La Festa dei Morti a Palermo: e un Mondo si spalanca

La nostra tradizione continua …

Mundus Patet, il Mondo si spalanca, dicevano gli antichi Romani durante la loro Festa dei Morti, che celebravano tre volte l’anno: il 24 agosto, il 5 ottobre e l’8 novembre. Il Mundus era un grande foro circolare e molto profondo, a forma di utero, che metteva in comunicazione cielo e terra, ed era solitamente coperto da un grande masso. Durante quei giorni il Mundus veniva aperto, le anime dei defunti convivevano nella città con i vivi ed era un momento di grande purificazione, perché “dentro” e “fuori” erano connessi e comunicavano.

Così quest’anno il I novembre vorremmo “spalancare” il Mondo:

creando, tra Cielo e Terra, legami, connessioni, intrecci, suggestioni, echi, meraviglie.

Dove? Nel cuore del centro storico della città, in via Porta di Castro 75–77 a Palermo, là dove un tempo c’era un panificio e ora c’è il Giardino di Ballarò, un b&b d’arte in cui, grazie alla creatività sapiente di Annalise Correnti, i sogni hanno preso il posto del pane, e come il pane si impastano, si cuociono e sono buoni e fragranti.

Chi e che cosa? Claudia Spinnato e Daniela Thomas, con il loro “Porto di Pan”, in attesa del Giorno dei Morti, vi proporranno un incontro evocativo tra luci e ombre dell’autunno, con racconti, foglie, semi, pane buono, frutta secca, Pupi di Zucchero, frutta martorana, emozioni e bellezza.

A chi si rivolge? A tutti coloro che sono disposti a trascorrere un pomeriggio in cui si intrecceranno tradizione e poesia, narrazione emozionale e racconti evocativi. Sarà possibile ammirare i Pupi di Zucchero e scoprire l’antico procedimento per farli, si potrà partecipare a un piccolo Laboratorio per fare la Frutta Martorana condotto da Marika Gallo e alla Riffa dei Morti, con l’estrazione dei bellissimi Pupi di Zucchero del Maestro Rosciglione, con vino buono e muffolette per tutti.

Contributo di € 12,00. È gradita la prenotazione chiamando il 348 6959545 oppure inviando una mail con i propri dati a ilportodipan@gmail.com.

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