chiese antiche, monasteri e case di campagna.

A San Gimignano dormiamo nel Convento di San Girolamo, delle monache di clausura, che hanno voluto i soldi in anticipo tramite bonifico. Avevano promesso solo camere private invece hanno solo camerate, divise uomini e donne. 25€ a testa più 3€ di colazione, disponibile dalle 5.15 (!).

San Gimignano è incantevole, ma pienissima di turisti. È avvolta dagli ulivi.

Monteriggioni

Giovedì 11 agosto, tappa di otto ore, colazione alle 5.15 in convento, partenza ore 6, fa freddino (usciamo in maglietta). Luce splendida su San Gimignano. La tappa è abbastanza varia, tra sentiero, boschi, mulattiere. Andiamo spediti. Verso le 9.30 pausa caffè e approvvigionamento.

Non seguiamo la deviazione per Colle Val d’Elsa, che ci dicono poi che accorcia il percorso di 5 km.

Dopo Gracciano c’è una splendida piscinetta, sui resti di antiche terme, descritte da Sigerico nel suo diario.

A un certo punto scorgiamo Monteriggioni, che sembra ancora lontanissima, nonostante che la nostra cartina dica 6.6 km.

La camminata continua. Il tempo ci ha graziato, è una giornata di nuvole e sole, con un bel venticello.

Dopo avere costeggiato un bosco per un po’, facciamo la salita finale, arriviamo dopo le 15.30. Alloggiamo presso la casa vacanze di Santa Maria Assunta, a 20€ a testa in camerata.

Dopo esserci riposati, facciamo un giro sulle mura e ci mangiamo una pizza.

Siena

Partenza da Monteriggioni verso le sette, colazione con una dose massiccia di cantuccini. Fa freddo, ci sono 15 gradi e il primo pezzo è tutto nel bosco. Il primo tratto al sole arriva benvenuto.

Passiamo vicino ad alcuni castelli e dopo sette chilometri arriviamo a Villa, dove il signor Marcello gestisce dal 2014 un’area ristoro per pellegrini. Facciamo una colazione con caffellatte, pane e marmellata e lasciamo un’offerta libera.

Marcello ci consiglia una variante al percorso ufficiale. La facciamo, ma credo che come unico risultato ci abbia fatto saltare il centro paese, che invece sembrava interessante.

Dopo un po’ arriviamo nei pressi di Siena. L’avvicinamento su asfalto è sempre un po’ faticoso. Non fa molto caldo però (anzi alla sera in questi giorni c’è da mettersi il gipunin).

Arriviamo alle 12.30. Ci sistemiamo in b&b (l’ho trovato sulla lista ufficiale – neanche da dire che Siena è strapiena).

Riposo e giro per Siena, che è sempre fantastica. Piazza del Campo è già pronta per il Palio, con il circuito di terra e gli spalti che si arrampicano sui muri.

Ponte d’Arbia

Sabato 13 agosto. Partiamo da Siena verso le sette, anche oggi il tempo è splendido. Primo lungo tratto su asfalto, inizialmente sulle colline fuori Siena, poi in zona industriale. Prendiamo due panini al primo paese. Inizia poi un tratto in cresta alle colline, molto assolato, fa caldo.

Ci perdiamo per sbaglio un rifornimento acqua, decidiamo quindi di fare una piccola deviazione in paese, a Monteroni d’Arbia. Mangiamo all’ombra di un albero sul prato.

Da Monteroni ci ricolleghiamo poco più avanti al sentiero ufficiale. C’è poi un lungo sentiero lungo la ferrovia. Il panorama si fa più interessante, con campi a maggese e girasoli. Il luogo si chiama Val d’Arbia.

Arriviamo a Ponte d’Arbia prima delle 14. Non c’è nulla d’interessante, tranne l’ostello, il Centro Cresti, e un ponte, il “Ponte del Pellegrino”, che sembra essere costato qualcosa come 800.000€.

La serata si rivela piacevole, con un santo che organizza pasta, insalata e vino per 20 persone. Siamo tutti italiani, lombardi e veneti per la stragrande maggioranza.

San Quirico

Partenza verso ore sette, prima parte su e giù andando paralleli lungo la Cassia.

Prima di arrivare facciamo rifornimento ad una Coop miracolosamente aperta di domenica 14 agosto. Orario di arrivo prima delle 15, aspettiamo perché l’ostello parrocchiale apre più tardi. Tutti i pellegrini sono accampati nel prato di fronte.

San Quirico è carina.

Radicofani

La tappa più impegnativa. Partenza ore 5.30, colazione con banane e biscotti. Prima parte su sentiero, abbastanza piacevole. Si passa da Bagno Vignoni, che sicuramente merita.

Poi c’è una seconda lunghissima parte su strada sterrata. Inizia a fare caldo. Ci siamo portati un sacco di acqua, ma ci sono comunque due fontanelle, che però non erano segnalate nella cartina.

C’è poi un tratto in salita su asfalto. Qui inizia la sofferenza. Si raggiunge la Cassia e poi si segue la provinciale, con tantissimo asfalto, sempre in salita. Altro sterrato, pietre e asfalto. Arriviamo stremati dopo le 15.30.

Pernottiamo all’Hotel La Torre, camere decenti ma vecchie. Il soffione doccia si illumina di diversi colori (cromoterapia?).

Cena abbondante e buona presso il medesimo hotel.

Acquapendente

Tappa più breve, partenza 7.30 con colazione al bar, prima parte sulle colline poi tutto sulla Cassia, con tantissimi chilometri proprio a bordo della strada rischiando la vita.

Ad Acquapendente la panna sul gelato non si paga. Siamo nel vero centro-sud.

Oggi 16 agosto è la festa del patrono San Rocco, la città è invasa e la signora che organizza sembra subissata. Dormiamo nella sagrestia di una chiesa!

Mangiata eccellente all’Osteria Quintaluna, menù pellegrino 10€ a testa.

Bolsena

Partenza verso le 7, primo tratto su sterrato, poi finalmente un po’ di bosco e sentiero con qualche su e giù.

Arrivo verso le 13.

Siamo stipati all’ostello Casa di Preghiera Santa Cristina. La cappella a piano terra puzza di cantina.

Pomeriggio riposo poi lago, alla sera mangiata eccellente all’Osteria del Contadino, senza convenzioni pellegrino però, con adiacente sagra della bruschetta e musica in piazza.

Viterbo

Oggi 18 agosto due tappe in una, si parte alle 5.35. Primo pezzo molto bello con vista sul lago, c’è una luna enorme e gialla. Siamo tra boschi e uliveti, c’è l’umidità del mattino che si alza dai prati.

Finalmente la Via Francigena vera, cioè la Cassia antica, il basolato su cui camminò Francesco d’Assisi.

Scorgiamo Montefiascone che è ancora lontana. L’avvicinamento è lungo. Arriviamo verso le 10.15. Compriamo panini con salame e porchetta e mangiamo davanti all’ufficio turistico.

Poi visita alla Rocca dei Papi e alle 11.15 ripartiamo. Lunga discesa ma questo pezzo è molto noioso. Fa caldo, non c’è acqua. Sosta alle terme di Bagnaccio che sono gratis per i pellegrini. Le pozze sono calde tranne una. Il caldo non è quello che cerchiamo in questo momento.

Ripartiamo per le 15. Inizia a tuonare. Andiamo di fretta. Arriviamo all’Ostello Torretta alle 16.10, decisamente stanchi. L’avvicinamento a Viterbo è bruttino, con diversi grossi svincoli da attraversare.

Cena all’Osteria Tanta Robba, sconto pellegrino 20%.

Vetralla

La tappa è breve oggi. Ci alziamo con calma, facciamo un giretto a Viterbo che sembra abbastanza morta. Non mi entusiasma. Foto di rito al Palazzo dei Papi.

Partiamo che sono le 8.30. La giornata è grigia. Per fortuna perché il sentiero è tutto sterrato senza alberi. Ci sarebbero da vedere delle tombe etrusche fuori Viterbo ma noi ce le dimentichiamo bellamente.

Per il resto nulla da segnalare. Arriviamo a Vetralla, dirigendoci verso l’Oratorio san Francesco. Incontriamo però prima casualmente Massimo da Vicenza che c’è stato ed è scappato. Ce lo descrive come un postaccio diroccato.

Ripieghiamo sull’Hotel da Benedetta, discreto, 60€ la doppia con colazione.

Il centro di Vetralla è un posto da lupi. C’è poi una via con un po’ di bar e negozi e un bel parco.

Sutri

La tappa più bella dal punto di vista naturalistico.

Si parte da Vetralla e quasi subito l’ambiente diventa boschivo. Dopo un po’ si entra in una zona verdissima piena di coltivazioni di alberi di nocciole. Si cammina attraverso le coltivazioni. Si raggiungono i resti di un mausoleo di epoca romana e di una torre di una abbazia medievale. Il tutto è immerso nel noccioleto, è estremamente suggestivo. Questo luogo è detto “Torri di Orlando”.

Dopo poco si arriva a Capranica, cittadina carina circondata dal verde della Tuscia.

Dopo esserci rifocillati continuiamo il cammino che riprende nei noccioleti, ma poco dopo si entra in uno splendido canyon, molto verde e reso ancora più suggestivo da tantissimi tronchi rotti o tagliati, quasi “sdraiati” sopra gli altri alberi.

Arriviamo a Sutri e andiamo in albergo, all’Hotel Sutrium, a 50€ camera doppia con colazione.

Ci riposiamo e verso le cinque visitiamo lo spettacolare anfiteatro scavato nel tufo, il mitreo convertito a chiesa, le tombe etrusche e i giardini.

Roma

21 agosto. Il nostro pellegrinaggio è finito. A Roma ci arriviamo con bus e metro da Sutri. Alla Stazione Termini depositiamo i bagagli (facciamo una fila di 45'). Arriviamo a San Pietro a piedi, dove ritiriamo il nostro Testimonium.