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9. IL QUARTO GIORNO



Purtroppo nella nostra avventura Jamaicana, abbiamo conosciuto anche un aspetto molto triste della cultura della popolazione che ci ospitava e quanto certe cose vengano vissute in modo totalmente differente tra culture diverse.

Il quarto giorno pensavamo di svegliarci carichi e rilassati come sempre invece, purtroppo aggiungerei, siamo stati svegliati la notte da delle grida e dei pianti. Pensando fosse una qualche discussione non siamo usciti dalla stanza ma il giorno dopo abbiamo scoperto una tristissima verità: il pianto devastante e le grida disperate erano quelle di Alessia (che aveva iniziato la sua avventura come una Guest per poi prolungare il suo visto e restare a Drapers). Simone ci da la brutta notizia: “E’ morto Carlos”.

Non lo conoscevamo troppo, ci aveva venduto le prime due bottigliette d’acqua della nostra avventura, aveva fatto capire a Max che lì, non si gira senza maglietta, era il compagno di Alessia con la quale avevano progetti importanti per il futuro. Nonostante questo, la cosa ci ha sconvolti e non sapevamo minimamente cosa dire, come aiutare Alessia. L’unica cosa venutaci in mente in quel momento è stata quella di starle vicino, lasciarla sfogare e convincerla a venire con noi in giro per distrarsi un po.

Non potendo fare nulla per ridarle Carlos, per farla stare meglio, ci aggreghiamo a Simone ed Elisa e aspettiamo il nostro route-taxi per andare ad una spiaggia nuova: Winnifred.

Siamo ancora scossi da quanto accaduto, durante la camminata verso la spiaggia ne parliamo un pochino e poi cambiamo discorso. Elisa e Simone ci dicono che il cane davanti a noi è come se fosse il cane della spiaggia: appena vede che stai facendo quella strada, ti accompagna fino ad un certo punto. Ecco che ci ritroviamo proprio in mezzo alla natura, sembra quasi un sentiero che possiamo trovare nelle nostre montagne… scale fatte dalle stesse radici di questi alberi enormi ed altissimi. Vedere questo mi ha quasi lasciato senza fiato. Finiamo di scendere tra le radici di questi immensi alberi e davanti a noi troviamo uno spettacolo pazzesco che ci lascia davvero senza fiato e così, senza pensarci decidiamo che questa è la miglior spiaggia della zona, quella che secondo noi ti fa respirare di più lo spirito Jamaicano.

Collage con le immagini scattate quella giornata alla spiaggia di Winnifred

Dopo pochissimo che siamo lì, arriva la tipica mama-jamaicana Dorina che subito ci chiede se vogliamo mangiare da lei e se vogliamo pesce o pollo: io scelgo pesce mentre Max il pollo (e poi mi invidierà). Qui, prendiamo anche le nostre prime noci di cocco e che dire… buone! Dissetanti e belle fresche…appena colte dalla giungla probabilmente! Ci facciamo un bel bagno, iniziamo a conoscere le persone del posto, specialmente chi ha delle baracche e vende qualcosa (da bere piuttosto che da mangiare o souvenir) e poi, andiamo da Dorina per mangiare.

Beh, tavolo sulla spiaggia davanti al Oceano. A cucinare è Fabian (il figlio più grande di Dorina ed è forse maggiorenne): il piatto che ci ha preparato era strepitoso, buonissimo e gustosissimo. Parliamo un po con lui e gli chiediamo “Cosa vorresti fare da grande” e lui con un sorriso immenso ci risponde “Chef” poi, arriva Dorina con i nostri super succhi fatti dalle sue mani al momento al gusto PAPAYA e…gente… che botta di vita e di vitamine!

Noci di cocco e pausa pranzo in riva al Oceano

Il pomeriggio prosegue tra chiacchiere con i Jamaicani del posto, con Simone ed Elisa, intervallati da pisolini e bagni vari.
Poi arriva l’ora di tornare a casa, ormai il sole sta per calare. Altro giro di route-taxi e arriviamo al Search-me-heart: doccia rapida come sempre, tanta crema dopo sole, qualche spaciugata per riempire lo stomaco e ancora chiacchiere accompagnate da biscotti oreò e rum jamaicano bianco.

E’ ora di dormire, entriamo in camera, chiudiamo la porta e ci rintaniamo sotto la zanzariera del nostro letto.