Fake news, dieci regole per proteggersi senza rinunciare alla democrazia

Da La Repubblica (edizione cartacea) di Domenica 2 aprile

1) Distinguere fatti e opinioni

I primi possono essere veri o falsi in modo obiettivo e contrabbandati per veri anche quando sono falsi. Le seconde possono essere condivisibili o meno ma non possono, per definizione, essere vere o false. Provare a limitare la circolazione delle opinioni è un errore perché si limita la libertà di manifestare liberamente il proprio pensiero. C’è una sola eccezione: quando l’opinione, in ragione del suo contenuto o della forma nella quale è espressa può ledere un interesse pubblico o il diritto alla reputazione di qualcun altro.

2) Credere ai media, ma non solo

Rimbalza con insistenza l’idea che una notizia pubblicata da un utente possa essere considerata falsa se non è ripresa anche dai media tradizionali e professionali. È un approccio sbagliato. È vero ciò che è accaduto anche se può essere sfuggito a chi fa informazione di mestiere o, peggio ancora, se chi fa informazione di mestiere ha scelto di non darne notizia.

A seguire questa strada si neutralizza la cosiddetta “informazione dal basso” e si azzera l’attitudine del web a rappresentare il volano del pluralismo informativo che è irrinunciabile vitamina di ogni democrazia.

[Continua a leggere qui su Repubblica.it]

Like what you read? Give Guido Scorza a round of applause.

From a quick cheer to a standing ovation, clap to show how much you enjoyed this story.