Perchè i ciclisti stanno in mezzo alla strada?

Forse sarebbe piú corretto chiedersi come mai, o cosa porta noi ciclisti a pedalare in mezzo alla carreggiata. Non siamo sicuramente dei masochisti, stiamo solo cercando di portare a casa salva la pelle dopo aver praticato la nostra attività sportiva preferita.

I motivi principali per i quali ogni tanto ci trovate in mezzo alla carreggiata sono principalmente due:

  1. Evitare le gruviere
    Le strade ormai sono quelle che sono, accontentiamoci! Pedalando con pneumatici poco piú larghi del pollice della vostra mano è molto facile centrare ogni singola buca e fessura nell’asfalto. Ogni tanto qualcuna la schiviamo, altre volte peró è piú sicuro se ci spostiamo in mezzo alla carreggiata per evitare l’intera gruviera. Non vorrete mica che ci ribaltiamo poco prima che passate in macchina a 70+km/h?
    Poi … lo facciamo anche in macchina no? Una leggero giro di sterzo verso sinistra per evitare quelle buche taglia pneumatici. E quando sopraggiungono altre automobili … speriamo che alzando il nostro fondoschiena dal sedile gli ammortizzatori soffrano di meno.
  2. Evitare di essere scambiati per paracarri
    Personalmente mi capita piú spesso questa situazione che la prima. Strade perfette, liscie come la fronte botulina di qualche modella. C’è poi anche quella bella linea bianca a lato, che per gioco, o per vizio cerchi di tenere il piú vicino possibile alle tue ruote. Ecco che in queste situazioni l’automobilista comune ti scambia per un paracarro, dandoti la possibilitá di poter leggere benissimo modello e numero stampato sui battistrada:

Si discute in questi giorni del disegno di legge dove per il sorpasso dei ciclisti servirá mantenere la distanza di sicurezza laterale di 1,5 metri. Personalmente sono contento che venga presa in considerazione questa proposta. Se poi servirà a qualcosa ne dubito, ho ben poca fiducia nel Homo Automobilis comune. Certamente sarà utile quando qualcuno è giá stato buttato a terra, dando cosí qualcosa da fare alle compagnie assicuratrici e vari studi legali. Ma tutto ciò non serve certamente a prevenire gli incidenti.

Soluzioni?

Pedalo su strade aperte dall’età di 6 anni. La mia fortuna é di vivere in Alta Badia dove non ci ritroviamo con il traffico cittadino o di periferia (escluso il mese di agosto dove vi trovate tutti in vacanza qui). Ho girato un po’ il mondo ed un po’ si seghe mentali me le sono fatte. Non sono delle soluzioni per pedalate in famiglia con bambini, per i quali vanno benissimo piccoli tratti di strade chiuse per divertirsi. Penso di piú a soluzioni per quello che é il cicloturismo ed il ciclismo su strada in preparazione agonistica.

Ciclabili?
No, troppo costose nella realizzazione, tempi di costruzione e manutenzione. Per non parlare poi dei passaggi su terreni privati e probabili espropri. 
Anche se in Alto Adige abbiamo una struttura di piste ciclabili all’avanguardia penso che questa non sia in generale la soluzione ideale. Ad esclusione ovviamente di quelle ciclabili dove ci sono ormai passaggi di 1000/1500 ciclisti al giorno come ad esempio la ciclabile dell’Adige, ben venga che ci sia con i suoi oltre 300 mila passaggi l’anno che sono per lo piú concentrati nella stagione estiva.

Cosa allora?
Guardo ai nostri vicini in Spagna, dove varie strade hanno a lato una banchina di un metro o poco piú. Non potrebbe essere la soluzione ideale per togliere un po’ dalle scatole noi ciclisti.
Questa soluzione non va solo a vantaggio dei ciclisti ma anche degli automobilisti come ad esempio:

  • sotto banchina laterale facciamoci passare tutte le tubazioni come acqua, fognature, gas etc. Ci sono da fare di lavori? Si bloccherá solamente la banchina laterale evitando in molti casi semafori e ometti con palette verde/rosse a causare colonne interminabili di automobili. Evitiamo anche cosí i rattoppi fatti alla buona dopo i lavori sulla carreggiata principale.
  • se sei in montagna, una strada piú larga in inverno, in caso di neve, da la possibilitá agli automobilisti di mettersi a lato a montare le catene, evitando di restare in mezzo alla strada.
  • il costo di allargare una strada giá esistente é minore di costruire tratti nuovi di ciclabile ad-hoc. Per non parlare poi della manutenzione dopo qualche anno. Anche se, pensandoci bene, questo potrebbe essere uno svantaggio visto che in Italia si preferisce pagare cifre abnormi per lavori pubblici di qualitá scadente.

Certamente ci sono situazioni dove allargare una strada non è possibile su entrambi i lati, come ad esempio nelle valli e sui passi delle Dolomiti. Basterebbe peró allargare il lato di strada in salita, situazione che troviamo giá in altri luoghi ad alta frequentazione di ciclisti:

La tecnologia odierna darebbe inoltre una mano a pianificare quali strade si potrebbero allargare. In questo caso la fa da padrone Strava. Grazie alla collezione di dati GPS con i percorsi di tutti i ciclisti intorno al mondo è stato creato il servizio Strava Metro, dove istituzioni pubbliche possono usare tali dati per pianificare la propria infrastruttura pubblica.

Le soluzioni sembrano molte, ma di certo voglio ricordare ai cari automobilisti che alla fine vogliamo solamente ritornare a casa sani e salvi senza rompervi troppo le scatole.

Quindi anziché chiedere il sorpasso di 1,50 metri di distanza io chiederei 1,50 metri (ma anche 1 basta) di asfalto in piú ai lati. E se la soluzione fosse troppo “economica” allora è sempre possibile usare vernice dorata per le linee di delimitazione stradale ;-)