Costa Concordia: il vento rallenta il rigalleggiamento
Il relitto partirà poi per Genova
di Ilaria Bonuccelli
ISOLA DEL GIGLIO — Il vento che ha quasi raggiunto anche i 20 nodi l’ora, una punta di 38 chilometri. E’ questo che sta rallentando i lavori di rigalleggiamento della Concordia. Sei ore, nella notte fra mercoledì e giovedì. Rende difficile posizionare i 4 cavi e le 2catene che devono fissare allo scafo (lato destro) della Concordia gli ultimi 3 cassoni, la “cintura” che deve tenere su, con un pescaggio massimo di 18,5 metri, il relitto: altrimenti non entra nel porto di Genova.
Secondo le tabelle nautiche, il vento che soffia fra i 17 e i 21 nodi è una “brezza tesa”, viaggia da 8 a 10,7 metri al secondo e può creare problemi a un relitto in equilibrio grazie a un sistema complicato di ingegneria idraulica, di calcoli e di rimorchiatori. Finora sono stati due a tenere la Concordia in tensione — il Garibaldo e il Red Wolf — ma da giovedì se ne aggiungerà un altro: il Blizzard. Si tratta del super rimorchiatore, arrivato al Giglio mercoledì sera, che con il Resolve Earl dovrà trainare (da poppa) la nave fino a Genova
Se i ritardi saranno contenuti nell’arco delle 12-18 ore, Costa potrebbe ancora riuscire a portare via la Concordia dal Giglio lunedì, come programmato. “Un obiettivo possibile” fino a mercoledì pomeriggio, secondo Franco Porcellacchia, l’ingegnere responsabile del progetto di rimozione per la società armatrice.
Giovedìla storia è ancora da scrivere. Per quanto Nick Sloane, l’esperto di salvataggi al limite del possibile che Costa ha voluto a capo dell’operazione, guardi già avanti. Verso il trasferimento. Sloane ha sempre sostenuto che il relitto è robusto a sufficienza per sopportare il viaggio di 5 giorni. In un’intervista rilasciata al Tirreno alcune settimane fa ha ribadito che il periodo luglio-agosto è il migliore per trasferire la nave e che il viaggio sarebbe stato più rischioso, dal punto di vista delle condizioni meteo, in inverno, fra gennaio e febbraio. Tuttavia — come dichiara a Repubblica — è concentrato sui due giorni di navigazione in mare aperto che lo aspettano fra la Corsica e Genova. Prima non c’è problema. Ci sono le isole dell’arcipelago Toscano. E, secondo il progetto presentato da Costa, in caso di emergenza o di condizioni meteo-marine sfavorevoli il relitto può sempre riparare dietro una delle isole a disposizione.
