Illustrazione di Federica Aradelli

CORSIA UNO

Da quando ha seppellito il marito, all’Ernestina sono tornati a brillare i capelli e i pomodori nell’orto. Il mare l’ha visto una volta in viaggio di nozze nel ’51 e ci ha sempre messo dentro un piede solo, quello destro, mentre l’altro lo teneva sempre un pochino più indietro, ben sicuro e all’asciutto. Lo faceva oscillare sul filo dell’acqua da sinistra a destra e poi ancora da destra a sinistra, come in un solfeggio, seguendolo piano col naso, per non accorgersi che il suo Marietto guardava le tette delle stangone tedesche, spalmate a prendere il sole sul bagnasciuga di Viareggio senza reggipetto. Dietro le sue spalle curve, il bagnino, appollaiato di vedetta sopra un mare di carne, ogni tanto perdeva di vista le onde per contarle le poche vertebre che il casto costume intero lasciava scoperte.

Ci tornerà da sola, quest’estate che sta per arrivare, e nel mare ci metterà tutti e due i piedi. Il naso lo terrà alto.

Partendo dalla testa, Ernestina è composta da: un 16% di lacca per capelli marca Splend’or, un 10% di capricci, un 50% d’acqua, un 13% di fagioli cannellini semplici, da svuotare direttamente in una fondina con un filo d’olio e ricchi di proteine, che il medico le ha proibito la carne rossa, un 2% di sabbia e sale marino, conservati gelosamente in fondo ai piedi.