Il signor X è un signore sulla sessantina che fa colazione con me da circa due anni.

Parliamo mentre sorseggiamo i nostri caffè macchiati in una pasticceria di firenze. Parliamo di tutto, 10 minuti poi lui torna a casa a leggere il giornale ed io entro a lavoro. È sempre stato un modo per dare senso al momento della colazione al bar, lui mi parla di sè, di sua moglie io di mio figlio che cresce, di lavoro e di tecnologia. Il signor X appartiene ai signori che amano commentare la politica, i fatti del giorno sulle prime pagine e che ci tengono a sapere come la pensano i giovani. Il signor X ha viaggiato molto e adora raccontare dei suoi viaggi. Ama moltissimo leggere i classici della letteratura e da quando ha comprato un eBook reader sta rileggendo tutti i romanzi di Verga. Il signor X ama porre domande a volte anche spiazzanti. Su Bruxelles mi ha chiesto ieri «ma tu hai compreso o no cosa sta accadendo in questo mondo? Io non ancora». Il signor X è una persona che un giorno mi ha detto «Matteo non pensare mai di sapere tutto, ma cerca di imparare sempre dagli altri, la vita è una scuola». Oggi dopo aver offerto a lui la colazione e avergli spiegato come si usa una app sul telefono lo saluto. Lui mi augura buona Pasqua. Io gli domando come mai domani non ci vedremo. «Matteo, domani mi ricoverano in ospedale per una questione molto seria ed urgente. Ti volevo dire grazie di tutto. Vedrai che comunque mi andrà io di te non me ne scordo».

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