Abbastanza italiani

Il Mancino
Aug 25, 2017 · 3 min read

Intervista a Dora, ragazza veronese a cui è stato impedito di cantare ad un concorso perchè secondo l’organizzatore non era “abbastanza italiana”

Ciao, dicci un po’ di te

Sono Dora, una ragazza di 15 anni che abita a Verona. Quest’anno vado in terza superiore al liceo classico. Canto, sono appassionata di danza, recitazione. Suono anche qualche strumento.

Da quanto tempo canti?

Canto fin dalla giovane età, sono sempre cresciuta in un ambiente che in un certo senso promuove la musica, in una chiesa (evangelica e pentecostale, di cui il padre è pastore) che dà molta importanza alla musica e mi hanno aiutato i miei fratelli in questo percorso.

Ci vuoi raccontare in breve quello che è successo? Come l’hai vissuta?

Ho chiesto l’adesione a questo concorso che si tiene a Verona (il canta Verona Festival) e l’organizzatore non mi ha accetta, perchè non mi riteneva abbastanza italiana per partecipare nonostante io abbia la cittadinanza italiana e residenza qui.

Ti senti un’italiana “di fatto”? Cosa vuol dire essere italiani?

Sì, io mi sento un’ “italiana di fatto”, alla fine vivo qui da 15 anni, dalla nascita e non capisco bene la differenza da un mio compagno di classe che vive qui dagli stessi anni. Secondo me essere italiani significa vivere nell’Italia nel senso più profondo della parola, essere dentro l’Italia, avere le stesse tradizioni e, non so, esultare quando l’Italia vince una partita. Vuol dire sostanzialmente avere le stesse tradizioni e la stessa cultura.

Cosa ti rende italiana?

Il fatto io che sia nata qua e viva qua da sempre. Io non conosco nient’altro se non l’Italia, perchè con il Ghana (paese d’origine dei genitori) davvero ho poco a che fare. Quindi viene quasi automatico per me pensare che io sia italiana, dato che alla fine ho sempre vissuto qua e ho tutte le tradizioni di un italiano.

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, riguardo al tuo caso ha dichiarato:“Ci sono ben altri problemi”? Quest’episodio può essere visto come il sintomo della profonda intolleranza che da anni caratterizza il Veneto?

E’ ovvio che ci sono altri problemi, però non per forza bisogna lavorare su un problema alla volta ecco. Magari lui la vive in secondo piano perchè non è toccato in primis da questi episodi di razzismo. Però io sono totalmente italiana e dovrebbe importargli questa discriminazione che io e che tantissimi altri italiani neri vivono. Anche io sono italiana. Se si ritrova un problema a livello sociale, bisognerebbe dargli una certa importanza e non soltanto metterlo in secondo piano perchè non lo si vive sulla propria pelle. Perchè è un problema che va a toccare davvero nel profondo di una persona, non è da prendere alla leggera. E sì, assolutamente, c’è una sorta di intolleranza radicata nel Veneto da anni ormai.

Quale canzone avresti voluto fare?

“At last” di Etta James.

E ora, con quale canzone risponderesti agli organizzatori?

Probabilmente con “Man in The Mirror” di Michael Jackson

C’è qualcosa che vorresti aggiungere?

Spero che questo fatto mandi un messaggio abbastanza forte alla comunità italiana e aiuti davvero a cambiare la mentalità di alcune persone, come di questo organizzatore, che pensano che una persona non sia abbastanza italiana soltanto per il suo colore di pelle e che aiuti a far cessare queste discriminazioni.

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    Il Mancino

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    Il Giornalino degli Studenti del Triveneto

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