Finanziare lo sviluppo dell’azienda: strumenti alternativi al canale bancario - Introduzione

In questo post, primo di un ciclo di cinque, ci poniamo nell’ottica dell’imprenditore a capo di una PMI italiana, che abbia la necessità di finanziare gli investimenti della propria società finalizzati allo sviluppo e alla crescita (ad es.: acquisto di nuovi impianti e macchinari, assunzione di personale specializzato, ingresso in un nuovo mercato, lancio di un nuovo prodotto, investimenti di marketing, ecc.).

Il nostro obiettivo è quello di descrivere e di analizzare un possibile ventaglio di fonti di finanziamento alternative al tradizionale canale bancario e in costante crescita anche nel mercato italiano. In particolare ci concentreremo sia sulle opportunità offerte alle PMI da recenti interventi normativi (Mini Bond), sia sull’affermarsi di nuovi strumenti digitali in grado di raccogliere e impiegare attraverso differenti modalità (peer to peer lending ed equity crowdfunding) il risparmio dei soggetti privati.

Tali strumenti possono rappresentare una serie di opzioni, da attivare anche in parallelo, con l’obiettivo di garantire una diversificazione delle fonti di finanziamento dell’impresa. Tra i principali vantaggi ottenibili dall’adozione della suddetta strategia, è possibile identificare: i) l’ottenimento di una risposta certa con tempistiche brevi, rispetto a tempi di istruttoria degli istituti di credito spesso troppo lunghi e incompatibili con le necessità aziendali; ii) mancata richiesta di garanzie personali; iii) maggiore facilità di accesso a fonti di medio-lungo periodo rispetto a linee a breve soggette a revoca; iv) ottenimento di visibilità per l’impresa.

Com’è ovvio, gli strumenti citati non costituiscono la soluzione per qualsiasi necessità di finanziamento aziendale, né, analogamente al canale bancario tradizionale, sono adatti alle imprese che presentano un precario equilibrio economico-finanziario. L’accesso alle nuove fonti di debito (mini bond e peer to peer lending), ad esempio, passa per tutte le tradizionali valutazioni legate: i) alla dimensione e all’anzianità dell’impresa; ii) alla presenza di elementi pregiudizievoli riferiti agli imprenditori e/o all’impresa; iii) alla valutazione di indicatori finanziari (capacità di rimborso della rata, capitalizzazione, redditività, ecc.). Inoltre, l’apertura di tali canali innovativi, comporta dei costi di accesso/startup che, talvolta, possono apparire eccessivi in rapporto all’entità delle risorse finanziarie raccolte, ma che nella realtà costituiscono degli investimenti in grado di apportare benefici finanziari (e non) nel medio-lungo periodo.

Nei prossimi post parleremo più in dettaglio di:
- Mini Bond — Focus sulle emissioni di breve periodo (short term)
- Peer to Peer Lending — Funzionamento e modalità di accesso alle piattaforme dedicate alle aziende
- Equity Crowdfunding per le PMI innovative e tradizionali

- Invoice Trading

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