L’addio ai monti

“Come figli salutati a mano da questa gente che non riesci più a vedere, fazzoletti bianchi che non san volare, non ci seguiranno, resteranno la”

Sulla banchina del porto mio padre, mia madre e mio fratello mi hanno osservato salire lentamente a bordo della nave che mi avrebbe portato lontano, carico di valigie, speranze e sogni che, ahimè, cominciavano con il dolore della separazione. Avvolti in cappotti pesanti, i volti praticamente invisibili dietro alle calde sciarpe di lana, potevo appena indovinare i loro occhi umidi di emozioni. Bagnati di ricordi.
Chissà quando ci saremmo rivisti.

Lo ammetto, forse ho un po’ drammatizzato la scena. E per “forse” intendo che non sono partito in nave, che i miei famigliari non agitavano fazzoletti bianchi e che nemmeno si struggevano dal dolore. Mi sembravano pure abbastanza sollevati e girando le chiavi nel cruscotto ho avuto come l’impressione di sentire il pop, così tipico, di un tappo di spumante che ritrova la sua libertà. Franciacorta contro figlio : uno a zero.
E non è vero nemmeno che partivo alla ricerca di sogni di fortuna all’estero. Mi dispiace per i miei nipoti ma non sarò mai lo zio ricco d’America che lascia loro in eredità la sua immensa fortuna.
Dicevo : non sono partito alla ricerca di sogni. L’american dream, era già morto da un pezzo, i grandi spazi era già stati tutti esplorati e i nuovi continenti non sono mai stati veramente nuovi visto che sono abitati e governati dai discendenti di chi abitava i vecchi e che le cattive abitudini sono dure da morire.

Perché, dunque, sono partito abbandonando la sicurezza e il tepore del nido (non me ne voglia il Pascoli)?
Ma chi me l’ha fatto fare di rovinare le statistiche che dicono che devo vivere con la mamma fino alla crisi dei quarant’anni ?
Ve lo avevo detto, la mia avventura è cominciata in modo banale. Non c’è nessuna storia alla Davide contro Golia. Il Potente non ha tentato di farmi tacere con la repressione delle mie idee, né la mancanza di fondi alla ricerca mi ha impedito di inventare il nuovo materiale hightech che avrebbe salvato miliardi di vite. O, ancora più importante, di scoprire l’aggeggio che avrebbe permesso anche alle tribù primitive dell’Amazzonia di avere il wi-fi per guardare le repliche di The Kardashians.

La mia storia è molto più semplice : sono partito perché mi è stato chiesto di partire.
Poco romantico e molto pragmatico, lo ammetto.
Mi è stata offerta un’opportunità : uscire dal mio cocoon e mettermi alla prova. Affrontare il mondo come un uomo e uscire dallo schema della deresponsabilizzazione di massa verso cui la società moderna spinge.

Nessun pirata (anche se un po’ di rum non sarebbe guastato), nessun esploratore, no. Ma si è pur sempre trattato dell’inizio di un capitolo nuovo e sconosciuto; misterioso e, per questo, interessante.
Ho girato una pagina scritta in caratteri chiari e indelebili per trovarmene davanti una bianca tutta da scrivere, la mia vita a guisa d’inchiostro.
Così è cominciato il mio viaggio.