Una Richesta alla PA caduta nel vuoto

Una storia di cittadinanza attiva e PA passiva

Matteo Tempestini
Jun 17, 2017 · 3 min read

Dopo varie riflessioni più o meno approfondite fatte da solo e con altre persone che hanno a cuore la comunicazione in stato di emergenza, il giorno 30 Maggio 2017 scrivo alla Regione Toscana tramite OpenToscana questa mail:

Sono a richiedere la possibilità di strutturare tutti i dati di aggiornamento in caso di emergenza delle protezioni civili della Regione Toscana. Sarebbe auspicabile che la Regione Toscana definisse un formato con il quale i comuni possano produrre e tenere aggiornati i dati relativi ai «bollettini» di aggiornamento in caso di emergenza. Ad esempio si potrebbe usare FEED RSS o meglio ancora dati in formato GEO-FEED RSS. Sono da vietare aggiornamenti in forma destrutturata in quanto impediscono la divulgazione del dato e la riusabilità dello stesso (es. questo) Questo faciliterebbe la creazione di servizi locali e nazionali di aggregazione di notizie dalle varie protezioni civili. Certo di un vostro riscontro, porgo cordiali saluti.

Il 31 Maggio 2017 ricevo dalla regione questa mail.

Buongiorno, inoltro la sua mail al Gruppo di lavoro Open data. Restiamo in attesa di un riscontro.

Stop. Fine. Niente altro. Una mail di buon senso insomma con una risposta di cortesia e basta, anche se mi chiedo la Regione quale riscontro stia aspettando e da chi. È circa un mese che attendo per lo meno di capire se sto chiedendo la Luna o no. Il problema era stato sollevato più volte da me anche a livello comunale ad esempio il 27 Aprile 2016 quando ho inviato al responsabile della protezione civile di Prato questa mail:

Mi chiedevo se fosse possibile collaborare a realizzare un formato dati più strutturato della vostra pagina web delle informazioni sulle emergenze. (….) A questo proposito mi permetto di suggerire un metodo semplice che potreste adottare ovvero quello di usare un foglio di lavoro Google che si gestisce esattamente come un file Excel dove ogni riga potrebbe essere una comunicazione è ogni colonna un dato di quella comunicazione (data, titolo, descrizione…). Il foglio sarebbe inseribile dentro una pagina web del comune (come tabella) ed fungerebbe da database con lo storico di tutte le allerte. In più sarebbe divulgazione come dato aperto perché è esportabile tramite un link. Se pensa sia una cosa buona, mi faccia sapere. Sarebbe cosa importante e sarebbe anche un buon esempio per altre protezioni civili che potrebbero riusare il metodo. (…)

Niente. Nada. Nessuno si è fatto vivo.

Esempio di una pagina di allerta non correttamente strutturata in un dataset riusabile (dal sito del Comune Di Prato)

L’unico feedback sul tema l’ho ottenuto qui ma senza azioni concretamente apprezzabili a seguire.

Cari esperti dell’accesso civico che si fa in questo casi? Si va in piazza con i forconi (vorrei evitare) o secondo voi è possibile per lo meno ricevere un riscontro tecnico di massima sul tema? Non sono forse dataset da aprire e uniformare quelli relativi alle allerte? Il progetto TerremotoCentroItalia non dimostra forse che le informazioni vanno rese più strutturate e divulgabili possibile per informare in emergenza e sviluppare servizi? La Regione non dovrebbe forse fare da guida e dare strumenti ai comuni? La mia richiesta ha un senso perché dove le informazioni sono strutturate si divulgano tecnicamente molto meglio e quindi sono più accessibili. Attendo ancora una risposta chiara e qualche azione concreta sulla questione.

Matteo Tempestini

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