Securwoman 2.0, l’app contro la violenza sulle donne

Nel mondo una donna su tre ha subito almeno una volta nella sua vita abusi fisici e sessuali, solo in Italia nel 2015 le vittime sono state 6 milioni e 788 mila. Un fenomeno profondamente radicato nella società, indipendentemente dalle condizioni socio-economiche e che, per essere contrastato, necessita naturalmente di interventi strutturali, come leggi e provvedimenti volti a diffondere la cultura del rispetto e della dignità del genere femminile.

Non solo però.

Oggi anche la tecnologia offre un valido aiuto per prevenire fenomeni di violenza, almeno nel breve periodo. Ecco allora, che nascono app studiate apposta per la difesa personale, come SecurWoman 2.0., una sorta di “bodyguard” virtuale pronto a dare l’allarme in caso di aggressione.

L’Sos si lancia scuotendo lo smartphone

L’app, realizzata da Arxit, azienda tech italiana, offre all’utente la possibilità di collegare il proprio smartphone ad una centrale operativa, che si interfaccia direttamente con le forze dell’ordine su tutto il territorio nazionale.

Fino a qui, direte, niente di straordinario. Invece, l’elemento distintivo esiste e lo troviamo nel modo in cui la potenziale vittima potrà chiedere aiuto, ovvero semplicemente scuotendo il proprio smartphone.

Una volta inviata la richiesta di assistenza, la centrale operativa raccoglierà i dati di geolocalizzazione, cercando di mettersi in contatto con l’utente e nel caso in cui questo non rispondesse, lancerà subito l’allarme alle forze dell’ordine.

Oltre questo servizio chiamato “Sentinella”, SecurWoman 2.0 include anche la “Modalità Sport”, con funzionalità “strappa e allerta” che chiama i soccorsi quando vengono scollegate le cuffie e “Network Segnalazione”, che permette di segnalare agli altri utenti, nel raggio di 200 metri, la presenza di persone sospette.

L’app inoltre, offre un mese di prova gratuita, dopo il quale è previsto un abbonamento mensile da 2,99 euro, comprensivo di copertura assicurativa Europ Assistance.

Un valido strumento pensato proprio per bypassare la chiamata di emergenza diretta, azione estremamente difficile da effettuare in condizioni di forte stress. Non sarà certamente la soluzione ai problemi dei maltrattamenti e dei femminicidi in Italia ma, rappresenta una risposta rapida ed efficace per le donne che ogni giorno si trovano nella condizione inaccettabile di aver paura camminando per strada, aspettando l’autobus, passeggiando per il parco, persino a casa o a lavoro. Un tema purtroppo, spesso erroneamente sottovalutato da istituzioni e gente comune.

Perché se le leggi non bastano, la violenza oggi si combatte anche con la tecnologia, basta usarla per riprenderci un po’ della nostra libertà di essere donne.


Originally published at dotmug.net on September 13, 2016.