Babbo, perchè qualcuno da fuoco ai boschi?

Dubbi di bambini sulle modalità di “partecipazione civica” di molti

Stasera mi sono trovato a discutere con mio figlio (che ha 6 anni) di qualcosa di serio, devo dire con lui faccio le più importanti riflessioni della mia vita, migliori di qualunque master universitario o convegno.

Stavamo tornando da una cena fuori casa ed in macchina abbiamo notato sopra la città di Prato del fumo nero che lasciava presagire ad un grande incendio. Effettivamente sulle colline sopra Pistoia e Prato era scoppiato un incendio che stava propagandosi nei terreni circostanti alla nostra città e da cui si levavano delle nubi di fumi immense. A quella vista Alberto mi chiede “Babbo, che cosa è quel fumo?” “Albe, penso sia un incendio…” “Ma viene da casa nostra?” “No Albe viene da quelle colline laggiù, vedi? Proprio sopra la città di Prato…” “Ah.” Momento di silenzio. Poi: “Babbo, e se viene verso casa nostra?” “No Albe, vedi, ci sono già gli elicotteri per spengerlo vedrai lo fermano” “Ah”. Altro Momento di silenzio. “Babbo ma come mai ci sono gli incendi?” “Beh allora, d’estate possono accadere per due motivi, o perchè per disgrazia qualcosa prende fuoco e il fuoco aumenta oppure perchè qualcuno da fuoco ai boschi…” “Ah….e perchè qualcuno da fuoco ai boschi?” Silenzio. Panico. Con la mia mente che velocemente cerca di trovare una risposta semplice alla più semplice e allo stesso tempo più complessa delle domande.

Già… Perchè? Ci avete mai pensato? Come mai qualcuno decide in tutta libertà di appiccare il fuoco ad un pezzo della nostra terra? Ad Alberto ho risposto un semplice “Perchè ci sono persone che non hanno rispetto di ciò che hanno intorno…” Ma dallo sguardo non l’ho convinto ed effettivamente non era facile.

Apprendo da alcune letture che effettivamente potrebbe trattarsi di un incendio di tipo doloso.

Alberto va a letto, sereno vedendo il cielo sopra casa che piano piano torna azzurro…ed io invece rifletto:

Perchè? Se è vero che anche gli incendi sul Vesuvio (così come molti altri) sono dolosi, perchè?

A prescindere dal fatto che sono consapevole che dietro tali azioni ci siano interessi non da poco (interessi su cui mi piacerebbe sapere di più), mi sono venute in mente due riflessioni da fare su questo punto. Ve le riporto in un mini-spiegone sotto, sarò brevissimo.

  • Prima riflessione (condivisa proprio in questi giorni anche con Matteo Fortini e Andrea Borruso, autori con me di ItaliaAFuoco), da cittadino italiano: credo sia diritto di tutti noi sapere quali degli incendi in Italia siano stati accertati come dolosi e quali no. E’ di fondamentale importanza per l’informazione dei cittadini italiani sapere se le zone dove vivono siano abitate da persone che hanno interesse a distruggere l’ambiente attorno a loro. Sogno a questo proposito che qualcuno del governo del nostro paese crei una semplice tabella online dove siano indicate tutte le azioni dolose in quanto ad incendi una volta che le indagini siano concluse. Non credo ci siano difficoltà tecniche per farlo. Trattasi di fare il proprio dovere di “STATO ITALIA” che apre i dati relativi a questi eventi. (si chiamano opendata, tanto per cambiare…generano valore e conoscenza). Ecco, basta volerlo fare.
  • Seconda riflessione, da babbo che il prossimo anno porterà suo figlio in prima elementare: credo che tutti noi (genitori e scuola) non stiamo dando abbastanza valore all’educazione civica dei nostri figli. E quindi stiamo sbagliando molto. Forse tutto. Perchè se è vero, come è vero, che stiamo crescendo una generazione che avrà sempre più a che fare con la salvaguardia ambientale dei nostri territori allora abbiamo la responsabilità di insegnare loro il rispetto verso gli altri, verso la natura e quindi far apparire loro gli incendi dolosi come azioni che non sono “contemplabili nell’atteggiamento di nessuno”. Quindi insegnare loro non solo che certe azioni NON si fanno, ma anche tutto quello che si può fare per evitare che altri lo facciano. Ecco a cosa dobbiamo abituare i nostri figli. Altro che assemblee e convegni sulle città del 2020. Per renderli davvero cittadini smart dobbiamo abituarli ad essere “modelli” ossia persone che abbiano cura del mondo. Altro che “fisse” col digitale nelle scuole. Se si darà spazio e risalto a scuola all’educazione civica almeno la metà di quella che diamo oggi al coding avremo risolto molto del rapporto dei nostri figli con gli altri. Sì, forse avremo qualche “smanettone in meno”, ma sicuramente avremo insegnato loro il valore della natura ed il rispetto del mondo che abbiamo attorno e che “potranno lasciare meglio di come lo abbiamo trovato” (cit. Baden Powell). Ed il fatto che un bambino si domandi «Perchè?» deve essere un dubbio che noi adulti abbiamo il dovere di preservare nei nostri figli così che quando cresceranno continueranno a meravigliarsi, a non accettare e forse ad impedire tutto questo.